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Le immagini, di scarsa qualità sono state rubate durante un incontro con il ceo di Nokia, Stephen Elop. Quello che il numero 1 della casa finlandese maneggia dovrebbe essere il primo smartphone Nokia con Windows Phone. L’estetica è molto simile all’N9 appena presentato, ma i più attenti hanno notato che il flash si trova in una posizione diversa rispetto al modello con Meego. Si tratterebbe quindi di un telefono differente, nome in codice “Sea Ray”. Le foto arrivano dal sito ungherese Technet.hu, che ha pubblicato anche un video.
Categoria "windows mobile"
Microsoft ha alzato ufficialmente il sipario, permettendo di sbirciare la futura versione del suo sistema operativo (quello che, insieme a Office, fa prosperare tuttora Redmond): Windows 8, per ora un nome in codice e non è detto sarà quello definivo, assomiglierà parecchio a Windows Phone 7. Almeno nella versione per tablet e dispositivi touch, in cui una serie di “mattonelle” attive rilanceranno l’interfaccia grafica già vista sugli smartphone made in Microsoft.
Nella cornice di uno dei simboli di Milano, il “Pirellone”, Microsoft ha presentato le molte (sono 500 per Steve Ballmer) novità del prossimo aggiornamento di Windows Phone 7. La release 7.5, nome in codice “Mango”, sarà disponibile per tutti i Windows Phone già in commercio come aggiornamento (gratuito) e sarà la nuova base dei prossimi terminali, a partire da quelli Nokia, che ha confermato ufficialmente che partirà sin da subito con smartphone “manghizzati”.
Tra gli aggiornamenti più rilevanti si parla in particolare di
– multitasking
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Firmato l’accordo “definitivo” tra Nokia e Microsoft nel mondo degli smartphones (leggi Windows Phone 7 sui telefoni finlandesi), annunciato in febbraio. «Il design dei prodotti e l’aspetto tecnico sono già a buon punto» ha detto l’amministratore delegato di Nokia, Stephen Elop (l’intervista).
Intanto il gruppo di Espoo ha segnato profitti in calo nel primo trimestre 2011 (-1,4%) ma con un risultato comunque migliore rispetto alle attese del mercato. L’utile netto è sceso a 344 milioni di euro dai 349 milionidello stesso periodo dell’anno precedente. Gli analisti – scrive Bloomberg – avevano previsto un calo degli utili a 177 milioni. Le vendite hanno segnato un crescita del 9,2% a 10,4 miliardi. In decisa salita il titolo Nokia in Borsa.
I dettagli dell’accordo “Nokiosoft” ribadiscono cose note e chiariscono meglio alcuni punti meno chiari. Il comunicato:
1. Una combinazione di asset complementari che rendono la partnership veramente unica: – mappe, navigazione e servizi di localizzazione saranno resi disponibili da Nokia all’interno dell’ecosistema Windows Phone. Nokia svilupperà inoltre tecnologie innovative sulla piattaforma Windows Phone in ambiti come l’imaging, grazie alla propria esperienza nella progettazione hardware e nel supporto di linguaggio, contribuendo così allo sviluppo della piattaforma Windows Phone. Microsoft inserirà le funzionalità di ricerca Bing sui dispositivi Nokia oltre a contribuire a rafforzare produttività, pubblicità, gaming, social media e un’ampia gamma di altri servizi. La combinazione delle funzionalità di navigazione, pubblicità e ricerca consentiranno di ottimizzare la monetizzazione degli asset di navigazione Nokia e creare nuove forme di ricavi pubblicitari. – Outreach congiunto con gli sviluppatori e sourcing di applicazioni per supportare la creazione di nuove applicazioni a livello locale e globale, compresa la registrazione gratuita di Windows Phone per tutti gli sviluppatori Nokia.- Apertura di uno Store globale di applicazioni con il brand Nokia che fa leva sull’infrastruttura di Windows Marketplace. Gli sviluppatori potranno pubblicare e distribuire le nuove applicazioni attraverso un unico portale e raggiungere così le centinaia di milioni di utenti che usano Windows Phone, Symbian e Series 40. – Gli accordi di fatturazione stipulati da Nokia con 112 operatori in 36 paesi saranno estesi anche a chi entrerà nell’ecosistema Windws Phone.
2. Microsoft riceverà una running royalty da Nokia per la piattaforma Windows Phone, a decorrere dal lancio del primo prodotto che la incorpora. Sono state stabilite condizioni vantaggiose di royalty che riflettono gli elevati volumi di vendita previsti da Nokia, oltre a diverse considerazioni riguardo il lavoro di progettazione che entrambe le aziende si sono impegnate a svolgere. La concessione dell’uso della piattaforma Windows Phone da parte di Microsoft consentirà a Nokia di ridurre sensibilmente i costi operativi di produzione.
3. Considerando la natura unica dell’accordo stipulato tra Microsoft e Nokia e il contributo apportato da quest’ultima, Nokia riceverà un ammontare calcolato nell’ordine di miliardi di dollari.
4. Un accordo che riconosce il valore della proprietà intellettuale e stabilisce i meccanismi per il trasferimento dei diritti da essa derivanti. In virtù dell’accordo sottoscritto Nokia riceverà sostanziali ricavi.
Sempre a proposito di Nokia, pochi giorni fa l’azienda ha rilasciato le Ovi Maps in 3D. Ci sono già un buon numero di città (alcune italiane, sotto ecco Milano, piazza Duomo), il risultato davvero piacevole. Sarà un asset non da poco per i futuri WindowsNokia Phone.
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E così i “rumors” erano veri: Nokia abbraccia Microsoft e il suo Windows Phone 7. Non è un accordo che viene dal nulla e non tutto va ascritto ai trascorsi in Redmond del nuovo leader dei finlandesi, Stephen Elop. Le intese strategiche sul software tra i due giganti vanno avanti da alcuni anni e se vogliamo questo è solo un ulteriore passo. Un passo ovviamente di ben altro peso rispetto a quelli del passato visto che trasforma Windows Mobile 7 nella piattaforma di riferimento del gigante finlandese (qui il comunicato ufficiale in inglese con tutti i punti dell’accordo, che coinvolge diversi altri “asset” delle due società come Nokia Maps, Bing e i due store online, Ovi e Marketplace).
“Siamo su una piattaforma petrolifera in fiamme e ci buttiamo benzina sopra […] Abbiamo avuto una serie di mancanze. Non abbiamo innovato abbastanza rapidamente. Non stiamo collaborando internamento. Nokia, la nostra piattaforma sta bruciando”, ha scritto Elop nel “memo” diretto ai colleghi.
Ed ecco la svolta. Nokia è rimasta ostinatamente aggrappata a Symbian, un sistema che ha fatto la storia della telefonia cellulare e che continua a farla (resta il numero 1 anche tra gli smartphone per quote di mercato, anche se Android incalza), ma che non riesce più a reggere il passo del mercato touchscreen. La svolta open di Symbian non ha portato i frutti sperati: di fatto ormai è un sistema Nokia-only, perché i pochi compagni di avventura (Sony-Ericsson, Samsung) hanno abbandonato la nave buttandosi su Google-Android. L’evoluzione promessa con Symbian^3 non è arrivata: una bella rinfrescata ma non sufficiente a raggiungere i rivali. Anche il piano di spostare, o almeno ribilanciare, il focus dall’hardware verso il mondo dei servizi non è riuscito: il mondo Ovi, nonostante il parco utenti potenzialmente immenso, stenta a ingranare (Ovi Store cresce poco per tutta una serie di problemi; Ovi Music è desaparecido insieme all’incompreso servizio Comes With Music). Certo c’è Navteq, un’acquisizione costosa che però produce utili (+85% nel Q4 2010). Ma non può bastare.
Con l’arrivo sul mercato dei Windows Phone 7, Qualcomm pianta un’altra bandierina nel settore sempre più strategico del mercato dei chipset mobile. Nel cuore dei nuovi telefonini con il sistema operativo di Redmond batte lo Snapdragon prodotto dall’azienda di San Diego, che conferma la sua leadership mondiale tra i “wirelesschipset maker” (ed è al 6° posto nel mercato “non wireless”).
PARLA SALVATORI – “I prodotti per Windows Phone 7 sono una novità in linea con la nostra visione delle piattaforme hardware – ci ha spiegato in un’intervista Enrico Salvatori (nella foto), senior vice president e general manager di Qualcomm Europe -Abbiamo lavorato con Microsoft fin dall’inizio per ottimizzare le prestazioni hardware portandole all’altezza del loro sistema operativo, per una User Interface molto evoluta e per un browsing ottimizzato per avere le migliori prestazioni in mobilità. Un modello collaborativo che ha funzionato, ad oggi i prodotti Phone 7 sono veramente innovativi. Un modello inoltre che conferma la validità della scalabilità: copriamo tutti i modelli Win Phone 7 della prima ondata È un mercato aperto alla competizione, noi continuiamo sul nostro Snapdragon, per ora con clock 1 Ghz, una piattaforma aperta che abbiamo già visto declinata su Android”. Il prossimo passo è il Dual core: quando arriverà? “Stiamo già consegnando i campioni commerciali ai nostri clienti – aggiunge Salvatori -. Aspettiamo che loro vadano sulmercato nella prima metà del 2011”.
LTE – I nuovi chipset, pensati per i prossimi smartphone ma anche per i ablet, a cui ovviamente Qualcomm guarda con interesse, avranno anche il supporto alla tecnologia Lte, il cosiddetto 4G delle reti mobili, già attivo in alcuni mercati esteri e sperimentato in Italia da operatori quali Telecom Italia e Vodafone. Lte promette di portare la velocità dei dati in mobilità a soglie (teoriche) di 100 Mbps. “Sicuramente l’evoluzione delle reti mobili e quella dei chipset nei telefoni cellulari viaggiano di pari passo – spiega ancora Salvatori -. Basti pensare a quanto abbiamo annunciato in Usa in Novembre e cioè la nuova versione del chip Snapdragon: il microprocessore MSM8960 a 28 nanometri, il primo per noi, che è stato definito il processore di Terza Generazione, dal momento che è provvisto di un modem multimodale che supporta sia l’Lte che il 3G.Il nuovo microprocessore disponibile il prossimo anno, migliora di almeno 5 volte le peformances dell’originale con il 75% in meno di fabbisogno di energia, il tutto perché dotato di una CPU avanzata in quanto basata su una nuova micro-architettura”. I nuovi chipset offrono anche anche quello che Qualcomm definisce “migliorate capacità di supportare le features grafiche”, insieme a una connettività (ovviamente) integrata da Wi-fi, Gps, Bluetooth e anche radio Fm”.
MULTICORE E CONSUMI – Su come evolverà il mercato della telefonia, Qualcomm ha le idee abbastanza chiare. Per Salvatori ci sarà una forte richiesta per l’Lte. Negli Usa, l’opetore Verizon sta lanciando proprio in questo dicembre la sua rete 4G. “Nei mercati maturi la transizione dal 3G al 4G è iniziata, guidata dalla crescente domanda di Mobile Internet”. Il modello per aumentare la potenza dei processori non sarà troppo diverso da quello del mercato dei computer. Cteranno meno i Mhz , perchésono quelli che fanno lievitare i consumi energetici, “Più sei alto col clock e più consumi” aggiunge il manager italiano. “Sarà così più importante il numero dei core, perché la fatica viene condivisa da 2 o più core”. Quanto a uno dei punti critici dei nuovi terminali, consumo energetico e “riscaldamento” (alcuni telefoni diventano fornetti tascabili in molte situazioni d’uso), l’azienda made in Usa spiega come l’architettrua degli Snapdragon sia disegnata in modo di aumentare la potenza di calcolo e le performances a bassi regimi di clock del processore. “Frequenza del processore, consumo di batteria e riscaldamento sono legati. Dunque elevate performance a basso regime di clock portano a un riscaldamento minore e a una ottimizzazione dei consumi”, conclude Salvatori. Non vediamo l’ora di vedere all’opera i nuovi processori dual core e di capire se e come le promesse saranno mantenute.
Le funzioni Gps sugli smartphone stanno diventando teatro di un’aspra battaglia tra i big del settore. Ha aperto le danze Nokia regalando sui suoi telefoni mappe precaricate e navigazione vocale. Google ha portato in Italia un’analoga funzione e ha aggiunto da poco l’infotraffico. Per iPhone e altri telefoni esistono poi almeno una dozzina di diversi software. Una concorrenza che ha contratto il mercato dei Gps portatili da auto.
E allora uno dei protagonisti del settore come Garmin si è alleato con Asus per creare un telefono sui cui portare il proprio know-how. Il nüvifone M10 è un ibrido navigatore-smartphone con una dotazione interessante: display da 3,5 pollici, 512 MB di Ram per le applicazioni, 4 Giga per i dati, batteria prestante. Le funzioni Gps, identiche a quelle di un Garmin «specializzato», sono sempre a portata di dito e sono integrate con altre attività quali email o sms. Ottima la dotazione per l’auto: mappe Europa, staffa a ventosa e cavo di alimentazione per accendisigari 12V. Il fix dei satelliti è veloce quanto promesso (Garmin parla di 5 secondi in condizioni normali, a cielo visibile).
Pezzo di listino: 399 euro
L’anticipazione del Financial Times ha sollevato un polverone: Google avrebbe disposto che Windows sia bandito dal “Googleplex”, il quartier generale di Mountain View. Solo Mac Os e Linux per i dipendenti. La motivazione chiave, a detta di Big G, riguarda le preoccupazioni per la sicurezza: alla fine dello scorso anno, quando Google subì una serie di attacchi informatici provenienti dalla Cina, mirati a sottrarre dati importanti dai server dell’azienda. I “colpevoli” sono stati individuati in Windows e in Internet Explorer 6. L’altra motivazione (sottaciuta) è di marketing: con una mossa del genere Google richiama l’attenzione sul proprio sistema operativo, Chrome Os, già annunciato e in arrivo per l’autunno: la conferma del lancio è arrivata dal Computex di Taipei per voce del vicepresidente di
Si tratterebbe quindi dell’ultimo atto di un conflitto sempre più palese tra i due colossi made in Usa. Dai motori di ricerca ai software per ufficio, dai browser (dove Chrome nelle ultime rilevazioni mondiali è salito al 7%, con Internet Explorer sceso al 59,7%), ai cellulari.
Italians di Beppe Severgnini
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