Senza fare rumore

Ahimè,
gli occhi hanno dentro un sentiero con itinerari nascosti e molto intimi.
Tacciono,
non fanno rumore.
Ahimè,
hanno scalato montagne,
inciampato in gradini come tranelli.
Tacciono,
non fanno rumore.
Sorridono a tanta beltà
sebbene si sentano mediocri e senza alcuna virtù.
Sorridono,
senza fare rumore.
Si spaventano,
fuggono,
tremano, si, gli occhi tremano,
senza fare rumore.
Strillano,
senza fare rumore.
Sono torrenti di lacrime
di gioia o supplizio,
cantano e parlano.
Tacciono
non fanno rumore.
Rivelano,
ahimè,
ogni granello di sabbia colto,
calpestato.
Guerre vinte e battaglie terminate,
senza fare rumore.
Tacciono,
senza fare rumore.
Tacciono
In questo lungo brillante silenzio,
senza fare rumore.

Fra poco

Fra poco,
di nuovo un abbraccio
da parte del mondo.
Mi piace molto
il tuo cuore.
Chissà se lo sarà per sempre.
Mi sono svegliata
con il mio sogno
(quello) di ogni volta
che mi fa piacere: ricordo di te,
mi fai male o bene,
– regalo di più tardi: la poesia.

Se lo respirassi troppo questo desiderio fino a soffocarmi, forse , mi sveglierei da questa beata magia.
Trepidante
non mi da tregua questa assurda prigionia.
Un sogno senza epilogo
è un sogno morto.
Se lo ingoiassi fino a vomitarlo, forse, potrei averne quel senso nauseabondo del diniego.
Se esplodesse il mondo, però, mi sposterei perché questa energia è una orbita che mi avvolge come un caldo plaid.
Se tu fossi qui con me e mi stringessi nel tuo abbraccio, potresti sentire come scalpitante rendi il battito del mio cuore.

Dove

E non riesco più ad incrociare quel tuo sguardo
dove
in quella profondità ho visto l’abisso e non riuscivo più a venirne a galla.
Allora ti guardavo attraverso lo specchio
dove
c’era quel sorriso suadente, un sorriso ammaliante ma evanescente
dove
scrutavo e non contavo i minuti ma fu un secondo e poi…?
Poi è un chiodo fisso che martella per ore indisturbato
dove
non c’è rumore ma una melodia che strimpella e la coreografia ondeggiante che mi fa dimenticare chi sono…

dove vado…
dove
c’è un binario tronco, mi sembra di stare lì senza via d’uscita.
Ho paura dei miei stessi pensieri celati questa volta, cosi all’improvviso devo scriverlo quanto male fa la mia stessa indifferenza.
Lascia che riposi nel silenzio
dove
niente ha forma né colori
dove
il vento ti accarezza lieve, sentirò quella carezza,
quella carezza che i tuoi occhi poggiati su di me hanno donato,
senza il tuo benché minimo sospetto.

Il silenzio

Il silenzio è come un film muto
Compreso da pochi.
Se fosse così facile interpretarne il significato la vita sarebbe un facile compito da assolvere.
I gesti sono universali
le emozioni
sono tracce dell’agire.
Sono forme istintive di una coscienza miope.
Il silenzio è una pausa oppure una dannata prigionia?
Dipende sempre dai punti di vista.
È una noia oppure una ricercata forma di crescita?
Anche questo dipende dall’inestricabile percorso esistenziale.
Mentre tutto il resto scorre
Il silenzio è genesi dal quale fiorisco.

e tutto ha ripreso il suo ordine senza interferenze!

Le parole in poesia

Le parole sono pesanti come piombo leggere come piume
Fallace è il significato se devi dargli un senso
Quel senso che non è se devi incastonarle nel mondo
Le parole esaltano tutto ciò che c’è di terreno
“In verità” e in “realtà ” dipendono da tutto ciò che fu creduto
Non esiste la verità e neppure la realtà, perciò la ricerca estenuante della verità è sterile.
La poesia è arte, non abbisogna di spiegazione alcuna
Lascia che ti racconti senza sperare di vedere tramonti o albe chiarificatrici
La poesia è vanità senza corpo
narcisista senza volto
ma non ostenta, non lo fa mai.

danza

Con quel corpo mascolino si muoveva soavemente.
Con quel ritmo trascinante l’ha spogliata con gli occhi
centellinando ogni curva a suon di movimento.
Hanno fatto l’amore danzando
senza sfiorarsi
Si sono sfidati
sincronizzati
Sollazzati
e baciati senza toccarsi
Un grande tripudio alla sessualità
denudando un pensiero eterodosso.  
Nella danza non c’è nessun limite né confine!  
Lascia la ragione alla quotidianità
L’illogico all’immaginazione.

Una missiva mai spedita

Oh tu, sconosciuto che non sei altro! in realtà s – conosciuto più di tanti che conosco davvero, mi dovresti spiegare questa faccenda delle coincidenze fonetiche di parole, che poi non sono per niente messe a caso ma che leggendole, a volte, sembrano provocazioni intriganti che vanno oltre ogni prova scientifica e investigativa! Si, parole fonetiche perché quel suono è a discrezione di tutti ma inequivocabile se la parola la pronuncio solo io! Che peccato però non potersi inseguire in questo esagerato tabù di conformismo puerile!
So che non leggerai mai questa missiva che urla, sbraito con me stessa per aver alzato un muro di protezione perché scoprirmi è più arduo di nascondermi, ma chissà quante conversazioni avremmo potuto intraprendere. Chissà se è vero che avremmo potuto conversare!

Pulsazione di piacere

Ho visto un fiocco di neve appoggiarsi sul mio viso
Ho alzato gli occhi al cielo incredula
Ho visto scendere giù una infinità di fiocchi baciarmi la pelle
Ho sorriso al vento
Ho annusato il freddo
Ho amato l’attimo
Ho un immenso bagaglio di felicità per questo gelido inverno di cui ne ho colto la bellezza