Mandalas mantrico poi sfogo
Prendi la rabbia e spaccala in due,
come una noce
Dentro ci troverai i frutti del dolore,
Prendili e spaccali
in piccole scaglie.
Ora guardale,
sono solo piccoli pezzetti di dolore
simili a sbucciature sul ginocchio di un bambino
Con questa consapevolezza puoi andare avanti un giorno,
forse due, o anche tutta la vita.
Chi lo sa?
La penna scorre fluida, ed è mattina.
E’ la punta del giorno appena nato
che s’incontra con la coda della notte,
una delle tanti insonni.
Trascorsa a leggere, pensare,
accoccolarsi al letto,
rincorsa dalla voglia di alzarsi
per sistemare il mondo intorno.
Palliativo dell’esigenza di sistemare,
prima di ogni cosa, lo spazio dentro se.
E non c’è niente di nuovo.
Riempire il tempo,
mentre ci si accontenta
di surrogati di bellezza.
Sono una che attende e si fa attendere,
che lascia la vita e l’ascia di guerra.
Come il migliore dei pittori
mi chiedo quale sia il colore giusto
per dipingere questo pezzo d’esistenza
e come il peggiore dei dilettanti,
sbaglio tinta.
Questo verde fluo
non c’entra con la pacatezza che mi riservavo di trasmettere,
ma forse, anche nell’errore non c’è casualità.
Il traffico del mattino
si accende sempre più
e sempre più somiglia all’acidità
di questa tinta che lasciva lascia
geroglifici illeggibili e illegittimi
Voleva essere un mandalas,
un mantra ma ha preso la via dello sfogo
come acneici punti virulenti
sul viso di un adolescente.
Forse queste facciata è la più semplice da riempire.
Perchè?
Perchè è l’ultima.
E dopo? Cosa farò dopo?
Laverò i piatti?
Spazzerò il pavimento?
Pulirò il cesso?
Ma ho fretta io?
Dal tempo che spreco,
per fare quello che sto facendo,
non si direbbe.
Non si direbbe
che io sia un bianconiglio
con l’orologio sempre a vista
e la corsa facile tra le zampe.
Eppure appena avrò finito,
la testa comincerà a saltare,
nuovamente
da un punto all’altro
Non si riposa mai,
o non ha ancora trovato il metodo
per andare almeno un giorno in ferie.
Per questo penso che sia una stupida
Cosa manca per giungere all’ovvietà?
Nulla, proprio nulla.
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