I tempi di una sigaretta (un terrazzo di déjà vu)
Il mio centro è una casa
con pareti che respirano
il ritmo nobile dell’animo
di chi mi è parallelo
Il mio centro è capitale di sorrisi,
interiorità sparse su un terrazzo di déjà vu.
Fichi d’india, cactus
e tetti spioventi.
Pietre laviche commoventi
hanno voce di mercanti,
l’accento basso a cantilena
e passo lento di gente vera
Ricordi e visioni future
nel sole mendicato da lustri,
ora
fiorente sulle carni,
le pieghe delle mani,
gli abiti e il caffè.
Decantazioni di strade e libertà,
tra mare e vulcano,
nelle orme di ciò che ho dato
nell’immenso di ciò che ho ricevuto
Sorgono
spontanee,
senza suppliche sfibranti,
come germoglia, suo malgrado,
un fiore,
tra marciapiede e strada
Ho l’arsura del deserto
ma brindo alla bellezza.
Giustizia
all’argento vivo
di una nuova consapevolezza
I tempi sbagliati
per aspirare una sigaretta
li scopri in alto.
Su un vulcano
un onda
un terrazzo.
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