Dannata fu l’erba,
di fuoco avvizzita
finché varchi di tempo
alle origini, condussero.
Dai profumi speziati
risalimmo le paludi dell’anima.
Osservammo lo scampato pericolo
nell’ammasso di lucciole al sole.
E in mezzo si scorse
l’androgino giardino
deformare silenzi in voluttà circolari,
al fiorire d’ogni prelibata bacca.
Stesi come luna gli amanti,
di vita e fragile carne,
si fecero ampolla e con essi
ibridi fiori e cristalli
di spigoli tondi.
Aedi, cantavano
e fianchi senza età
intorno danzavano.
Delizia fu premersi
in libido celeste,
elisir di ancestrali carezze
che su fonti di vino annegammo,
inchinati, bestie tra bestie.
E concesso ci fu senza remora
di osservare fauci di lupi
ricevendo in dono occhi notturni.
Poi l’acero cantò al ciliegio,
le parole non andarono via,
e la storia,
dal seme alla foglia,
capimmo.
Tutti i diritti riservati
Arte
illusione perfetta
di certi semi
piantati millenni di colori fa.
… Forza appassionata
accarezza corpi
stremati di fatica,
storditi dalla norma.
Rami-braccia
accolgono
nell’estasi di una sonata,
di un dipinto,
di un concetto.
Noi viviamo l’illusione
che scompiglia e ricompone,
attimi di tensione
genesi delle migliori stanze umane
Esistiamo ed esitiamo
sull’accordatura di un suono,
la pastosità d’una tinta,
sull’accoppiamento amoroso tra parole.
Noi preghiamo l’illusione perfetta
Noi viviamo l’illusione perfetta
Cura per l’aridità del mondo
i nostri soffi sulla terra folle,
più folle di Michelangelo.
Inutili le cose strette in petto
sulla difensiva
Non servono
di fronte alla bellezza
Esci da questa dura pietra e parla
Esci dal pensiero unico e ri-balla
E i canali non saranno più televisivi
ma interiori e sensitivi.
Noi siamo vivai dell’anima.
Viviamo illusioni perfette
le preferiamo
a realtà imperfette.
“Se leggi,
qualcuno ha scritto per te
Se ascolti,
qualcuno ha suonato per te
Se osservi,
qualcuno ha modellato per te”
Tutti i diritti riservati©
Illustrazione: Fabio D’Angelo
La legge karmica dice che se sei un artista, allora questa è la tua ultima vita.
Hai espiato tutto. Non è necessaria nessun altra trasformazione.
Ma l’artista chi è? Chi decide se la tua vita è arte o meno?
Livelli superiori, piani alti, ma prima di salire è d’obbligo un passaggio in cantina.
Forse nella mia vita numero uno stavo sottoterra. Forse ero un lombrico.
Si si! Ero un lombrico.
Un lombrico con due sogni nel cassetto (ammesso che i lombrichi abbiano cassetti).
Il primo era diventare un artista e il secondo possedere tantissime paia di scarpe.
Adesso non sono un lombrico anche se mi sento tale e quale, con ancora pezzetti di terra incastrati tra le dita di piedi e mani.
Ho tante paia di scarpe e per questo la mia anima lombrica ringrazia.
Quella artistica invece se ne sta alla larga, o a largo, a misurarsi con il nulla, nell’oceano dei quarti d’ora di celebrità.
Vabbè va! Mi sa che ci vedremo ancora. Non la settimana prossima, e neanche tra due settimane.
Tra un mese?
No, direi, in un’altra vita.
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Valentina Gaglione
Tutti i diritti riservati©
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