Tag Archive: libri


La nostra biblioteca e le piccole iniziative natalizie

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E’ uno spazio della scuola in cui tanti bambini scelgono i libri da leggere in classe o da portare a casa. E’ uno spazio in cui Rosa Caldararo, la bibliotecaria, realizza cartelloni e attività creative con gli studenti.

Durante il periodo natalizio, con la partecipazione dei bambini, ha allestito anche un albero fantasioso e un piccolo presepe.

Infine, ai super-lettori e ai lettori assidui delle varie classi, Rosa ha fatto trovare sotto l’albero tanti pacchetti personalizzati, contenenti libri e vangeli tascabili e illustrati.

Che dire: cose belle!

Oggi davanti alla nostra scuola è arrivato il bibliomotocarro

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http://www.ilbibliomotocarro.com/che-cosegrave.html

Io sono Malala di Yousafzai Malala

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Malala Yousafzai

Valle dello Swat, Pakistan, 9 ottobre 2012, ore dodici. La scuola è finita, e Malala insieme alle sue compagne è sul vecchio bus che la riporta a casa. All’improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Malala ha appena quindici anni, ma per i talebani è colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. Per questo deve morire. Ma Malala non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l’inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all’assemblea generale delle Nazioni Unite. Oggi Malala è il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere, ed è stata la più giovane candidata di sempre al Premio Nobel per la pace. Questo libro è la storia vera e avvincente come un romanzo della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all’educazione di tutti i bambini, il racconto appassionato di una voce capace di cambiare il mondo.

L’incipit del libro:

“Era martedì, il 9 ottobre 2012, non proprio il migliore dei giorni dato che eravamo nel bel mezzo degli esami e, se io che sono una secchiona non ero preoccupata, i miei amici si. Avevamo finito per quel giorno, ed ero stretta tra i miei compagni e gli insegnanti, sulla panchina del camion scoperto che viene usato come scuola bus. Non c’erano finestrini, soltanto spesse tendine di plastica che sbattevano ed erano troppo gialle e polverose per vedere fuori, e un francobollo di cielo sulla parte posteriore attraverso il quale ho intravisto un aquilone che volteggiava su e giù. Era rosa, il mio colore preferito. Vengo da un paese che è stato creato a mezzanotte. Quando sono quasi morta era passato da poco mezzogiorno.”

L’esperienza di alcuni studenti che hanno intervistato l’autrice del libro:
http://www.majno.net/online/online/wp-content/uploads/2014/04/STORIA-DI-MALALA.pdf

Io sono Malala, di Yousafzai Malala – Lamb Christina, Garzanti 2013

Lettura consigliata agli studenti delle classi II e III della scuola secondaria di I grado.

Letture consigliate “Storia di Iqbal”

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Un libro denuncia, contro lo sfruttamento del lavoro minorile

Nel libro è narrata una storia vera, quella di Iqbal Mashir, che venne assassinato in Pakistan a tredici anni dalla “mafia dei tappeti” per avere denunciato il suo ex padrone e avere contribuito a far chiudere decine di fabbriche clandestine e a liberare centinaia di bambini schiavi come lui. È il racconto della faticosa conquista della libertà materiale e morale da parte dei diseredati del mondo, e di una ribellione contro coloro che sembrano troppo potenti, troppo ricchi, troppo invisibili per essere toccati. Un romanzo di denuncia in bilico tra commozione ed indignazione, ma anche una storia di libertà e di aquiloni, di speranza e cocciuta memoria.

Francesco D’Adamo – Storia Di Iqbal

Età di lettura consigliata: da 12 anni (per le classi II e III medie)

Un libro consigliato agli studenti

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“Il razzismo spiegato a mia figlia” è libro semplice e chiaro di sole 62 pagine, pensato per i ragazzi dagli otto ai quattordici anni. E’ un romanzo scritto in forma di dialogo (domanda-risposta) dallo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun, pubblicato nel 1998 e tradotto in oltre 25 lingue.
Ben Jelloun, come noi, è convinto della possibilità e del dovere di educare i giovani ai valori del rispetto e della tolleranza.

Il razzismo spiegato a mia figl – Ben Jelloun Tahar

(consigliato agli studenti delle classi terze)

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La legalità raccontata ai ragazzi. Le indagini. La mafia. La corruzione. Le droghe. Il carcere.

Il libro in otto capitoli spiega come si combatte la criminalità: quali sono e come sono composte le forze dell’ordine, come si fanno le indagini, le nuove tecnologie utilizzate per trovare indizi e prove, come si fronteggia la mafia, in che modo viene mantenuto l’ordine pubblico durante le manifestazioni di massa, sportive, politiche o religiose, come si argina la diffusione delle droghe. Ogni capitolo è introdotto dal racconto in prima persona di vere esperienze vissute da Achille Serra (poliziotto, prefetto, politico Italiano): la scoperta di un covo mafioso sotto il piano di una doccia, la liberazione di un ostaggio rapito. Il testo, arricchito di immagini fotografiche o di illustrazioni, spiega poi nei dettagli i vari aspetti di ogni tema ed è ricco di informazioni e curiosità inedite su strumenti, tecniche e trucchi di un moderno investigatore. Un piccolo manuale che con semplicità parla di tutto ciò che può servire per mantenere la sicurezza di un paese moderno. Età di lettura: da 10 anni.

-Cliccare sul link, per leggere le prime pagine del libro in pdf: giuntiLegalitaragazzi

-Per approfondire l’argoento “droga” (anche audio) segui il seguente linK:  droga in breve

lettera a un bambino mai natoDurante le vacanze di Pasqua, ho letto un libro molto interessante, della famosissima scrittrice e giornalista Oriana Fallaci. Lei ha scritto molti libri, ma io né ho letto solo uno, ovvero “Lettera a un bambino mai nato”.
La storia di cui racconta questo libro, è ambientata negli anni 70, subito dopo la guerra in Vietnam e quella che fu denominata la rivoluzione sessuale; esattamente in questo periodo inizia a circolare tra la gente il pensiero che l’uomo e la donna per essere liberi non devono essere sposati, né devono avere la responsabilità di un figlio (infatti in questo periodo si calcolano migliaia di aborti).
La protagonista di questo racconto è una donna, alla quale l’autrice non da né un nome né un’età, dichiarando in numerose interviste che in questa si possono rispecchiare tutte le donne.
Questa donna resta incinta, e si mette contro tutti e contro la mentalità di quel tempo per tenere il bambino, al quale scrive e racconta tutti i fatti della vita, le cose belle e le cose brutte, gli racconta cos’è la libertà, il mondo. Ma in tutte le descrizioni, gli domanda sempre se sta facendo bene a lottare per darlo al mondo o se un giorno, questo bambino glielo rinfaccerà.
Continua così tra una lettera e l’altra a crescere nel suo grembo il feto, mentre lei immagina un bambino già formato, ma dopo alcuni mesi arriverà la triste e inaspettata notizia che cambierà il destino di questa donna, che pur capendo ciò che era successo e ciò che stava per accadere dice “Tu sei morto. Ora muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore mai ”.
E’ così che Oriana Fallaci chiude il libro, con un pensiero che al primo sguardo lascia intendere che la vita di un uomo è eterna, che dopo la vita terrena c’è qualcos’altro.
Non è così, per dare un significato a questa frase, bisogna conoscere Oriana e sapere che lei si definiva “atea cristiana”, ovvero non aveva fede, ma considerava la religione come un orizzonte culturale e morale. Lei non credeva né in Dio, né nel paradiso, né in un’altra vita, non aveva paura della morte e con quella frase intendeva solamente dire che se qualcuno muore per qualcun altro la vita continua, in poche parole il mondo gira ancora anche se qualcuno non c’è più.
Ho letto molto volentieri questo libro, la Fallaci ha un modo di scrivere stupendo, periodi brevi, considerazioni soggettive, assenza della paura di essere giudicata; nel libro sorgono tutti gli aspetti di Oriana, ma non solo quelli positivi, anche quelli negativi.
Lei vede il mondo come un enorme formicaio e dice che la libertà esiste solo quando si sta da soli … Per me non è così, non si può avere libertà stando da soli, o si può avere, ma una cosa è certa stando da soli non si ha la felicità, quella per cui l’uomo lotta ogni giorno.
Oriana in questo libro, non ha avuto, come sempre d’altronde, paura di descrivere la società di quel tempo con tutti i suoi difetti, mettendo in risalto (nel chiedersi se il bambino sarà maschio o femmina) la discriminazione nei due sessi: uomo superiore alla donna in tutto. Fortunatamente, oggi dopo cinquant’anni questa discriminazione nella nostra Nazione è quasi scomparsa, ma in alcuni Paesi orientali ancora esiste.
Pur non condividendo alcuni suoi pensieri, mi rendo conto che negli anni settanta essere una donna non era facile e quindi Oriana non concepiva questa sottomissione agli uomini, desiderava un mondo più libero, più sincero e soprattutto con meno ipocrisia da parte dei “potenti” che in molti Stati avrebbero potuto cambiare le cose, ma non hanno mai fatto niente per questo.

Maria Luisa Pangaro, classe III media Chiaromonte

Sguardi/ Sulla lettura

Daniel Pennac oggi festeggia 70 anni

“Quel che abbiamo letto di più bello
lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara.
Ed è a una persona cara che subito ne parleremo.
Forse proprio perché la peculiarità del sentimento,
come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire.
Amare vuol dire, in ultima analisi,
far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo.
E queste preferenze condivise popolano l’invisibile cittadella della nostra libertà.
Noi siamo abitati da libri e da amici”.

(Daniel Pennac, dal libro “Come un romanzo”)

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Un giorno la famiglia Millemiglia, composta da Gaia, Teo, papà Noè, mamma Adele e il loro adorato cagnolino Pulce, decise di partire, per visitare i meravigliosi monumenti d’Italia.
Partirono da Torino. Passeggiando in centro per le vie del cuore antico della città, ad un tratto, un’ imponente torre si stagliò di fronte ai bambini, che rimasero incantati con lo sguardo in alto, come a volersi arrampicare con gli occhi fino in cima. Era la Mole Antonelliana. Entrati dentro, fecero i biglietti per salire in ascensore fino al terzo piano, da lì fu possibile vedere tutto, tra cui le Alpi, il Po, la collina di Superga e il Parco del Valentino. Appena completarono il giro, tornarono nel loro camper per dirigersi verso Milano.
Il giorno seguente la famiglia era già alle porte della città, ai bambini apparve subito come una frenetica metropoli moderna nel pieno di una giornata afosa. Percorrendo Piazza Duomo, con la famosa galleria Vittorio Emanuele II e i numerosi negozi degli stilisti di alta moda, in fondo trovarono il Duomo, simbolo di Milano. Stupiti della bellezza esterna del monumento, entrarono dentro e salirono sul Duomo, da cui si vedeva il Pirellone, il Castello Sforzeso, la Basilica di Sant’Ambrogio e i Navigli. Finito il meraviglioso “viaggio” nel Duomo, tornarono nel camper e dopo aver mangiato un bel risotto e una bella cotoletta milanese, partirono pe Venezia, dove visiteranno il Canal Grande. Continua a leggere

bookb603Il libro che ho letto quest’estate s’intitola “Tra i Monumenti D’Italia” e parla della famiglia Millemiglia, che intrapende un viaggio in l’Italia, lungo le città d’arte e i suoi monumenti più importanti: dal Colosseo alla Torre di Pisa, dal Duomo di Milano alla Reggia di Caserta, dai Bronzi di Riace alla Valle dei Templi di Agrigento…
Lungo queste diverse tappe, la famiglia Millemiglia scopre tante cose nuove, ed io insieme a loro, come ad esempio che dal 1861 al 1860 Torino era diventata la capitale d’Italia, oppure che diversi secoli fa Pisa si trovava sul mare e fu una grande potenza marinara, ecc…
Con papà Noè, mamma Adele, Teo, Gaia e il cagnolino Pulce sono andata a visitare anche i simboli di diverse città: La Mole Antonelliana, simbolo di Torino; il Duomo, simbolo di Milano; il Ponte di Rialto, simbolo di Venezia e tanti altri ancora.
Questo viaggio, oltre ad essere stato molto educativo, è stato anche molto divertente, pieno di avventure!
Il libro mi è piaciuto molto… all’inizio mi sembrava un po noioso ma poi, leggendolo, mi ha trascinata sempre di più e si è rivelato sempre più divertente, perché questa famiglia combinava tanti guai, un po come me!
Insomma, più leggevo, più mi sembrava che ci fossi io dentro quella storia, e la cosa strana è che c’era anche una bambina che si chiamava Gaia come me!
Questo libro mi ha fatto conoscere inoltre tutte le ricchezze che conserva il nostro piccolo ma grande paese, e mi ha fatto venir voglia di visitare paesi nuovi, così da scoprirne le loro usanze.
Che dire, consiglio vivamente a tutti di leggere questo fantastico libro, soprattutto a chi ama viaggiare e a chi ha voglia di conoscere cose nuove.

Sergio Gaia
(Scuola Media Chiaromonte)

Segui il link per leggere le prime pagine del libro:
http://www.raffaelloeditrice.it/download/narrativa/Tra_i_monumenti_d%27Italia.pdf

Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry

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(Cliccare sulla copertina per leggere il libro)

Oggi è l’anniversario della scomparsa di Antoine de Saint-Exupéry (Lione, 29 giugno 1900 – mar Tirreno, 31 luglio 1944) scrittore e aviatore francese,  conosciuto nel mondo per essere stato l’autore del famoso romanzo Il piccolo principe, tradotto in duecentocinquanta lingue.

 

41t0Q6G+tgL._SY300_Quest’estate ho letto un libro, intitolato Tobia e l’Angelo di Susanna Tamaro. Questa storia mi è piaciuta, proprio perché tratta temi reali, come il disagio di una bambina che si sente un peso a causa dei continui litigi tra i genitori.
La protagonista del libro è una ragazzina di nome Martina, che vive in una grande casa con i suoi genitori. Martina, però, ritiene di non essere una bambina fortunata, perché pensa che i suoi genitori non le vogliano bene. La sola cosa che la rassicura è la presenza di suo nonno a cui è tanto legata. Martina con il nonno chiacchiera molto, il nonno le racconta tante storie interessanti, le dice che ogni cosa intorno a lei ha una voce e un’anima.
Per Martina il nonno è un secondo papà, anche perché il vero è sempre a lavoro. Il nonno, però, un giorno all’improvviso non si presenta a casa di Martina e lei comincia a pensare che anche il nonno non le vuole più bene.
Martina per questo è molto triste e sconsolata. I suoi genitori continuano a litigare come ogni giorno, finché entrambi vanno via di casa, lasciando sola Martina. La bambina, allora, dopo aver riflettuto, decide anche lei di scappare di casa.
Martina girovaga per giorni tra gente che non si cura di lei, finché incontra una barbona che la porta nel suo “castello”, una baracca vicino alla ferrovia dove viene anche cercata dalla polizia. Fuggendo, vede una figura vestita in maniera stravagante a cui chiede chi fosse, lui le riponde che è il suo angelo custode, che era venuto ad aiutarla e a spiegarle che non sarebbe mai più stata sola.
Martina, contenta di aver parlato con il suo angelo custode, si rincuora e riesce a tornare a casa, dove trova il nonno ad aspettarla. Il nonno le spiega che non è potuto andare da lei, perché ha avuto un brutto incidente e che i suoi genitori erano molto preoccupati e la stavano aspettando ansiosamente. Così che Martina corre subito da loro.

Maria Cervino
TeanaScuola Media di Chiaromonte, luglio 2014

(Classe IIA)

Letti da noi. Un giocattolo di nome Marco di Beppe Forti

marco2Quest’anno a scuola abbiamo letto il romanzo “Un giocattolo di nome Marco”, scritto da Beppe Forti. Questa storia mi è molto piaciuta e mi ha colpito sin dal primo istante.
Marco è un ragazzo di 12 anni molto sensibile, buono ma debole, ed è vittima di brutti scherzi da parte della “Banda Bassotti”.
Corrado è il capo-bullo del gruppo ed è lui che maltratta Marco più di tutti e nel modo più crudele. Oltre che con Marco, Corrado e la banda, se la prendono anche con Irina, una ragazza considerata diversa solo perchè viene da un altro paese e non parla bene l’italiano. Tra i due ragazzi nasce una forte amicizia, fondata sulla solidarietà e il rispetto reciproco. Il culmine del loro rapporto si raggiunge quando Marco, in preda alla disperazione, tenta il suicidio e Irina riesce a fermarlo, accorgendosi del fatto quasi per caso.
Questo mi ha colpito molto!
Corrado prova tanto gusto a maltrattare Marco e Irina, fino a quando lo scherzo degenera e i due ragazzi scappano, allora egli capisce la gravità delle sue azioni, ma è troppo orgoglioso per ammetterolo. Alla fine, Marco e Irina vengono ritrovati in viaggio per l’Ucraina, il Paese di Irina; Corrado viene mandato in un riformatorio e i compagni capiscono che non bisogna maltrattare chi appare diverso da noi.
Questa storia mi ha fatto riflettere molto sul fenomeno del bullismo.
Io non credevo che fosse possibile arrivare a tanta cattiveria e che chi fosse vittima di bullismo potesse sentirsi così male.
Ovviamente, sono daccordo con l’autore, che invia un messaggio molto chiaro attraverso questo libro: NO AL BULLISMO!!! Continua a leggere

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“Scegliamo il nostro mondo successivo in base a ciò che noi apprendiamo in questo.
Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima, con le stesse limitazioni”

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da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-79951?f=w:278>

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