Atavica forza
Al tramonto
di un sole d’Africa
passi e danza primordiali
seguivano il pulsare
di tutte le paure del mondo
Si scoprì poi,
che erano secche radici,
malvagie strutturazioni del pensiero
Quando i passi
decisero di seguire la vita
allora si divenne padroni dei piedi
e di tutto il vibrare del corpo
E si ballo,
si ballò con la frenesia dell’incoscienza
E si ballò,
si ballò con il dominio della forza
Si ballò,
si ballò con la conoscenza dei riti
sacrificando muscoli e parole
L’animale più temuto
si palesò con un ruggito, profondo cupo
e lo spazio fu riempito di terrore,
gli arbusti ritirarono le spine
e pareva che nessuna forza madre
potesse più vivere e proteggere
E allora si ballò,
si ballò più forte
d’innanzi alla criniera infuocata di fame
Si ballo,
si ballò d’innanzi ai suoi occhi lucidi
Si ballo,
si ballò dominando ogni paura
Si ballò,
si ballò facendo più rumore
Si ballò, attirando energie dai quattro punti della sfera
creando potenza e meraviglia,
fluide tra gli arti
appartenenti al terreno e al cielo
all’aria e all’acqua, agli insetti e alle stelle
Si ballò, si d’ammansire il leone
e lui ballò con noi
in un’unica e sola
scintilla divina.
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