di Paolo Ottolina - @pottolina

Categoria "windows mobile"

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Le immagini, di scarsa qualità sono state rubate durante un incontro con il ceo di Nokia, Stephen Elop. Quello che il numero 1 della casa finlandese maneggia dovrebbe essere il primo smartphone Nokia con Windows Phone. L’estetica è molto simile all’N9 appena presentato, ma i più attenti hanno notato che il flash si trova in una posizione diversa rispetto al modello con Meego. Si tratterebbe quindi di un telefono differente, nome in codice “Sea Ray”. Le foto arrivano dal sito ungherese Technet.hu, che ha pubblicato anche un video.

Nel frattempo, Elop ha confermato al sito finlandese Iltalehti che N9 – com’era facile ipotizzare – sarà il primo e ultimo modello Nokia con Meego. Peccato, visti i consensi, non entusiastici ma quasi unanimi, letti in rete dopo l’anteprima di N9. E per altro non il modo migliore per venderne almeno qualche migliaio. Come potrebbe insegnare a Elop il signor Osborne.

(NOTA BENE: la pagina NON si aggiorna in automatico, fate refresh ogni tanto)
11.59 – Chiudiamo qui. Torneremo con qualche riflessione sulle novità più avanti.
11.57 – Foto del nuovo Datacenter di Apple. “Ne siamo piuttosto fieri. E’ enorme. E pieno di roba. Siamo pronti ai nostri clienti che useranno iCloud. Spero che vi sia piaciuto iCloud”. Ancora numeri su WWDC 2011. “Have a great week and thank you very much”. Jobs si conceda. Fine e applausi.
11.53 – “One more thing…”. Ma è una cosa piccola, dice Jobs. “iTunes Match”. Scansione dela tua libreria: se i brani non sono disponibili nel cloud di tutti gli utenti, fa l’upload altrimenti no. Brani ad alta qualità. 24.99 dollari l’anno fino a 5.000 brani. Vantaggi competitivi sui concorrenti Amazon e Google, che devono fare l’upload di tuti i brani (“Ci possono volere settimane” dice Jobs) e costano di più (Amazon (50 dollari per 5.000 canzoni). Mica tanto piccola la cosa: è il servizio di musica in streaming di Apple.
11.50. Torna Jobs, con bottiglietta d’acqua: iCloud è completamente gratis. “iCloud archivia i vostri contenuti e wireless li mandano a tutti i vostri device. E’ integrato nelle apps. It just works, funziona e basta. Basta un Apple Id e fare il setup di iCloud 5GB per Mail, documents e backups. E non contiamo lo spazio per musica, libri e apps. E altri 5 GB per Photostream. Quando esce? Oggi per gli sviluppatori. E per tutti. iOs 4.3 beta con iTunes in the Cloud”. Poi iCloud verrà rilasciato integralmente in iOs 5 in autunno. 
11.44 – Ultima di iCloud: iTunes in the Cloud. E’ il momento della musica. Tutto quello che acquisti da iTunes finisce su tutti i device. Senza costi in più. C’è un’impostazione per scegliere se fare il download automatico (o no) su tutti gli iOs device. Demo. (foto da Engadget.com). La sincronizzazione quando si acquista (esempio) un brano da iPhone è immediata su altri iOs device, tipo iPad. 

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11.35 – Phostream. Foto nel cloud. Conservate le ultime 1000 per 30 giorni. Poi spostate nell’album
11.31 – Ma ci sono altre 3 apps con iCloud, le più importanti. La prima: Documents in the Cloud. Creo un file con Pages su iPad, va sul cloud e va su tutti i device iOs su cui ho Pages. Funziona con Pages, Keynote e Numbers. Demo.
11.28 – Servizi in più rispetto a MobileMe. Ovviamente l’App Store. Sincronizzazione tra device.  Per i device che comprerete in futuro: iCloud scaricherà le app su di essi. Poi iBooks: stesso funzionamento. E ancora: Backup, con backup giornalieri attraverso wi-fi di musica, apps e libri, foto e video della fotocamera.
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11.24 – “Abbiamo imparato molto da MobileMe”. Contatti, Mail e calendario erano su MobileMe. Abbiamo rifatto tutto. E ora funzionano su iCloud. Sincronizzazione del calendario, condivisione di appuntamenti: dal mio iPhone tramite il cloud arriva sul calendario dell’iPhone di mamma. Mail: servizi come su Gmail. “Ma niente pubblicità” dice Steve. Risate. Questi servizi ora saranno gratuiti.
11.20 – Torna Steve Jobs. Un paio di battute, il pubblico ride. Si parla di iCloud. “Il pc è diventato l’hub digitale della casa. Ma negli utlimi anni tutto è cambiato. Tutti i device hanno foto, video, contenuti. Non funziona più. Devo sincronizzare iPhone con il Mac. Poi il Mac con iPad. E viceversa. E si impazzisce. La soluzione è spostare il digital hub nella nuvola. Tutti i device possono comunicare col cloud quando vogliono. Faccio una foto e automanticamente va sui miei device sincronizzati. Non devo fare più la sincronizzazione. E’ come un hard disk in cielo. Abbiamo fatto di più e lo abbiamo chiamato iCloud. Automaticamente archivia i vostri contenuti e li manda su tutti i vostri device iOs. Fa lo stesso con le app”. “It just works”. Semplicemente funziona, dice Jobs.
11.18 – Chiusura della parte su iOs 5. Altre funzioni minori: AirPlay wireless dell’intero display iPad su Apple Tv. Il pacchetto per gli sviluppatori (Sdk) rilasciato oggi. iOs sarà rilasciato “in autunno”. Non sarà rilasciato per iPhone 3G (per tutti gli altri iOs device più recenti sì).
11.12 – iMessage. Nuovo servizio di messaggistica istantanea. Per tutti i device iOs, pure iPad e iPod. Bella botta a Rim che si vede togliere da sotto i piedi il vantaggio competitivo dell’ottimo Bbm dei Blackberry. Demo di iMessage: criptaggio dei messaggi, funziona in 3G o Wi.fi. Possibile allegare foto o video ai messaggi.
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11.10 – Gamecenter: “50 milioni di utenti iscritti in 9 mesi dal lancio. Xbox Live ha 30 milioni di utenti in 8 anni”. Acquisto e download giochi direttamente da Gamecenter e supporto a giochi a turni.
11.07 – Pc Free! Basta con la schermata iniziale “Collega a iTunes” quando si accende per la prima volta un iPhone o iPad. Ora la schermata dice: “Welcome. Slide to set up”. Aggiornamenti software OTA over-the-air, basta una connessione. Delta updates over-the-air (non si scarica più l’intero aggiornamento ma solo l’aggiornamento)
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11.06 – Split keyboard per iPad.
11.03 – Mail per iOs. Vari miglioramenti, come grassetti, italico, etc nel testo, cercare all’interno di un singolo messaggio. Gesti dedicati per iPad (swype to inbox). Supporto per formato sicuro S/Mime.
11.00 – iPhone 4 è secondo per numero di foto caricate su Flickr dopo la Nokia N90. Camera ha una scorciatoia dal Lockscreen. “Così non perderete più la possibilità di fare quella foto ai vostri figli”. Tasto volume per far le foto. Gridlines opzionale. Pinch-to-zoom nelle foto. Poi: edit delle foto su iPhone e iPad, crop delle foto, togliere ochi rossi e altri settaggi di semplice fotoritocco (foto da Engadget.com)

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10.58 – Reminder. App per appuntarsi delle cose. Ha geolocalizzazione.
10.53  – Safari. “Ha il 64% del mercato dei browser mobile”. Funzione “story” per visualizzare solo testo e foto di un articolo, eliminando tutto il resto della pagina non pertinente (le aziende che investono in banner non faranno i salti di gioia…) Si può mandare via email il contenuto delle pagine e non solo il link. Reading List per metttere da parte pagine. E finalmente Safari su iOs ha le tab, come su Mac! (foto da Engadget.com)
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10.50 – Integrazione con Twitter. “Vogliamo rendere più facile usare Twitter”. Log-in automatico dopo la prima volta. Twitter integrato in Camera, un clic e upload delle foto. Da Safari, da YouTube, da Maps. Integrazione con i contatti.
10.49 – Newsstand. Nuova app per raggruppare tutte le pubblicazioni di editori che hanno raggiunto un accordo con Apple. Download in background dei numeri. Si può programmare il download, quando prendi l’iPad al mattino, i nuovi numeri dei giornali sono già scaricati.
10.45 – Notification Center. Swype dall’altro come su Android. Ed ecco tutte le notifiche. Basta pop up invasivi: una finestrella dall’alto, più discreta. Notifiche sul Lockscreen: uno slide del dito e si va all’applicazione relativa. Poi Scott va alla dmeo. 
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10.44 – Ancora numeri: 225 milioni di carte di credito in App Store. Ora iOs 5. Sarà una “major Release” dice Forstall. Via alle novità: nuovo sistema di notifiche!
10.40 – Venduti finora 25 milioni di iPad. 15 miliardi di canzoni vendute da iTunes. iBookstore, 130 milioni di libri scaricati. E poi App Store: 425 mila app disponibili, 90 mila per iPad. 14 miliardi di app scaricate. 2,5 miliardi pagati agli sviluppatori da Apple (foto da Engadget.com).
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10.37 – Si passa a iOs 5, con Scott Forstall. 200 milioni di iOs device, 44% del mercato dei device mobile.
10.35 – Schiller: molte altre novità da scoprire in Lion, come gli add-on per server. Lion sarà disponibile solo su Mac App Store. Pagina per il download, 4 GB, installabile su tutti i Mac autorizzati con il vostro id App Store. 29,99 dollari. Al pubblico a partire da luglio
10.28 – Schiller riprende con le novità di Lion. Modalità di condivisione. Peer to peer network. AirDrop nel Finder, un clic e compaiono le altre persone vicino che hanno attivo AirDrop (e sono sulla stessa rete wi-fi). Nuova versione di Mail per la posta elettronica, riorganizzata come su iPad (foto da Engadget.com). Conversazioni raggruppate per oggetto. Segue la solita demo di Federighi.
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10.25 – Federighi, demo sul palco di Launchpad. Le app scaricate dall’App Store automaticamente finiscono nel Launchpad. Tutto come su iOs: folder, gesture multitouch. Mostrata la funzione autosave: chiude un documento di Pages senza salvare e non appare l’avviso di salvare. Riapre Pages e ecco il documento come l’aveva lasciato.
10.19. – Ecco Launchpad, che organizza le app sullo schermo come su iOs (foto da Engadget.com). Schiller cita le diverse funzioni, come l’autosave. “Non dovrete mai più sentire la frase “avresti dovuto salvare””. Salva automaticamente e tiene tutte le diverse versioni, ma occupando solo lo spazio su disco delle differenze tra un file e l’altro, non l’intero nuovo file.
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10.17 Schiller di nuovo sul palco, si passa a Mac App Store. “E’ diventato il primo store online di software per pc, battendo anche Best Buy”. 
10.16 – Attraverso Misson Control viene mostrato come spostare le diverse applicazioni aperte sui vari desktop (Spaces)
10.14 – Federighi si diverte con le nuove funzione di Photobooth. Risate del pubblico
10.11 – Altra novità: Mission Control. Sul palco Craig Federighi per le demo. La morte del mouse in diretta: tutto funziona con i gesti multitouch del touchpad. 
10.07 – Le novità di Lion: multitouch gestures (doppio tap per zoomare, swipe per scorrere le foto, etc, come su iPhone e iPad insomma). Poi applicazioni in full screen, tutto schermo. Tutte quelle preinstallate (Safari, Mail, iCal, Garageband, etc)
10.06 – “Abbiamo 54 miliioni di utenti Mac nel mondo e stanno crescendo. E grazie al software”
10.05 – Jobs lascia il palco a Phil Schiller
10.03 – Numeri: 5.200 partecipanti al WWDC 2011. “Parleremo di software, Lion, iOs, iCloud”
10.00 – Ovazione, Steve Jobs sul palco. “I love you” grida ironico, ma non troppo, qualcuno dal pubblico
09.50 – One more thing? Cosa c’è sotto questo maxi-cartelli coperti? Sorpresina o sorpresona?
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09.47 – Tutto pronto al Moscone Center per il keynote di apertura di WWDC 2011. Sia attende Steve Jobs sul palco. Centro completamente gremito. Gli argomenti sono noti: iCloud, Lion, iOs 5. Vediamo se ci sarà qualche sorpresa.
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Microsoft ha alzato ufficialmente il sipario, permettendo di sbirciare la futura versione del suo sistema operativo (quello che, insieme a Office, fa prosperare tuttora Redmond): Windows 8, per ora un nome in codice e non è detto sarà quello definivo, assomiglierà parecchio a Windows Phone 7. Almeno nella versione per tablet e dispositivi touch, in cui una serie di “mattonelle” attive rilanceranno l’interfaccia grafica già vista sugli smartphone made in Microsoft. 

In ogni caso sopravviverà un’interfaccia più tradizionale, e l’uso di mouse e tastiera, per i classici pc portatili e desktop. Ma Windows 8 sarà una piattaforma unica (e “nuova”, non un upgrade di Windows Phone 7), quale che sia il modo grafico in cui verrà declinata sui vari formati di computer. La retrocompatibilità con i software Windows 7 sarà assicurata (vedremo se al 100% e sarà uno dei punti chiave per chi ha il 90% del mercato), mentre dal punto di vista dello sviluppo si punterà soprattutto su Html 5.
La data di uscita per ora non c’è. Nei prossimi mesi ci sarà senz’altro modo di tornare a parlarne, con un po’ di dettagli in più. Ecco il video ufficiale:

nokia.jpgNella cornice di uno dei simboli di Milano, il “Pirellone”, Microsoft ha presentato le molte (sono 500 per Steve Ballmer) novità del prossimo aggiornamento di Windows Phone 7. La release 7.5, nome in codice “Mango”, sarà disponibile per tutti i Windows Phone già in commercio come aggiornamento (gratuito) e sarà la nuova base dei prossimi terminali, a partire da quelli Nokia, che ha confermato ufficialmente che partirà sin da subito con smartphone “manghizzati”. 

Le novità colmeranno la maggior parte dei limiti di un sistema operativo gradevole, veloce e originale ma arrivato sul mercato con parecchi “buchi”, che ci avevano fatto storcere il naso al debutto.

Tra gli aggiornamenti più rilevanti si parla in particolare di

– multitasking

– maggiore integrazione con i social network (Twitter e LinkedIn)
– “Live Tiles” (i “quadratini” della home di Windows Phone 7) aggiornati con la possibilità di visualizzare maggiori informazioni dalle applicazioni
– Scrittura tramite dettatura con speech-to-text
– “Linked Inbox” per visualizzare più account di email contemporaneamente
– Messaggistica con integrazione di Sms, Msn Messenger e altri servizi di Instant Messaging
– SMS, MSN Messenger ed altri servizi IMA
– Internet Explorer 9 con supporto ad HTML5
e altro ancora (qualcuno ha detto copia & incolla? Il copia & incolla era già arrivato con un precedente aggiornamento).
La squadra dei produttori che supportano Microsoft intanto si amplia con Acer, Fujitsu e Zte, mentre il Marketplace prosegue la sua rapida crescita in termini di app disponibili (a oggi siamo a 17 mila, non male come ritmo). Le uniche nostre perplessità restano sui tempi: nel 2010 Microsoft fece l’annuncio di Windows Phone in febbraio a Barcellona e uscì con i prodotti in autunno inoltrato con un sistema, ribadiamo, bello ma lacunoso. Ora, dopo altri 7 mesi circa, fa un altro annuncio. Ma per l’aggiornamento bisognerà ancora una volta attendere. Se ne parla dopo l’estate. Nel frattempo Google e Apple non stanno di certo a poltrire sull’amaca in giardino.

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Firmato l’accordo “definitivo” tra Nokia e Microsoft nel mondo degli smartphones (leggi Windows Phone 7 sui telefoni finlandesi), annunciato in febbraio. «Il design dei prodotti e l’aspetto tecnico sono già a buon punto» ha detto l’amministratore delegato di Nokia, Stephen Elop (l’intervista). 
Intanto il gruppo di Espoo ha segnato profitti in calo nel primo trimestre 2011 (-1,4%) ma con un risultato comunque migliore rispetto alle attese del mercato. L’utile netto è sceso a 344 milioni di euro dai 349 milionidello stesso periodo dell’anno precedente. Gli analisti – scrive Bloomberg – avevano previsto un calo degli utili a 177 milioni. Le vendite hanno segnato un crescita del 9,2% a 10,4 miliardi. In decisa salita il titolo Nokia in Borsa. 

I dettagli dell’accordo “Nokiosoft” ribadiscono cose note e chiariscono meglio alcuni punti meno chiari. Il comunicato:
  

1. Una combinazione di asset complementari che rendono la partnership veramente unica:  – mappe, navigazione e servizi di localizzazione saranno resi disponibili da Nokia all’interno dell’ecosistema Windows Phone. Nokia svilupperà inoltre tecnologie innovative sulla piattaforma Windows Phone in ambiti come l’imaging, grazie alla propria esperienza nella progettazione hardware e nel supporto di linguaggio, contribuendo così allo sviluppo della piattaforma Windows Phone. Microsoft inserirà le funzionalità di ricerca Bing sui dispositivi Nokia oltre a contribuire a rafforzare produttività, pubblicità, gaming, social media e un’ampia gamma di altri servizi. La combinazione delle funzionalità di navigazione, pubblicità e ricerca consentiranno di ottimizzare la monetizzazione degli asset di navigazione Nokia e creare nuove forme di ricavi pubblicitari. – Outreach congiunto con gli sviluppatori e sourcing di applicazioni per supportare la creazione di nuove applicazioni a livello locale e globale, compresa la registrazione gratuita di Windows Phone per tutti gli sviluppatori Nokia.- Apertura di uno Store globale di applicazioni con il brand Nokia che fa leva sull’infrastruttura di Windows Marketplace. Gli sviluppatori potranno pubblicare e distribuire le nuove applicazioni attraverso un unico portale e raggiungere così le centinaia di milioni di utenti che usano Windows Phone, Symbian e Series 40. – Gli accordi di fatturazione stipulati da Nokia con 112 operatori in 36 paesi saranno estesi anche a chi entrerà nell’ecosistema Windws Phone.
2. Microsoft riceverà una running royalty da Nokia per la piattaforma Windows Phone, a decorrere dal lancio del primo prodotto che la incorpora. Sono state stabilite condizioni vantaggiose di royalty che riflettono gli elevati volumi di vendita previsti da Nokia, oltre a diverse considerazioni riguardo il lavoro di progettazione che entrambe le aziende si sono impegnate a svolgere. La concessione dell’uso della piattaforma Windows Phone da parte di Microsoft consentirà a Nokia di ridurre sensibilmente i costi operativi di produzione.
3. Considerando la natura unica dell’accordo stipulato tra Microsoft e Nokia e il contributo apportato da quest’ultima, Nokia riceverà un ammontare calcolato nell’ordine di miliardi di dollari.
4. Un accordo che riconosce il valore della proprietà intellettuale e stabilisce i meccanismi per il trasferimento dei diritti da essa derivanti. In virtù dell’accordo sottoscritto Nokia riceverà sostanziali ricavi.

Sempre a proposito di Nokia, pochi giorni fa l’azienda ha rilasciato le Ovi Maps in 3D. Ci sono già un buon numero di città (alcune italiane, sotto ecco Milano, piazza Duomo), il risultato davvero piacevole. Sarà un asset non da poco per i futuri WindowsNokia Phone.

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nokiosoft.jpgmicrokia-logo2.jpgE così i “rumors” erano veri: Nokia abbraccia Microsoft e il suo Windows Phone 7. Non è un accordo che viene dal nulla e non tutto va ascritto ai trascorsi in Redmond del nuovo leader dei finlandesi, Stephen Elop. Le intese strategiche sul software tra i due giganti vanno avanti da alcuni anni e se vogliamo questo è solo un ulteriore passo. Un passo ovviamente di ben altro peso rispetto a quelli del passato visto che trasforma Windows Mobile 7 nella piattaforma di riferimento del gigante finlandese (qui il comunicato ufficiale in inglese con tutti i punti dell’accordo, che coinvolge diversi altri “asset” delle due società come Nokia Maps, Bing e i due store online, Ovi e Marketplace). 

La situazione di Nokia per certi versi è paradossale: quale altra azienda si strapperebbe i capelli dopo un quarto trimestre 2010 in cui si annunciano un fatturato di 12,65 miliardi di euro (+6%), utili di 1,09 miliardi di euro (in calo del 26%), 28,3 milioni di telefoni venduti in tre mesi (7,5 in più del 2009, +36%)? Numeri pazzeschi. In apparenza. In verità, come chi segue il settore ben sa, le quote di mercato sono declinanti e gli utili pure. Le prospettive poi sono il fattore decisivo: in un documento finito in rete involontariamente (involontariamente? Qui gatta ci cova…)  Elop enumerava con brutalità tutti i problemi e gli errori strategici di Nokia degli ultimi anni, nell’era post-iPhone, quando la leadership di mercato mondiale è stata mantenuta sostenendo i volumi ma perdendo i “cuori” degli appassionati e il gradimento dei trendsetter

“Siamo su una piattaforma petrolifera in fiamme e ci buttiamo benzina sopra […] Abbiamo avuto una serie di mancanze. Non abbiamo innovato abbastanza rapidamente. Non stiamo collaborando internamento. Nokia, la nostra piattaforma sta bruciando”, ha scritto Elop nel “memo” diretto ai colleghi.

Ed ecco la svolta. Nokia è rimasta ostinatamente aggrappata a Symbian, un sistema che ha fatto la storia della telefonia cellulare e che continua a farla (resta il numero 1 anche tra gli smartphone per quote di mercato, anche se Android incalza), ma che non riesce più a reggere il passo del mercato touchscreen. La svolta open di Symbian non ha portato i frutti sperati: di fatto ormai è un sistema Nokia-only, perché i pochi compagni di avventura (Sony-Ericsson, Samsung) hanno abbandonato la nave buttandosi su Google-Android. L’evoluzione promessa con Symbian^3 non è arrivata: una bella rinfrescata ma non sufficiente a raggiungere i rivali. Anche il piano di spostare, o almeno ribilanciare, il focus dall’hardware verso il mondo dei servizi non è riuscito: il mondo Ovi, nonostante il parco utenti potenzialmente immenso, stenta a ingranare (Ovi Store cresce poco per tutta una serie di problemi; Ovi Music è desaparecido insieme all’incompreso servizio Comes With Music). Certo c’è Navteq, un’acquisizione costosa che però produce utili (+85% nel Q4 2010). Ma non può bastare. 

E allora ecco l’abbraccio a Windows Phone 7. Vista la storia “open” di Nokia molti tifavano per Android. E invece sarà Microsoft. Un’opzione con molte incognite: WP7 è un buon sistema, potenzialmente ottimo se con i prossimi aggiornamenti sistema le magagne di gioventù che abbiamo 2 provato a raccontare qui, ma è un grosso punto di domanda al momento. Sicuramente ha tante cose che Symbian non ha al momento e che neppure sembra in grado di avere in tempi brevi: velocità, personalità grafica, perfetta aderenza alle necessità dei prodotti touch. La sua alterità dai modelli dominanti (iPhone-iOs e Android) lo può far amare “a pelle” dal pubblico ma anche (forse più facilmente) rifiutare. Microsoft finora non ha dato numeri ufficiali, ma quelli circolati (2 milioni di smartphone ordinati – ordinati e non venduti, attenzione – dal momento del lancio, non sono un flop ma neanche un successone considerato che la gamma dei modelli tra Samsung, Lg e Htc è abbastanza vasta). D’altronde abbracciare Android avrebbe significato buttarsi in un calderone con decine e decine di altri marchi, alcuni dei quali imbattibili nel prezzo al pubblico (pensate a Huawei con il suo ottimo Ideos lanciato a 99 euro).Insomma, la scelta ha senso ma non è detto che paghi o che per lo meno paghi in tempi brevi. 
Resta l’affaire MeeGo, a cui gli affezionati linuxari guardano con affetto e attesa, annunciato in pompa magna giusto un anno fa al MWC di Barcellona e scomparso dai radar, almeno a livello di prodotti veri arrivati sul mercato. Nei comunicati di oggi lo si archivia a piè di pagina, trasformandolo in “progetto di sistema operativo open-source” che “metterà l’accento sull’esplorazione del mercato dei device di prossima generazione” (ma si conferma l’arrivo di un terminale MeeGo entro il 2011). Un altro errore strategico di Nokia, un’altra illusione di rilancio su cui i finlandesi si sono troppo a lungo cullati. 

 

Microsoft nel settore del mobile ha perso una grande occasione: anni fa, un’era geologica per la tecnologia, i suoi Pocket Pc erano quanto di più vicino a un mini computer si potesse avere in tasca. Respinta su posizioni marginali del mercato per colpa di ritardi ed errori strategici, ora l’azienda di Redmond ci riprova con la sua piattaforma Windows Phone 7 nuova di zecca. Abbiamo effettuato un test piuttosto lungo con l’Lg Optimus 7, uno dei primi smartphone a uscire in Italia con il nuovo sistema operativo. 
COM’E’ WINDOWS PHONE 7 – Microsoft ha lavorato, tanto e bene, su due direttrici: personalità grafica e reattività del sistema. Entrambe le sfide sono vinte. L’homescreen di WP7 è qualcosa di molto diverso da tutto quanto c’è sul mercato: una serie di mattonelle, alcune delle quali attive (ma solo alcune), che formano un mosaico che si sviluppa in verticale. L’elenco completo delle applicazioni si può ottenere cambiando pagina e il tutto è configurabile a piacere. I menu hanno un look minimalista e fortemente caratterizzato dall’uso grafico delle scritte. Il risultato complessivo è davvero piacevole, personale e – dopo un minimo di apprendimento – facile da usare.
La fluidità e la velocità del sistema sono davvero eccellente, grazie all’ottimo lavoro di Microsoft che sulla scorta dell’esempio Apple ha lavorato di concerto con i produttori (come Lg) per avere un software e un hardware che lavorino di concerto. Grazie all’ottimo processore Snapdragon di Qualcomm da 1 Ghz e a un display da 3,8 pollici davvero reattivo (vai all’approfondimento sui chipset per cellulari), questo Lg Optimus 7 fila che è un piacere. Benché Android abbia di suo un’ottima fluidità (almeno sui top di gamma) questo è forse il primo smartphone del tutto all’altezza di iPhone sotto questo profilo. 
DESIGN E COMPONENTI – Optimus 7 ha un design non particolarmente di rottura ma piacevole, con materiali di prima scelta, ben assemblati. Un po’ elevato il peso: 158 grammi. L’impostazione è e sarà comune a tutti i Windows Phone, come da diktat di Microsoft: a partire dai 3 tasti sul frontale, tasto menu, tasto per la ricerca e l’utile tasto back per tornare alla schermata precedente qualunque essa sia. Niente scheda microSd ma ben 16GB di memoria interna per i dati.
Il nuovo design di Windows Phone si estende a tutto il software: il nuovo Internet Explorer è veloce e scattante anche se manca del supporto a Flash (ma anche a Silverlight della stessa Microsoft). Arriveranno nel 2011. Per la parte musica ci si appoggia a Zune, che dopo un’installazione su pc alquanto macchinosa funziona bene, come e anche meglio di iTunes (parliamo sempre di “software carrozzoni”, pesanti da gestire). Per i giochi c’è l’integrazione con Xbox Live. Ottima la possibilità di provare i giochi prima di acquistarli. Mentre per le applicazioni da ufficio c’è ovviamente la posta Exchange e la suite Office . Microsoft crea così su questa piattaforma un ecosistema unico che raccorda saggiamente i vari pezzi della sua offerta software-hardware.
Fin qui le cose positive. 
MA MANCANO TROPPE COSE – Le cose che però non ci sono piaciute di questo sistema sono però tante e non trascurabili. Colpa in parte della giovane età del sistema operativo e in parte delle scelte di Microsoft, che ha voluto arrivare sul mercato in tempi accelarati, lasciando deliberamente nei laboratori molti “pezzi”. Mancano tante, tante funzioni e possibilità che i concorrenti hanno. O che se non hanno in maniera nativa (come iPhone-iOs) possono essere ottenute con software di terze parti. Funzioni come il copia&incolla, lo scambio file via Bluetooth, il già citato Flash nel browser, la possibilità di usare il telefono come modem o come hotspot wi-fi (tethering). E ancora il multitasking non presente: fatevi bastare un’applicazione per volta. Non c’è nulla di tutto questo al momento. Anche se qualcosa, come il copia&incolla di sicuro arriverà con futuri aggiornamenti, che per il 2011 si prevedono corposi.
Altre cose ci sono sembrate davvero paradossali e persino un po’ ridicole per smartphone da 400 euro che arrivano sul mercato nell’anno del Signore 2010. Durante i test ad esempio ad esempio non abbiamo praticamente MAI potuto usare la rete wi-fi, perché sia in redazione che a casa abbiamo una rete nascosta. E WP7 non è in grado di configurare wi-fi nascoste. La risposta ufficiale sul forum Microsoft è: “Non è possibile eseguire questa operazione. Per diversi motivi Windows Phone 7 non supporta reti nascoste”. Non sono supportati neanch gli Ip Statici. Ci sono persino problemi a configurare gli Mms se si cambia la Sim: Windows Phone 7 autoconfigura i parametri al primo avvio e poi non c’è un menu per cambiarli (qui c’è una soluzione). 
POCHE APPLICAZIONI – La stessa homescreen, di cui Microsoft enfatizza l’uso delle mattonelle attive, non è così attiva: l’unico quadratino attivo è quello dei contatti, le cui immaginette cambiano con il cambiare delle foto usate dai nostri contatti sui social network. Ma in verità è una funzione scenografica e non utile nel concreto. Per il resto, a parte le notifiche del numero di email, sms o telefonate, è inattivo. Persino l’applicazione per il meteo.
A questo dobbiamo aggiungere uno store di applicazioni, il MarketPlace, che si va popolando ma che finora rimane molto povero di possibilità per gli utenti e – e qui torniamo più specificamente al lavoro di LG – una parte foto-video non troppo all’altezza. Le foto nonostante un sensore da 5 Megapixel non brillano per qualità e nei video girati in qualità HD 720p gli artefatti e i rumori abbondano. Bene invece la velocità di aggancio dei satelliti anche se manca un vero navigatore vocale Gps, non presente al momento del test neppure nel MarketPlace. 
CONCLUSIONI –  Per tirare le somme, quindi se puntate a uno smartphone guizzante e veloce questo LG Optimus 7 è un’ottima scelta, anche se il prezzo di 399 impone di ponderare per bene le alternative. I limiti di giovinezza, e non solo, di WP7 sono però tanti e non si può al momento non tenerne conto: rimandato in attesa di futuri aggiornamenti, già in calendario. E’ vero che molte di queste critiche sono le stesse che si avanzavano nei confronti del primo iPhone, ma parliamo del 2007: oggi Windows Phone 7 esce con un sistema “chiuso”, povero di Apps, e con l’incomodo di tanti agguerriti concorrenti che quelle lacune non le hanno o non le hanno più.

Con l’arrivo sul mercato dei Windows Phone 7, Qualcomm pianta un’altra bandierina nel settore sempre più strategico del mercato dei chipset mobile. Nel cuore dei nuovi telefonini con il sistema operativo di Redmond batte lo Snapdragon prodotto dall’azienda di San Diego, che conferma la sua leadership mondiale tra i “wirelesschipset maker” (ed è al 6° posto nel mercato “non wireless”).

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PARLA SALVATORI – “I prodotti per Windows Phone 7 sono una novità in linea con la nostra visione delle piattaforme hardware – ci ha spiegato in un’intervista Enrico Salvatori (nella foto), senior vice president e general manager di Qualcomm Europe -Abbiamo lavorato con Microsoft fin dall’inizio per ottimizzare le prestazioni hardware portandole all’altezza del loro sistema operativo, per una User Interface molto evoluta e per un browsing ottimizzato per avere le migliori prestazioni in mobilità. Un modello collaborativo che ha funzionato, ad oggi i prodotti Phone 7 sono veramente innovativi. Un modello inoltre che conferma la validità della scalabilità: copriamo tutti i modelli Win Phone 7 della prima ondata È un mercato aperto alla competizione, noi continuiamo sul nostro Snapdragon, per ora con clock 1 Ghz, una piattaforma aperta che abbiamo già visto declinata su Android”. Il prossimo passo è il Dual core: quando arriverà? “Stiamo già consegnando i campioni commerciali ai nostri clienti – aggiunge Salvatori -. Aspettiamo che loro vadano sulmercato nella prima metà del 2011”.

LTE – I nuovi chipset, pensati per i  prossimi smartphone ma anche per i ablet, a cui ovviamente Qualcomm guarda con interesse, avranno anche il supporto alla tecnologia Lte, il cosiddetto 4G delle reti mobili, già attivo in alcuni mercati esteri e sperimentato in Italia da operatori quali Telecom Italia e Vodafone. Lte promette di portare la velocità dei dati in mobilità a soglie (teoriche) di 100 Mbps. “Sicuramente l’evoluzione delle reti mobili e quella dei chipset nei telefoni cellulari viaggiano di pari passo – spiega ancora Salvatori -. Basti pensare a quanto abbiamo annunciato in Usa in Novembre e cioè la nuova versione del chip Snapdragon: il microprocessore MSM8960 a 28 nanometri, il primo per noi, che è stato definito il processore di Terza Generazione, dal momento che è provvisto di un modem multimodale che supporta sia l’Lte che il 3G.Il nuovo microprocessore disponibile il prossimo anno, migliora di almeno 5 volte le peformances dell’originale con il 75% in meno di fabbisogno di energia, il tutto perché dotato di una CPU avanzata in quanto basata su una nuova micro-architettura”. I nuovi chipset offrono anche anche quello che Qualcomm definisce “migliorate capacità di supportare le features grafiche”, insieme a una connettività (ovviamente) integrata da Wi-fi, Gps, Bluetooth e anche radio Fm”. 

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MULTICORE E CONSUMI – Su come evolverà il mercato della telefonia, Qualcomm ha le idee abbastanza chiare. Per Salvatori ci sarà una forte richiesta per l’Lte. Negli Usa, l’opetore Verizon sta lanciando proprio in questo dicembre la sua rete 4G. “Nei mercati maturi la transizione dal 3G al 4G è iniziata, guidata dalla crescente domanda di Mobile Internet”. Il modello per aumentare la potenza dei processori non sarà troppo diverso da quello del mercato dei computer. Cteranno meno i Mhz , perchésono quelli che fanno lievitare i consumi energetici, “Più sei alto col clock e più consumi” aggiunge il manager italiano. “Sarà così più importante il numero dei core, perché la fatica viene condivisa da 2 o più core”. Quanto a uno dei punti critici dei nuovi terminali, consumo energetico e “riscaldamento” (alcuni telefoni diventano fornetti tascabili in molte situazioni d’uso), l’azienda made in Usa spiega come l’architettrua degli Snapdragon sia disegnata in modo di aumentare la potenza di calcolo e le performances a bassi regimi di clock del processore. “Frequenza del processore, consumo di batteria e riscaldamento sono legati. Dunque elevate performance a basso regime di clock portano a un riscaldamento minore e a una ottimizzazione dei consumi”, conclude Salvatori. Non vediamo l’ora di vedere all’opera i nuovi processori dual core e di capire se e come le promesse saranno mantenute.

(ripropongo qui il pezzo uscito oggi in edicola sul Corriere)
Le funzioni Gps sugli smartphone stanno diventando teatro di un’aspra battaglia tra i big del settore. Ha aperto le danze Nokia regalando sui suoi telefoni mappe precaricate e navigazione vocale. Google ha portato in Italia un’analoga funzione e ha aggiunto da poco l’infotraffico. Per iPhone e altri telefoni esistono poi almeno una dozzina di diversi software. Una concorrenza che ha contratto il mercato dei Gps portatili da auto. 



E allora uno dei protagonisti del settore come Garmin si è alleato con Asus per creare un telefono sui cui portare il proprio know-how. Il nüvifone M10 è un ibrido navigatore-smartphone con una dotazione interessante: display da 3,5 pollici, 512 MB di Ram per le applicazioni, 4 Giga per i dati, batteria prestante. Le funzioni Gps, identiche a quelle di un Garmin «specializzato», sono sempre a portata di dito e sono integrate con altre attività quali email o sms. Ottima la dotazione per l’auto: mappe Europa, staffa a ventosa e cavo di alimentazione per accendisigari 12V. Il fix dei satelliti è veloce quanto promesso (Garmin parla di 5 secondi in condizioni normali, a cielo visibile). 

Le dolenti note arrivano dall’usabilità: Windows Mobile 6.5 ormai segna il passo e lo schermo a tecnologia resistiva è ben poco sensibile. Digitare sulla tastiera virtuale può essere un’impresa e ricorrere allo stilo (in dotazione) non è la cosa più pratica e sicura quando ci si trova al volante. Lo consigliamo (con riserva) solo a chi passa molte ore al volante (tassisti, agenti di commercio, etc) e vuole uno smartphone in cui le funzioni e gli accessori Gps siano già pronti e cucinati, senza necessità di installare software o di comprare car-kit di terze parti. Per il resto rinviamo Garmin-Asus all’A50, già visto al Mobile World Congress 2010, che monta Android e a futuri modelli (non annunciati al momento) con Windows Mobile 7 a bordo.
Garmin-Asus nüvifone M10
Pezzo di listino
: 399 euro
Giudizio: *** (su 5)

L’anticipazione del Financial Times ha sollevato un polverone: Google avrebbe disposto che Windows sia bandito dal “Googleplex”, il quartier generale di Mountain View. Solo Mac Os e Linux per i dipendenti. La motivazione chiave, a detta di Big G, riguarda le preoccupazioni per la sicurezza: alla fine dello scorso anno, quando Google subì una serie di attacchi informatici provenienti dalla Cina, mirati a sottrarre dati importanti dai server dell’azienda. I “colpevoli” sono stati individuati in Windows e in Internet Explorer 6. L’altra motivazione (sottaciuta) è di marketing: con una mossa del genere Google richiama l’attenzione sul proprio sistema operativo, Chrome Os, già annunciato e in arrivo per l’autunno: la conferma del lancio è arrivata dal Computex di Taipei per voce del vicepresidente di

Mountain View, Sundar Pichai. 
Si tratterebbe quindi dell’ultimo atto di un conflitto sempre più palese tra i due colossi made in Usa. Dai motori di ricerca ai software per ufficio, dai browser (dove Chrome nelle ultime rilevazioni mondiali è salito al 7%, con Internet Explorer sceso al 59,7%), ai cellulari. 
La risposta di Microsoft non si è fatta attendere: attraverso Brandon LeBlanc di “The Windows Blog” ribadisce che l’affermazione che “Windows è più vulnerabile agli attacchi e ai virus di altri sistemi operativi” è del tutto priva di fondamento. L’unica certezza – secondo Microsoft – è che Windows è esposta a un maggior numero di attacchi e per questo, inevitabilmente, qualcuno va a segno. Scrive LeBlanc: “Quando si parla di sicurezza, anche gli hacker ammettono che stiamo facendo un lavoro migliore per rendere i nostri prodotti più sicuri di chiunque altro. E non solo gli hacker: aziende leader di mercato come Cisco ci dicono periodicamente che la nostra attenzione supera quella degli altri”. Di Mac OS X, Microsoft ricorda come l’assenza di minacce concrete non significhi non possano esistere in futuro: le sfide-concorso tra hacker hanno dimostrato come sia a sua volta un sistema vulnerabile. E a Google, rilancia indietro la palla, ricordando come l’Università di Yale abbia abbandonato GMail per i problemi di privacy che solleva.