Affondo i piedi
è incandescente
questa terra sfusa che mi sorregge.
Il cielo ed il mare si miscelano
non più come i nostri pensieri
non mescidano
indissolubili illusioni.
Il mare ondeggia alla rinfusa
sguardi famelici smarriti
insulso è l’orizzonte
anche la luna è scomparsa
quella che mi nascondeva,
da sguardi indiscreti,
in mezzo alla sabbia.
La mia penna
La mia penna
riesce a dare un senso alla terra.
La mia penna
viaggia nelle lunghe distese del deserto
poi
si sveglia nella foresta con orsi stupiti e il cinguettio degli uccelli.
La mia penna
sussurra parole e si finge voce per orecchie sorde.
La mia penna
descrive l’aurora e tramonti estivi
nel bel mezzo di un temporale invernale.
La mia penna
incide forme elicoidali
in corpi immaginari soggiogati da un ansimante desiderio di essere saggi e felici.
La mia penna
veste i poveri di fantasia, spoglia i ricchi di eccessiva vanità.
La mia penna
vaneggia nella lussuriosa ed inesauribile propensione di scrivere parole e farfugliare poesie.
Passo dopo passo
Passo dopo passo
Hai lasciato orme trasparenti
Hai nascosto il percorso
Ho copiato l’abitudine
Le ho cercate come un bruco che scava per trovare la tana, le tue orme.
Ho smesso di cercarle quando ho creduto che sarei bruciata all’inferno con la mia solitudine.
Passo dopo passo
mi hai indicato i sassolini che portavano a te
Hai costruito un castello
e ci hai messo una regina.
Ho indossato la corona.
Di questo amore me ne cibo come carboidrati
sennò potrei morire sotterrata nella fossa dove mi hai trovata.
Effimera particella
Nello stesso spazio la particella non muta.
Lo vedi?
Adesso lo hai capito che fa sempre, come ieri, le stesse cose?
Si muove allo stesso modo
stessi orari.
È sempre la stessa in qualunque istante
la particella.
Non c’era stato nessun Big Bang
nel corso di quella stagione.
Ho acceso…
Ho acceso
Il tasto della speranza
per quel cuoricino che in grembo non batteva più.
Ho acceso
la luce al mio viso e ridato splendore al mio riso.
Dicono che siete angeli in paradiso,
allora io,
ho acceso il cielo
e poiché ci sono braccia forti che mi stringono
ho (acceso) distillati di passione
e riempito la brocca di amore.
Ho acceso
la modesta accettazione che le cose accadono
ma
se il mondo mi spegne
Io
Accendo la luce.
Ordinata bipolarità
Avessi le parole giuste per potermi raccontare…
Non importa quanto cielo dovrei strappare per capire quante parole sarei capace a vomitare.
Spettri volatilizzati come fantasmi inabissati
Parole spettinate…
Caos ordinato
e tutto sembra ritornare all’ordine dittatoriale preconfezionato!
Avessi le parole giuste per potermi raccontare
lo direi che nella bipolarità delle mie emozioni
ci navigo come sdraiata in una barchetta di carta che prova a rimanere a galla dentro la vasca da bagno nella toilette di mamma.
Avessi le parole giuste lo direi che
tutto, sembra, ritornato perfettamente in ordine,
ma invisibile eternamente c’è il caos!
Noi
Mentre mi agito nel sonno
TU
di giorno plachi il terremoto che vive dentro di me;
Mente sgrano gli occhi e si gonfia la giugulare
TU
nella controversia ,
fungi da sedativo con sole due parole chiare e nette;
E poi, oltre l’amarsi normalmente ma senza che sia scontato,
ridi delle mie stupidaggini,
ridi di questo mio correre incessantemente avanti a tutte le cose,
ridi e ci fai ridere tanto, senza mai farmi sentire fuori luogo o inappropriata.
Mi hai insegnato a vivere nella praticità del quotidiano, che non é cosa di facile applicazione per me,
ho un calcolatore automatico esasperante per i miei stessi neuroni,
ma
mentre io mi impegno a sopravvivere contro le mie stesse forze extraterrestri
TU
non sopporti
ami senza rinfacciarlo mai.
Però ti ho insegnato a non tenermi il broncio per più di dieci secondi e per me è una vittoria.
Ogni 25 aprile mi ricordo di come, senza indugio come mai nella mia vita fino ad allora, mi sia Liberata di quel vuoto della mia parte di personalità mancante e assente, quella metà sei TU.
Se ci mettessimo troppa serietà nelle cose che facciamo,
NOI
non saremmo quello che siamo.
Lo dimostrano i nostri sorrisi e le nostre risate.
Buon anniversario a noi, amore mio!
Non fremo
Non fremo
per quegli occhi tuoi
che distillano ogni mio movimento
acuto
arguto
sotteso rifugio.
Non fremo né tremo
mi strema
abbassare lo sguardo
e non scorgere
ma sorreggermi e simulare
contare le ore di un’ora d’aria non infetta.
Lo so,
il romanticismo non mi appartiene
il cinismo mi trattiene.
Avrei preferito altri luoghi
forse, altri tempi clementi.
Non fremo
al risentire odori e rumori
ma il tempo si avvicina
e avrei preferito parlarti qui,
adesso
dove la penna delinea chi sono
senza bugie
né false interpretazioni.
Qui
dove mi perdo
ma non ti trovo e non fremo.
Omaggio all’amore
Sgorgavano coriandoli di mille colori
una miscela di sorrisi compiacenti si fondeva nell’aria,
quell’aria illuminata da due creature magnetiche.
Eravamo incantate da tanta bellezza.
Abbagliate,
come quando vedi per la prima volta il bacio di Klimt.
Con quelle lunghe ciglia che si appoggiavano timide sulle sue stesse guance rosee
per distogliere lo sguardo di tanta ammirazione
poi
non ne rifuggì più.
Una mistura perfetta
quei corpi
seppur distanti
effondevano energia,
sembravano legati da un magico filo sottile e invisibile
indivisibile.
Quei due erano belli da morire
tanto belli, quanto il desiderio che ho sentito di rinnamorarmi nuovamente della persona che amo già!
Cosa ne sa colui che non è in grado di vedere l’amore nell’amore?
Da sola!
Da sola,
ho fatto viaggi lontani di andata e ritorno;
Da sola,
ho progettato con lunghi monologhi, sono caduta e rialzata con brevi soliloqui.
Da sola,
ho intrecciato fili di parole e sbrogliato matasse.
In fondo viviamo di istanti
senza istinti e, in effetti, tutti distanti.
Da sola,
ho camminato nelle distese delle mie bugie
e aggrovigliata in acrobazie
mi sono raccontata tutta la verità.
Da sola,
nelle illusioni ho ingarbugliato desideri
e inciso pensieri.
Da sola…
Non sono mai da sola se sono con me stessa.