SCRIPTUMSLAM

Sullo sfondo accade di tutto di Valentina Gaglione

Il lombrico mi possiede

La legge karmica dice che se sei un artista, allora questa è la tua ultima vita.

Hai espiato tutto. Non è necessaria nessun altra trasformazione.

Ma l’artista chi è? Chi decide se la tua vita è arte o meno?

Livelli superiori, piani alti, ma prima di salire è d’obbligo un passaggio in cantina.

Forse nella mia vita numero uno stavo sottoterra. Forse ero un lombrico.

Si si! Ero un lombrico.

Un lombrico con due sogni nel cassetto (ammesso che i lombrichi abbiano cassetti).

Il primo era diventare un artista e il secondo possedere tantissime paia di scarpe.

Adesso non sono un lombrico anche se mi sento tale e quale, con ancora pezzetti di terra incastrati tra le dita di piedi e mani.

Ho tante paia di scarpe e per questo la mia anima lombrica ringrazia.

Quella artistica invece se ne sta alla larga, o a largo, a misurarsi con il nulla, nell’oceano dei quarti d’ora di celebrità.

Vabbè va! Mi sa che ci vedremo ancora. Non la settimana prossima, e neanche tra due settimane.

Tra un mese?

No, direi, in un’altra vita.

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Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

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Tutto questo non ha titolo

Tutto questo non ha titolo.

Tutto questo non ha titolo

Guardami il viso

E’ truccato stanotte,

Spicchi di luna sulle gote.

non sostengono incuria alcuna.

Dipinto a festa,

chiama te

e i discorsi impiccati

prima d’ogni corsa.

Sussurra,

urla

eppure non ha risposta

nessun colore in cambio.

Estenuante attesa d’espressione,

d’approvazione

Mentre rimani innocente

senza sentire niente.

Non ha pace la speranza

di crederti nell’angolo,

a leggermi le labbra

a spiarmi i sospiri

Di giorno allieva attenta

ingorda di dettagli.

Spettatrice

del tuo gesticolare furioso,

di notte guardiana impaurita

dell’agitato riposo.

Ma ora mi rimane questo viso

Cerone salato e infimo rimmel limone

calato giù sui palmi

Vorrei salvare le lacrime

Indegne di rincorrersi per un volto non guardato

o una parola rivestita d’anonimo.

Allora fallo ora

Guardami!

Guardami rassettare piume alle stanze.

Allora fallo ora

Osserva taci

e poi parla

Diviene gelo il non detto

e non si scioglie

con il semplice rossetto del mattino. 

    

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

 

Manipolazione fotografica Fabio D’Angelo

  

Un pomeriggio molto diverso

Un pomeriggio molto diverso.

Un pomeriggio molto diverso

Non è facile spiegare ciò che si prova camminando per i luoghi colpiti dal sisma. C’è la paura, l’ansia, il dispiacere riflesso che arriva se calpesti la terra di gente che non ha più casa. Oggi pomeriggio, dopo l’operazione parmiggiano, io e Fabio ci siamo chiesti se fosse il caso di arrivare fino ai luoghi dell’epicentro, il dubbio è durato poco. Fondamentalmente entrambi abbiamo sentito il bisogno di vedere come fosse la situazione. Siamo stati a Finale D’Emilia e a San Felice Sul Panaro. La protezione civile è attivissima e ci ha rassicurati, non servono raccolte di beni di prima necessità. Ciò che serve è qualcosa che possa alleviare il terrore delle persone. Non si disprezzano volontari, anzi! Più ci si organizza e più velocemente la gente potrà tornare a vivere. Ma questo non vuole essere un servizio giornalistico sul terremoto, piuttosto un invito alla riflessione. Appena giunti a San Felice Sul Panaro ci siamo trovati di fronte a qualcosa che io definisco aberrante. Il castello e la torre stanno per crollare, e la RAI, La carissima, meravigliosa MAMMA RAI, ha mandato qualcosa come dieci roulotte e mega camper con tanto di troupe “giornalistica”, marchingegni, telecamere e panoramici, per filmare la “spettacolare” caduta del tutto. Praticamente un set cinematografico per shar di altissimi livelli. Lo sciacallaggio mediatico mi fa schifo! Non c’entra nulla con l’informazione. Ricordatevi, le immagini hanno un linguaggio proprio che colpisce meccanismi profondi, subcoscienti. E anche così che ci fregano! E io allora spero che il castello non cada, che crepi da ogni parte ma che non cada! Gli urlo “Hei! Vecchio tieni duro, non mollare, non dargliela vinta a questi quattro schifosi che speculano sulle disgrazie della gente”. Voi direte che il video potrebbe essere una documentazione importante per il futuro; si se solo non lo mandassero in onda per raggiungere ascolti altissimi! La gente del posto non è affatto contenta… ma troppo provata per parlare. Avrei voluto parlare io, poi ho pensato che sarei stata poco rispettosa nei riguardi di chi ha perso tutto. Ma non manco di dire a tutti voi: non guardatele certe cose, non fanno altro che dare da mangiare a questa pochezza.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Verità tonanti (a noi che rimaniamo, alle vittime e alla speranza che alberga ancora)

Verità tonanti (a noi che rimaniamo, alle vittime e alla speranza che alberga ancora).

Verità tonanti (a noi che rimaniamo, alle vittime e alla speranza che alberga ancora)

Verità tonanti aprono la terra
svincolano i toni d’appartenenza
L’essere e il non essere si tingono d’altro
tangendo secche rive interiori
con lacrime
abbracci
terrori
__
Mai come ora siamo fratelli (in prognosi riservata)
Figli di una stessa madre (malata)
Figli di una stessa madre (avvelenata)
Figli di una stessa madre (trivellata)
__
Mai come ora siamo fratelli (in prognosi riservata)
con domande a fior di labbro
e un’unica arma disperata
di rabbia e speranza, miscelata

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

 Manipolazione grafica di : Fabio D’Angelo

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foto di: Alessandro Lo Bianco

“Distrattamente penso a me 2”- Spropositi lo(G)ironici

“Distrattamente penso a me 2”- Spropositi lo(G)ironici.

“Distrattamente penso a me 2”- Spropositi lo(G)ironici

-Pronto? Parlo con il signor Qualunquismo?
Siamo della ditta “Tali e quali”.
La contattiamo per dirle che non siamo morti
… l’accontenteremo presto.

Per la serie “Li chiamiamo dall’America…”

Dentro c’è la brutta copia di Joan Baez/Enia.
che prima del live ha ingerito un’ impepata di cozze avariate.
E’ certo! Perchè continua a cantare la stessa canzone,
nella stessa lingua, con lo stesso ignobile giro d’accordi
in un lamento looppato che addolora anche i cani rimasti in casa.
Se desideri un metodo sicuro per frantumarti le palle,
be sei nel posto giusto.
Ti verranno spaccate come due uova al tegamino.
Unica attenuante è che in questo periodo di crisi te le puoi mangiare.

…Però li chiamano dall’America!

Termometro rotto senza emozioni
Frullatore di parole in rotazione
C’è poi chi nel frullatore è caduto
e vivo ne è uscito
Ci pensi quando incontri un ribaltato

-Cerchi Optical?
-No cerco Mario

-Vuoi un bicchiere d’acqua?
-No lo voglio di vetro e dentro ci metto quello che pare a me!

– Ma guarda un pò!
– Verso dove?

Non accetto la tristezza che spesso e senza motivo mi nasce dentro
– Lavoraci su! Potrebbe essere l’unico contratto a tempo indeterminato.
il solo a vincere il precariato.

Di una dimensione d’amore siamo solo tramiti
e tra Miti non si litiga
I trasporti emotivi vanno protetti: sono trasporti eccezionali.

Quanta bella carta attorno alla testa
fossi almeno un’opera di carta pesta!

Cercasi grande fonte per ripulirsi da grande merda

– Mi ritorna la vena malinconica e fanculo quella ironica

 

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Servirebbe

Forse servirebbe ascoltare

o scegliere d’osservar formiche

nell’ingorgo di buche tra sassi.

Nessuno è innocente

e urge rinascere,

Immobilizzarsi

al racconto di storie rugose.

Servirebbe fermare il piede,

ad orecchio vedere i toni,

ad occhio intendere le movenze.

Spingersi nelle espressioni,

girovagando tra calli di vite altrui.

Fagocitare

il descrivere schietto delle cose,

l’intima voce dei visi.

Forse servirebbe.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

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