SCRIPTUMSLAM

Sullo sfondo accade di tutto di Valentina Gaglione

“Distrattamente penso a me…”- Spropositi log(i)ronici

Perchè si dice “Come passa il tempo…”

e non “Da dove passa il tempo?”

Basta con il pozzo dei desideri!

ne voglio uno dei desiVERI!

A terra riviste.

Un sacchetto di carta

con due fori per gli occhi

e uno per laboccastorta

Bocca storta – Gnè!

– Gnè! Gnè! Gnè!

E non

N’chè, N’chè, N’chè. Capito?

– E io che ne so? Sei te che hai detto n’chè!

– Vabbè sorvoliamo.

Tra un elicottero arancione che va a flautolenze

e un risciò elettronico che va a chewingum,

cosa sceglieresti per raggiungere Roma?

– Sai che non lo so… Mi confondi

– E no! Sei proprio tu! Non ho dubbi.

– No dico, mi confondi nel senso che non saprei scegliere.

Ero orientato su qualcosa di più sobrio…

– Del tipo?

– Non so… un sottomarino?

– Ce l’ho ma senza Marino

– Vabbè che sarà mai! Vada per il sotto… Però…però

Però lo voglio truccato!

Ecco! Raggiungerò Roma a bordo di un sotto truccato. Truccatissimo!

– Complimenti hai fatto un affare!

Nessuno ha capito un diavolo di niente…

Ma hai salvato un Marino.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Ti lascio (il malloppo) – Poesia blues

Ti lascio il racconto di mio nonno

che beve acqua tonica

davanti ad un bar di pietra lavica

Ti lascio, ti lascio, ti lascio statica

E una canzone pomeridiana

di quelle senza siesta

cantata da un ragazzo fuori posto

e dal calzino basso

Ti lascio, ti lascio, ti lascio all’osso

E l’evidenza dei complessi

l’estirpazione dalle origini

la noia sulla riva del successo

il fiore smunto che ti vivrà accanto

Ti lascio, ti lascio, ti lascio senza incanto

E l’unghia spezzata della velina

la tv satellitare e mille sogni impolverati

in cantina

si in cantina

Ti lascio, ti lascio, ti lascio in cantina

si in cantina

Ti lascio, ti lascio, ti lascio in cantina

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Lunatica-mente

morti i milioni di pensieri sulla luna già scolpiti

della luna non si scrive

ma si vive.

Siamo licantropi

Siamo lunatici

stesi dalla vicinanza della luna

ma viviamo la dimenticanza dei palazzi

nell’oscura botte dei supplizi.

La bellezza è nel pensiero

di riscoprire forze in cielo,

la luna e i suoi effetti

su me

su te

sulla bocca che non smette di parlare

sui capelli irsuti come creste d’onda in alto mare

Della luna non si scrive

ma si vive.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

 

Sullo sfondo accade di tutto

Quadrati.

Spezzoni

e inquadrature stette.

Sullo sfondo accade di tutto,

in primo piano

indifferenza.

Gelati fiocchi

fanno storia

E’la mia storia.

Esco dalla cella.

Oggi.

Ma la gente non lo sa

e ci vuole coraggio.

Cerco un cesso.

Non c’è mai quando lo cerchi,

Uno diverso,

da quello in cui ho vissuto.

Uno in cui possa pisciare

senza chiedere,

o essere ossessivamente

osservato,

sgridato,

umiliato,

offeso.

Uno in cui possa svuotare

la vescica

in santissima pace.

No.

Non piscio per la strada

potrei,

ma no.

Sono uno che ha sbagliato,

ma non piscio per strada.

Scelgo un albero,

lontano

In periferia.

Distante da stupidi occhi.

Poi ti rapisco

obbligo la tua faccia

a fare la carina,

E lo sei,

lo sei troppo

e quando lo scopro

ritorno  piccolo.

Piccolo.

Piccolo.

Fino a non ricordare,

fino a non patire male.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Forma in divenire

Arranca il giorno

su sbadigli in dormiveglia

impastati di fumo, notte e diluente

Con pennellate febbrili

riverse come turbine d’imprecazione,

fila la vita attorno alla tela

Si perdono gli arti nell’affondo teso del corpo

senza giudizio

che s’offre (soffre!) in ogni direzione.

Segni neri strisciano 

su parole marce

implose nella stanza.

Potresti spegnere la musica adesso

e non riconoscerei il silenzio

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Insisto su logiche contrarie

 

Decorati da codici a barre

arrangiati in gabbie di oro

vincolati all’Io e le sue bugie

Insisto sulla logica contraria

Fiuto da segugio

il futuro delle ribellioni

Tutta marmellata,

della stessa consistenza,

appiccicosa!

Cede la fessura allo spiffero gelato

l’unico a scomporre il viso

a decostruire il tepore

di questo stupido organo

chiamato cuore

 

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Image

La città dei rottweiler

Nella città dei rottweiler

le menti impazzite

son tutte cavie

e mangian molliche

Uno cerca la libertà dell’errore

l’altro l’errore della libertà

e il resto?

Non sa che foto segnaletica

sia la realtà

mancano i colori della pop art

l’acido scontro tra giallo e nero

l’amplesso d’amore in stereo

Nella città dei rottweiler

rivelazioni e segni

Stele di Rosetta

a cui voglio tornare

scena di sabbia

pestata con calore

in un lontano mare

Uno cerca la libertà dell’errore

l’altro l’errore della libertà

e il resto?

Non sa che foto segnaletica

sia la realtà

Una danzatrice pro-muove il corpo all’arte

ai colibrì liberi da stizze

al volo su cieli senza grinze

Mentre io ti bacio ancora

qui

Nella città dei rottweiler.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Image

Urgenza d’accordi

Incontro,

parola,

sintesi,

emozioni propedeutiche,

urgenza d’accordi.

 

Si slancia l’immaginario.

Desiderio sudato 

di strisciare il corpo su nobili ispirazioni,

su anche e i fianchi ruvidi.

Non c’è più rumore tra la gente

né crepitio tra gli oggetti,

solo io sento la differenza tra un’onda e l’altra.

Ed è li che sai raggiungermi

in quell’altrove.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Image

Cresciuti piccoli e inadeguati

Cresciuti piccoli e inadeguati.

Cresciuti piccoli e inadeguati

Ho chili di sesso per la testa,
inganni costruiti per eludere
il tempo solitario, malato.
Vorrei un solo punto
di partenza
mai d’arrivo
senza vuoto servitore dell’Insicurezza
Lei anela a mani aperte
su cui poggiare l’ultima biglia,
occhi di profonda comprensione,
mari calmi e venti promettenti
pronti a soffiare via lo scetticismo
e veleggiare verso l’ideale.
Epicamente, stoicamente, eroicamente!
Senza mai toccare terra
amando la fuga che cresce dentro.

Invece non vado oltre coperte incenerite d’attese
da cicche scrollate a caso
e sono solo sigaretta svuotata che ripete
La pillola l’hai presa? –

ci sono momenti in cui il cassetto dello scrittoio non si apre
Eccolo è il blocco dello scrittoio
Battute infelici usate come rimedi omeopatici o meno-pratici

Valentina Gaglione
Tutti i diritti riservati©

Navigazione articolo

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora