
Salmì era una mela.
Ci era diventato nel corso di mesi, passando dalla gemma, lentamente, a una possibile mela, aspra e piccola, poi a una mela in fieri, sempre più carica delle proprietà delle mele. Il sole lo rese morbido e succoso, una mela completa che si agghinda per l’ora delle mele, a settembre era la mela che aveva sempre desiderato essere, nei suoi sogni di mela adolescente, tra tante altre compagne nel viaggio della melità.
Salmì penzolava da un ramo carico di frutti, una raffica di vento improvvisa interruppe a un certo punto i suoi pensieri, cadde a terra e rotolò fino a ciò che le mele non conoscono, al grande sconosciuto event horizon delle mele. Lo raccolse poco dopo una curiosa signorina in cerca di spuntini, la quale per colpa sua fu cacciata dall’Eden e spedita, con il di lei amichetto Abramo, in un mondo senza più speranza.
Salmì arrossì per l’imbarazzo, ma nessuno lo notò perché, in effetti, era una mela.
Lucia Manetti








