Dove

E non riesco più ad incrociare quel tuo sguardo
dove
in quella profondità ho visto l’abisso e non riuscivo più a venirne a galla.
Allora ti guardavo attraverso lo specchio
dove
c’era quel sorriso suadente, un sorriso ammaliante ma evanescente
dove
scrutavo e non contavo i minuti ma fu un secondo e poi…?
Poi è un chiodo fisso che martella per ore indisturbato
dove
non c’è rumore ma una melodia che strimpella e la coreografia ondeggiante che mi fa dimenticare chi sono…

dove vado…
dove
c’è un binario tronco, mi sembra di stare lì senza via d’uscita.
Ho paura dei miei stessi pensieri celati questa volta, cosi all’improvviso devo scriverlo quanto male fa la mia stessa indifferenza.
Lascia che riposi nel silenzio
dove
niente ha forma né colori
dove
il vento ti accarezza lieve, sentirò quella carezza,
quella carezza che i tuoi occhi poggiati su di me hanno donato,
senza il tuo benché minimo sospetto.

2 pensieri riguardo “Dove

  1. Ciao Franz, lo sguardo, quello sguardo era di una profondità abissale che avrei voluto perdermi dentro…e niente ho incasinato le righe ieri sera ma son venute fuori così, con un senso in me e senza un senso di se 😉😉

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