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Sullo sfondo accade di tutto di Valentina Gaglione

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ZZZ…ANZZZ…ARE!!!

Sono certa, chiunque tu sia e qualunque posto occupi al mondo, di sicuro ti sarà capitato d’imbatterti in una battaglia (persa in partenza) con le zanzare. Instaurare un dialogo, credo sia impossibile, e poi chi lo conosce il zanzaresco? Ronzio e interpretazione, pare lo abbiano studiato alla filarmonica di Vienna, mentre il ritmo e la musica l’hanno appreso dal coro muto del film “il pap’occhio”, che se non hai visto consiglio di prenderne nota. Io mi trovo in Emilia e qui le zanzare sembrano venir fuori direttamente dal cast di jurassic park, il mio giardino somiglia ad una pista d’atterraggio, e mi sto intossicando con spuzzini talmente maleodoranti che “fanno schifo ad un piede”. Non si tratta delle famose zanzare tigre, sono Tiger Man in persona!!! Ma vogliamo parlare del fatto che scelgono i posti più assurdi per ciucciarti?

Sotto la pianta del piede, in mezzo al pollicione, tra le natiche, su una tetta… Così, metti che la sera devi uscire, con il caldo che fa, sei costretto a mettere la felpa pur di non far notare la discrepanza sostanziosa tra i due seni. Che poi, parliamoci chiaramente, il problema non è mio. In questo caso non ho neanche la speranza che possano convogliare due zanzare gemelle, all’unisono, una sulla tetta destra e l’altra sulla sinistra.

Vogliamo ancora discutere degli spray, non oleosi ma tanto puzzolenti che evitano lontanamente l’idea della possibilità di un contatto, fosse anche solo con un marziano? Ne vogliamo parlare? Accendiamo zampironi, torce e piante di citronella, manca solo la corona d’aglio al collo per poi accorgerci che gli unici stecchiti sono l’apparato respiratorio e l’uomo ragno, che porello passava casualmente di la. Per non parlare delle crisi di panico che le nostre acerrime nemiche riescono a causare in soggetti particolarmente ansiosi.

La madre di una mia amica non voleva assolutamente si accendessero le luci di sera, e puntualmente si andava a sbattere contro muri e affini.

Una notte rincorse la zanzatigre, senza riuscire a prenderla. La signora era strasicura che la mia amica uscisse apposta sul balcone a fumare, per poi lasciare la finestra aperta e far entrare la zanzara.

Per tutta la notte continuò ad accusarla -Mannaggia te! Tutta corpa tua… A prossima vota che te vedo fumà ner barcone e me lasci a finesta aperta, te faccio vede io!- Questo avveniva verso l’una di notte. Verso le cinque la follia era all’apice. Si rigirava nel lettuccio dove stavano in tre, lei la figlia e la zanzara…Accesa la luce, si rivolse alla figlia e con i nervi a pezzi le urlò -Avanti, alzati pure tu, mettiti a sistema’ casa, così te m’pari, no che mi devo mettere a combattere con la zanzara tua! Se non dormo io non dorme nessuno!- E comunque le ingorde ciucciatici, il giorno sono rilassatissime, le vedi sbattere contro i muri, belle gonfie, sembrano avere solo testa, e certo con quella panza tutto il resto è noia! Le rincorri ma loro sono più furbe, non se fanno beccà! E tu con il tuo schiaccia insetti percorri la casa per tutti i punti cardinali, esegui piroette, che neanche Carla Fracci concepirebbe, corri, metti i piedi sui tavoli, vai per le scale…ed è qui che avviene la tragedia, perché loro, continuano senza sosta a ronzarti attorno, mentre tu sei caduto riportando femore fratturato ed ematomi ovunque. Chiami aiuto, ti portano in ospedale, ti fanno una piccola operazione, ti ingessano e per il resto dell’estate, hai sempre in corpo una temperatura tra i 40°, ma pure con tutta l’ingessatura, impietosamente, senti qualcosa che s’intrufola dentro al gesso e zak, ti punge e non puoi neanche grattarti!

Ci vuole fegato per sentirsi come in un cartone di paperino e noi ce l’abbiamo!

Valentina Gaglione testo

Tutti i diritti riservati©

La Salerno Reggio Calabria, il mostro a più teste. Istruzioni al disuso

La Salerno Reggio Calabria, il mostro a più teste.

Istruzioni al disuso

La Salerno Reggio Calabria è un mostro a più teste.

Direte voi -ma che ti viene in mente?-

Mi appropinquo e spiego

L’autostrada A3, a primo acchito, non ha niente a che vedere con affascinanti creature mitologiche ma io la trovo simile per concetto ad Idra, essere dalle nove teste da serpe, di cui la centrale immortale.

Se l’eroe di turno cercava di tagliarle una testa, essa si rinforzava e gliene rispuntavano due. Vorrei nominarle tutte le teste a cui mi riferisco ma temo di perdere le origini nella notte dei tempi.*

Se vogliamo essere meno classici e più ironici potremmo paragonare l’A3 ad un mostro da parco dei divertimenti o degli orrori. A secondo dei punti di vista.

Dunque, è dall’osservazione e dal vissuto che nascono questi pensieri illo-g-ironici.

Perché spendere un centello a Gardaland quando puoi provare gli stessi brividi

gratis sulla Salerno Reggio Calabria?

Italiani…che popolo d’ingrati siamo! Non apprezziamo!

Sulla Salerno Reggio Calabria, d’estate hai la possibilità di abbronzati.

Basta munirsi dell’apposito parasole argentato by amico maroc,

spiaccicarsi addosso un minimo di crema al carotene e il gioco è fatto! Risparmi 80 euro di lettino solare!

E volete mettere le varie attrazioni? Dalla gincana al modellino del ponte di Brooklyn?

Vi ricordate? Quello della gomma.

Ecco quel ponte li, con le stesse dimensioni da confezione dei chewingum e la stessa inutilità… ma gli adolescenti possono fotografarlo e con due colpi di photoshop far credere di essere stati in vacanza a New York!

La Salerno Reggio Calabria da lavoro a moltissimi operai, centinaia direi, che d’improvviso, quando passi, si fanno in quattro per te! (Questa arriva dopo lo so)

Uomini che si tramandano i segreti da generazione in generazione. Si scambiano le identità, come i cinesi. Da nonno, in padre, in figlio e siccome è sempre un mistero, anche in spirito santo

Sulla Salerno Reggio Calabria molte le possibilità per una ginnastica passiva e piacevole.

Con il braccio, per esempio.

Entri in una galleria che dura 10 secondi e alzi il parasole, esci e lo abbassi, entri e lo rialzi, poi esci e lo riabbassi, e così per Chilometri e chilometri e alla fine del viaggio ti ritrovi un bicipite pompatissimo che anche il discobolo di Mirone e Schwarzenegger interessati, chiedono informazioni sul tuo personal trainer.

Ignoranti… popolo d’ingrati che siamo!

Non abbiamo ancora capito che l’A3 è la galleria d’arte moderna migliore del paese!

Le installazioni che ci sono li se le sogna persino Christo, e non le trovi neanche al Macro o al Guggenheim di Bilbao.

Arte povera e land art assieme, con i più disparati materiali: cemento, alluminio, rame, catrame.

Arte povera perché sovvenzionata con i soldi dei poveri. Gente che sulla Salerno Reggio Calabria si conosce, s’innamora, si sposa e fa anche dei figli. A secondo della fila che ha davanti!

Di notte, tra una deviazione e l’altra, è un grande esercizio d’attenzione che aiuta a mantenere elasticità mentale e psicologica. Più psyco che logica per la verità, perchè in un battito di ciglia ti ritrovi su una strada provinciale vista mare. Uno spettacolo involontario, senza pari! Dispari le tue bestemmie, perché  non sai come rientrare.

Ma il momento del vero divertimento arriva all’apparire dei cartelli luminosi, “Attenzione, lavori in corso” e un fumetto sulla tua testa inevitabilmente si materializza -” Ma chi mi stai pigghiannu po culu?”.

Certo… come ogni attrazione notturna, alle intermittenze di luci da disco, si dovrebbe unire un po’ di musica. Basterebbe un gingol dance e una calda voce alla Mario Biondi che ripete “Attenzione, lavori in corso… gli unici, veri, lavori in corso dal 1964! Diffidate dalle imitazioni ooooh yeaaa!”

Noi italiani siamo sempre tardivi nell’apprendere, e fino ad ora non abbiamo capito niente…

Il mostro a più teste ci chiama! Il mostro a più teste ci ama!

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

* ‘Ndrangheta, Stato, Governi avariati che si sono susseguiti dal 1964 ad oggi, Impregilo, Anas, mafia e camorra.

Il lombrico mi possiede

Il lombrico mi possiede.

Il lombrico mi possiede

La legge karmica dice che se sei un artista, allora questa è la tua ultima vita.

Hai espiato tutto. Non è necessaria nessun altra trasformazione.

Ma l’artista chi è? Chi decide se la tua vita è arte o meno?

Livelli superiori, piani alti, ma prima di salire è d’obbligo un passaggio in cantina.

Forse nella mia vita numero uno stavo sottoterra. Forse ero un lombrico.

Si si! Ero un lombrico.

Un lombrico con due sogni nel cassetto (ammesso che i lombrichi abbiano cassetti).

Il primo era diventare un artista e il secondo possedere tantissime paia di scarpe.

Adesso non sono un lombrico anche se mi sento tale e quale, con ancora pezzetti di terra incastrati tra le dita di piedi e mani.

Ho tante paia di scarpe e per questo la mia anima lombrica ringrazia.

Quella artistica invece se ne sta alla larga, o a largo, a misurarsi con il nulla, nell’oceano dei quarti d’ora di celebrità.

Vabbè va! Mi sa che ci vedremo ancora. Non la settimana prossima, e neanche tra due settimane.

Tra un mese?

No, direi, in un’altra vita.

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Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

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Un pomeriggio molto diverso

Un pomeriggio molto diverso.

Un pomeriggio molto diverso

Non è facile spiegare ciò che si prova camminando per i luoghi colpiti dal sisma. C’è la paura, l’ansia, il dispiacere riflesso che arriva se calpesti la terra di gente che non ha più casa. Oggi pomeriggio, dopo l’operazione parmiggiano, io e Fabio ci siamo chiesti se fosse il caso di arrivare fino ai luoghi dell’epicentro, il dubbio è durato poco. Fondamentalmente entrambi abbiamo sentito il bisogno di vedere come fosse la situazione. Siamo stati a Finale D’Emilia e a San Felice Sul Panaro. La protezione civile è attivissima e ci ha rassicurati, non servono raccolte di beni di prima necessità. Ciò che serve è qualcosa che possa alleviare il terrore delle persone. Non si disprezzano volontari, anzi! Più ci si organizza e più velocemente la gente potrà tornare a vivere. Ma questo non vuole essere un servizio giornalistico sul terremoto, piuttosto un invito alla riflessione. Appena giunti a San Felice Sul Panaro ci siamo trovati di fronte a qualcosa che io definisco aberrante. Il castello e la torre stanno per crollare, e la RAI, La carissima, meravigliosa MAMMA RAI, ha mandato qualcosa come dieci roulotte e mega camper con tanto di troupe “giornalistica”, marchingegni, telecamere e panoramici, per filmare la “spettacolare” caduta del tutto. Praticamente un set cinematografico per shar di altissimi livelli. Lo sciacallaggio mediatico mi fa schifo! Non c’entra nulla con l’informazione. Ricordatevi, le immagini hanno un linguaggio proprio che colpisce meccanismi profondi, subcoscienti. E anche così che ci fregano! E io allora spero che il castello non cada, che crepi da ogni parte ma che non cada! Gli urlo “Hei! Vecchio tieni duro, non mollare, non dargliela vinta a questi quattro schifosi che speculano sulle disgrazie della gente”. Voi direte che il video potrebbe essere una documentazione importante per il futuro; si se solo non lo mandassero in onda per raggiungere ascolti altissimi! La gente del posto non è affatto contenta… ma troppo provata per parlare. Avrei voluto parlare io, poi ho pensato che sarei stata poco rispettosa nei riguardi di chi ha perso tutto. Ma non manco di dire a tutti voi: non guardatele certe cose, non fanno altro che dare da mangiare a questa pochezza.

Valentina Gaglione

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“Distrattamente penso a me 2”- Spropositi lo(G)ironici

-Pronto? Parlo con il signor Qualunquismo?
Siamo della ditta “Tali e quali”.
La contattiamo per dirle che non siamo morti
… l’accontenteremo presto.

Per la serie “Li chiamiamo dall’America…”

Dentro c’è la brutta copia di Joan Baez/Enia.
che prima del live ha ingerito un’ impepata di cozze avariate.
E’ certo! Perchè continua a cantare la stessa canzone,
nella stessa lingua, con lo stesso ignobile giro d’accordi
in un lamento looppato che addolora anche i cani rimasti in casa.
Se desideri un metodo sicuro per frantumarti le palle,
be sei nel posto giusto.
Ti verranno spaccate come due uova al tegamino.
Unica attenuante è che in questo periodo di crisi te le puoi mangiare.

…Però li chiamano dall’America!

Termometro rotto senza emozioni
Frullatore di parole in rotazione
C’è poi chi nel frullatore è caduto
e vivo ne è uscito
Ci pensi quando incontri un ribaltato

-Cerchi Optical?
-No cerco Mario

-Vuoi un bicchiere d’acqua?
-No lo voglio di vetro e dentro ci metto quello che pare a me!

– Ma guarda un pò!
– Verso dove?

Non accetto la tristezza che spesso e senza motivo mi nasce dentro
– Lavoraci su! Potrebbe essere l’unico contratto a tempo indeterminato.
il solo a vincere il precariato.

Di una dimensione d’amore siamo solo tramiti
e tra Miti non si litiga
I trasporti emotivi vanno protetti: sono trasporti eccezionali.

Quanta bella carta attorno alla testa
fossi almeno un’opera di carta pesta!

Cercasi grande fonte per ripulirsi da grande merda

– Mi ritorna la vena malinconica e fanculo quella ironica

 

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

“Distrattamente penso a me…”- Spropositi log(i)ronici

Perchè si dice “Come passa il tempo…”

e non “Da dove passa il tempo?”

Basta con il pozzo dei desideri!

ne voglio uno dei desiVERI!

A terra riviste.

Un sacchetto di carta

con due fori per gli occhi

e uno per laboccastorta

Bocca storta – Gnè!

– Gnè! Gnè! Gnè!

E non

N’chè, N’chè, N’chè. Capito?

– E io che ne so? Sei te che hai detto n’chè!

– Vabbè sorvoliamo.

Tra un elicottero arancione che va a flautolenze

e un risciò elettronico che va a chewingum,

cosa sceglieresti per raggiungere Roma?

– Sai che non lo so… Mi confondi

– E no! Sei proprio tu! Non ho dubbi.

– No dico, mi confondi nel senso che non saprei scegliere.

Ero orientato su qualcosa di più sobrio…

– Del tipo?

– Non so… un sottomarino?

– Ce l’ho ma senza Marino

– Vabbè che sarà mai! Vada per il sotto… Però…però

Però lo voglio truccato!

Ecco! Raggiungerò Roma a bordo di un sotto truccato. Truccatissimo!

– Complimenti hai fatto un affare!

Nessuno ha capito un diavolo di niente…

Ma hai salvato un Marino.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

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