Articolo su Design Playground: Orodè Deoro e il mosaico contemporaneo

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Ringrazio la Rivista Design Playground per il bell’articolo, con una selezione di mie opere.

L’articolo integrale è QUI

Di seguito ricopio un passaggio che mi piace particolarmente, scritto da Elena Chioccia:

Le figure ritratte da Orodè sono spesso corpi, in particolare anatomie femminili, che egli stesso dichiara di “vivisezionare” alimentando la sua continua ricerca di un’anima celata dietro l’apparenza. Così l’artista cerca di calare la maschera del soggetto che rappresenta, e lo fa smembrandolo e analizzandolo, quasi scientificamente, per scovarne l’essenza. Attraverso questa operazione (chirurgica) le sue opere, seppure avvolte da un’atmosfera decadente, traboccano di una travolgente forza vitale. Come se le fughe, allo stesso modo dei tagli di un chirurgo, riuscissero, nel dolore, a far emergere ciò che c’è di più vero e profondo.

Maria. Ceramica ritagliata a mano, cemento e poster su pannello. cm 50×70. 2014

Maria

 

Maria. Ceramica ritagliata a mano, cemento e poster su pannello. cm 50×70. 2014

Orodè

Il 12 marzo, a Ravenna, al MAR, con Fulvio Chimento per presentare il suo libro:

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L’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI RAVENNA, in collaborazione con il MAR Museo d’Arte della città di Ravenna, mercoledì 12 marzo alle ore 11 presso la Sala Multimediale del MAR presenta il libro “ARTE ITALIANA DEL TERZO MILLENNIO” (Mimesis, Milano): ALLA SCOPERTA DELLA SCENA ARTISTICA IN ITALIA DEI PRIMI ANNI 2000 di Fulvio Chimento.
In occasione della presentazione del libro sarà presente l’artista ORODE’ DEORO, uno dei protagonisti della pubblicazione, che mostrerà immagini rappresentative del suo excursus artistico.

Nel volume, in uscita a gennaio 2014, alcuni dei maggiori protagonisti del panorama artistico italiano conversano sulle tendenze e le principali oscillazioni del gusto dell’arte contemporanea.
37 interviste – realizzate dal curatore e critico Fulvio Chimento (Roma, 1979) tra il 2011 e il 2013 – in cui artisti, curatori, critici, docenti universitari, galleristi, direttori di museo e di riviste d’arte contribuiscono con il proprio punto di vista a creare una chiave di lettura sull’arte contemporanea.
Arte italiana del terzo millennio fornisce uno spaccato sul presente e il futuro della nostra nazione, uno “spazio culturale aperto”, che accoglie personalità, stili e spunti differenti, talvolta contrastanti, sul modo di “vivere” e “pensare” i primi anni del nuovo secolo.

Due articoli sulla mia arte sul nuovo numero di Frattura Scomposta Contemporary Art magazine:

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Sul nuovo numero di Frattura Scomposta contemporary art magazine due articoli su di me: Il primo a pag.176 sull’azione pittorica realizzata all’Auditorium di Roma, in settembre, per il festival “Hai paura del buio?” creato da Manuel Agnelli, con le musiche dal vivo dei JUMP IN THE DARK e con i performers Antonio Bilo Canella e Alessia D’Errigo. Il secondo articolo a pag.276 è un’intervista a cura di Jessica Capra, che ringrazio.
Questo numero molto ricco è un po’ pesante da scaricare per cui abbiate pazienza:

http://www.fratturascomposta.it/numeri/Frattura%20Scomposta%20novembre%20dicembre%202013.pdf

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Pulsioni primitive e spregiudicate. Articolo su Inside Art

Ringrazio Serena Savelli, per questa intervista pubblicata su Inside Art, nella rubrica Unpòporno“: www.insideart.eu/2013/03/23/pulsioni-primitive-e-spregiudicate/

Le opere pornografiche di Orodè Deoro, tra desideri atavici ed impudico erotismo

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È la pornografia che non si nasconde dietro al pudore e alla censura ma che, al contrario, esprime limpidamente l’energia erotica insita in essa. Lo fa attraverso disegni osceni e doviziosi, scene di corpi avvinghiati che lasciano davvero poco all’immaginazione, membri e vagine in bella vista e titoli inequivocabili. Le opere di Orodè Deoro, artista di Taranto classe 1974, nato come autodidatta e cresciuto artisticamente tra il mosaico, l’action painting e la pittura, parlano del sesso dimenticando il pudore, liberando in tal modo quell’immaginario controverso, fatto di lussuria, piacere e spregiudicatezza, che si annida tanto nel desiderio quanto nel ricordo. I lavori in mostra alle Officine Ergot di Lecce, in una doppia personale con il fotografo Andrea Laudisa, ripercorrono la ricerca dell’artista nel mondo del porno, nella sessualità spinta, nuda e cruda, racchiusa nei confini di un tratto pittorico suggestionato dallo splendida follia di Schiele, dalla sinuosità di Klimt, dal realismo crudo e romantico di Pasolini. La poetica dell’artista affonda nella bellezza della donna come manifestazione del divino, nell’atavica visione di una sessualità liberatoria e connotata di una potente energia positiva, che rimane immutata nel tempo e nello spazio.

Quali sono gli artisti, o i movimenti artistici, che più apprezza o la rappresentano?

La mia formazione è romantica, nasco artisticamente con la poesia francese, con Baudelaire e Rimbaud. La poesia e la scrittura in me procedono di pari passo con il disegno e la pittura. Amo il corpo femminile ed i graffiti nelle caverne. In arte il corpo femminile è il mezzo migliore per esprimere tutto quello che penso, sento e credo, e l’ho amato sia nella linea decorativa e sinuosa di Klimt che in quella malata di Schiele, per fare un esempio. Il ricopiare i loro disegni di corpi nudi e frementi, sin da ragazzo valeva quanto la lettura di Céline o Miller per progredire nella mia ricerca in cui arte e vita si fondono per fare della vita un’opera d’arte. Questi pochi nomi che faccio sono dei picchi di felicità, impossibile citarli tutti. Il mio amore per Beuys per esempio, credo si veda poco nelle opere recenti ma io lo ricordo bene, è intatto. Tutto l’espressionismo, il neo-espressionismo, Pasolini, Carmelo Bene. Ed un’infinità di altri autori importanti e meno importanti, persino sconosciuti, presi dalla vita, scoperti forse solo da me. La verità sulla condizione umana è davvero la più grande manifestazione della pornografia, in quanto violenta i soggetti, li denuda, gli dice come stanno per davvero le cose, aldilà delle chiacchiere del sistema e della storia (sempre tradita e riscritta). Oggi amo anche gli scarabocchi e le cancellature di Cy Twombly, intendiamoci. Ho preso da tutti! Spero di tradire tutti!

Che cosa vuol dire per lei rappresentare il sesso e l’erotismo in arte?

La bellezza femminile è per me la manifestazione del divino e con questo non intendo dire che credo in dio. Rappresentare il sesso e l’erotismo in arte è per me occuparmi del piacere, della gioia, della fuga dal reale (inteso come svilimento e trappola), ma anche di violenza, di tradimento. Nella mia arte non è una semplice questione di corpi che fanno sesso ma di corpi bellissimi che fanno sesso – o che fuggono o che attendono – e che spesso nelle mie opere riduco a mostri, come per far emergere energie interiori che sento aldilà della bella maschera del volto o della perfetta scatola del corpo. Il sesso è una via per la liberazione delle proprie energie e per la conoscenza del vero sé, al di là delle castrazione dell’occidente e della chiesa. L’energia con cui creo è certamente sessuale.

Come nasce l’idea per una sua opera? Prende spunto da situazioni reali, da desideri, da fantasie?

Le mie opere in generale nascono da fotografie o dal vivo, con modelle. Incontro corpi che sono forme, simbolo, linguaggio da esplorare, linee da seguire che mi permettono di tirare fuori quello che ho dentro, che attende e che si mischia a quelle forme. Esse, in definitiva, si rivelano essere solo un pretesto, non il fine quindi, ma il punto di partenza per andare oltre, per perdere la testa come dopo un orgasmo, per scaricare il veleno in eccesso.

Quale differenza c’è, a suo avviso, tra l’arte erotica e la pornografia pura e semplice?

La differenza la fa sempre l’individuo, nella vita come nell’arte, al di là dei generi, per cui tra arte erotica e pornografia pura e semplice potrebbe non esserci differenza. Dei grandi attori porno bastano e avanzano per fare un’opera d’arte, perché saprebbero come darci immagini nuove e farci uscire dall’ordinario, dal consumato. Il grande artista in fondo è un atleta, un campione. La pornografia inaccettabile è quella fatta da corpi brutti e senza vigore, quella mortuaria, come la nostra politica e la nostra società di massa. Immagino attori porno che, mentre fanno del sesso senza amore, parlano come un Pasolini, sparando frasi nell’aria come per colpire gli angeli con un mitra e farli precipitare come rondini, o condor, o balene. La pornografia, oltre ad essere un desiderio, è un linguaggio e in quanto tale può essere altissima, ma dipende da chi la fa.

Com’è cambiato l’approccio tra l’erotismo artistico ed il pubblico? Resistono ancora le inibizioni e i tabù?

Non credo nel progresso della razza umanoide (tanto che mi piacerebbe si riscrivesse il dizionario, perché i termini sono tutti traditi), anzi credo nel regresso, per cui va tutto qualitativamente a peggiorare. È aumentato il numero delle macchine, solo questo. L’ostentazione dei corpi nudi nei vari media è solo una copertura, la verità è che si parla poco dei veri desideri e l’erotismo e la pornografia, considerato quanto sono importanti, dovrebbero essere forme di potere e non forme del vizio. La libertà e quindi anche la libertà sessuale. D’altronde, sin dall’inizio della storia, essa ha sempre riguardato l’individuo e non il tempo storico o la massa. In qualsiasi epoca e sotto qualsiasi forma di governo c’è chi ha saputo essere libero. Anche per l’opera d’arte pornografica tutto dipende da chi la guarda perché in generale, a luci spente e di nascosto, quello che è rappresentato in essa piace a tutti. È solo di giorno che se ne lamentano. Credo che in passato, in varie epoche, il tema sia stato affrontato meglio, con più naturalezza. Il fatto già solo di parlare della pornografia come di una categoria particolare, quando in realtà occupa gran parte dei nostri pensieri, del nostro tempo, dei nostri desideri, è un fallimento.

fino al 2 aprile

Pornografica, Officine Culturali Ergot – Piazzetta Falconieri 3, Lecce

Video-Intervista con pittura per SalentoWebTv…

Come descritto nel post precedente, ecco l’intervista per Salentoweb.tv realizzata ieri sulla marina di San Cataldo (LE). In occasione della quale non ho perso l’occasione per usare un po’ di colori. Ringrazio la scrittrice e giornalista Luisa Ruggio.

Orodè

Intervista-performance per SalentoWebTv…

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MINI SET IN RIVA AL MARE

Questa mattina intervista sono stato intervistato dalla scrittrice e giornalista Luisa Ruggio– che ringrazio- per Salentoweb.Tv . Ho allestito un mini set sulla spiaggia di San Cataldo (LE) e ne ho approfittato per fare un’opera, è nato così un omaggio a Edoardo De Candia. Più tardi il video su www.salentoweb.tv

Orodè

Il video trasmesso su TeleRama del grande evento multidisciplinare NORDASUD:

Ecco il video trasmesso su TeleRama e TeleSalento, di un grande bell’evento, a cui ho partecipato con la mia pittura, che ha celebrato la poesia di due grandi autori: Vittorio Bodini, voce letteraria tra le più importanti della nostra regione, e lo svedese Tomas Tranströmer, Premio Nobel per la letteratura 2011, che per l’occasione scrisse una lettera alla città di Lecce. E ha visto partecipi autori e artisti, italiani e svedesi, tra cui me, Simone Franco, Simone Giorgino, Emanuele Coluccia, Redi Hasa , Stina Wirsèn, Håkan Jäder, Sonda Editore . Grazie a Giuliana Coppola che riesce, come sempre, a donarci una preziosa sintesi di questo suggestivo incontro. Grazie di cuore a Milena Galeoto che di quest’evento è stata la mente ed il ponte.   Montaggio video a cura di Alessandro Romano.
L’evento NORDASUD fu realizzato nella Chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce.
Orodè

Trafiletto sul magazine “Salentuosi”

Ringrazio Luciana Manco per il bel trafiletto su di me, nella rubrica Pills del magazine Salentuosi. Ne riporto di seguito l’incipit, prima di una mia breve bio:

L’eclettismo migliore

Pittore, performer, mosaicista. Orodè Deoro eccelle in ogni forma d’arte da lui creata, ideata, realizzata. Certamente uno dei più grandi artisti italiani contemporanei, travolgente, estremamente preciso nel messaggio, intriso di dettagli che lo rendono geniale…”

Orodè

Intervista su Nuove Dissonanze:

Ringrazio Maria Peritore per l’intervista sul numero di aprile di Nuove Dissonanze, un web-magazine mensile di Cultura che v’invito a leggere… Ecco di seguito il link.

http://www.nuovedissonanze.it/index.php?option=com_content&view=article&id=450%3Acolori-e-suoni-nellarte-di-orode-deoro&catid=41&Itemid=60

Colori e suoni nell’arte di Orodè Deoro

Ci racconti come nasci artisticamente?
Sono autodidatta. Nasco per provare (solo a me stesso) che nella mia vita posso utilizzare correttamente le parole, non per prendere in giro gli altri e me stesso ma per essere libero.  Si fa, per esempio, un uso della parola “autodidatta” davvero curioso. L’artista non ha niente a che fare con le scuole, il vero artista nasce per distruggerle. Ecco perché è autodidatta! Perché deve capire come fare mentre tutti gli dicono ”stai fermo, stai calmo! Che titoli hai per dire questo?!”. Capire perché bisogna distruggere le scuole è una questione che appartiene agli artisti, inutile dilungarmi…

Le tue tappe più decisive?
Abbandonare gli studi per seguire totalmente le vie dell’arte nel 1998. Il trasferimento nel 2000 D.C. nella casa-museo del pittore Vincent Brunetti dove ho realizzato oltre 250 mq di mosaici di ceramica unici per la qualità del ritaglio di ogni singolo pezzo. Le altre tappe decisive sono miei segreti, belle più di tutto, definitive e mortali, non possono essere condivise, sarei frainteso…

Sei un pittore e un performer, come nasce questa scelta di unire pittura e musica?
L’azione pittorica è una delle tante mie forme d’espressione, un’ulteriore applicazione del mio disegno in contesti multiperformativi, in prevalenza con musicisti ma anche con la parola poetica ed il teatro. Nasce semplicemente, per necessità, per lo stesso motivo per cui un seme si schiude e diventa un germoglio. Trovo che sia dirompente e di grande impatto emotivo. Considero la vera musica il massimo dell’espressione umana e starle vicino da pittore per me è il massimo!

Come definisci la tua pittura?
La mia pittura è la mia donna, la mia fuga, il mio scudo ed il mio pugnale. La mia pittura è la mia musica.

Chi sono i tuoi punti di riferimento più importanti artisticamente?
Sono tanti, talmente tanti che non posso fare dei nomi per non tradire tutti gli altri. La lista sarebbe lunghissima e non ho una memoria di questo tipo. Son tutti dentro, nella carne. Veniteli a cercare s’è così importante.

Ci parli meglio del progetto Musica Bianca?
Il progetto Musica Bianca nasce  dall’incontro con la flautista Giorgia Santoro, con cui ho già realizzato delle performances nell’ultimo anno. Si tratta di uno spettacolo d’improvvisazione musico-pittorica in cui Giorgia suonerà diversi strumenti a fiato ed io improvviserò pittoricamente. Ad entrambi interessa il concetto di trance indotta dall’arte, ci proveremo con il doppio linguaggio, cercando il massimo della fusione.

C’è un musicista in particolare che ambiresti coinvolgere nelle tue performance?
Anche in questo caso sono tanti. Amo tutti i musicisti che sanno suonare. Mi piacerebbe incontrarli tutti. In questo momento potrei dirti Nick Cave, è il primo nome che mi viene…

La tua pittura segnica è molto singolare. Come sei pervenuto alla tua cifra stilistica?
La pittura segnica si ha colpendo la superficie pittorica durante i miei spettacoli dal vivo. I colpi di colore sono note catturate, in sinestesia, sottratte alla supremazia dell’udito ma sono anche parole e gesti sottratti alla scena, quelli del poeta o dell’attore. La carica segnica nelle mie opere non è altro che la mia partecipazione emotiva alla creazione di un evento d’arte e la registrazione del tempo che vivo sul palco. Ci sono giunto per la necessità di non portare sul palco un mestiere freddo per dimostrare al pubblico quanto sono bravo, ma gli strumenti per meravigliarmi ed essere libero. Utilizzo in pittura un metodo di sregolamento derivatomi dalla poesia di Rimbaud e potenziato negli anni con la conoscenza di altri grandi autori.

Qual è il colore che maggiormente ti rappresenta?
Amo tutti i colori forti. In generale dico che amo di più il rosso ma non è corretto, in quanto amo molto anche il blu. Poi il giallo. Poi gli altri. Li amo tutti ma col pensiero forse li tradisco sempre col rosso…

Ci anticipi qualcosa in merito ai tuoi progetti più immediati?
Sono tanti. Al momento sono molto felice di partecipare col mio mosaico ai lavori di ristrutturazione di piazza Dante Alighieri a Lecce. Il rivoluzionario progetto è dell’associazione culturale JANUB, composta dall’architetto Afro Carpentieri e dall’antropologa Claudia Mollese.
È il primo intervento di questo tipo nel Salento. Piazza Dante Alighieri a lavori ultimati sarà un gioiello unico nel barocco.
Il resto delle novità sul mio sito: www.orodedeoro.wordpress.com

Maria Peritore