Percorro cunicoli di pensieri,
con curiosità paleolitica
e nervi scoperti.
Cerco il centro.
Creo nuovi panegirici
temendo di giungere
al nocciolo sereno del cerchio.
Ci fossi almeno tu
ad allargarmi il sorriso
giocando a nascondino.
Fitti ritorni,
passaggi già fatti
tra volte e travolto,
trasporto
una vita stanca d’attesa.
Illustrazione: Fabio D’Angelo
Testo: Valentina Gaglione
Tutti i diritti riservati©

Attendo
sciogliersi il beige delle schiavitù
nel barocco baciato dal sole,
Portafortuna al braccio,
tegole antiche alla finestra
e tappeti di storie, infinite storie.
Sei ancora a letto amico mio?
Qui si può osare,
scavalcare le opacità,
bere ancora
al calice della musica balcanica
che solo per geografia è lontana,
che nelle vene nostre
è troppo uguale
per senso di libero sentire.
La fessura dei silenzi
si stringe al lavorio dei pescatori
si espande al nero dei ciclopi
alla fuga di Ulisse e l’ira di Polifemo,
rifratte ovunque l’occhio si posi.
Questa terra di forza lavica,
fa l’amore con lo Ionio
lascia riflessi d’abbracci a chi la ama
e brace a chi non la conosce.
Valentina Gaglione
Tutti i diritti riservati
Illustrazione: Fabio D’Angelo
– I cori possono guarirti
curarti la falsa coscienza più di un bisturi.
Attendi qui –
Mi dici
– Proprio dove sei –
Affermi
– L’innovativo spettacolo
apparirà più chiaro di una legge scritta.
Frapponi l’episodio spontaneo
ai software di ogni mattino.
Sii raggiante e sarai illuminata e illustrissima,
ricorderai la vecchia quercia,
il tempo bambino, la semplicità e me –
Lo dici mentre stai fermo lì,
proprio dove sei
muovendo solo il corpo.
Ma una donna è più complessa
non corrisponde a circuiti ON/OFF
è più un cortocircuito di correnti e faville
disobbedienti all’impero di un unico pensiero.
E’ un mutamento lento e complicato,
un convulso nascere e morire.
Un giorno di certezza
e sei d’insicurezza.
Il saggio le sa bene queste cose.
Sul battente di ognuno
regna l’austerità di partiti presi
lontani anni luce dalla comprensione.
Tutti i diritti riservati©
Visual: Fabio D’Angelo
Si cerca
un segno,
corroso intonaco,
tra muri graffiati,
o merci esposte.
Indice di scelte
da condurre in fondo
nel girotondo d’una testa,
nella vertigine della confusione.
Si cerca.
un segno
tra le impronte del presente,
la sfacciata limpidezza di certa acqua
insinuata
nelle unte profondità dei pensieri.
Le “x” su cui posarsi sono troppe
Le “x” su cui riposarsi sono troppo poche
I punti cardinali
gemono
un uomo senza centro.
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Visual: Fabio D’Angelo