Quest’estate, ho letto un romanzo, appartenente alla collana dei “Classici”, “Il Mago di Oz”, di Lyman Frank Baum.
Questa storia mi ha molto appassionata, emozionata e fatto riflettere su alcuni aspetti della vita.
Dorothy è una bambina che vive, in compagnia degli zii e del cagnolino Totò, nelle grandi praterie del Kansas. Un giorno, in seguito ad un uragano, la casa, con Dorothy e Totò dentro, viene scaraventata in un regno fantastico, il Meraviglioso Regno di Oz. Qui, Dorothy, incontra alcuni personaggi un po’ strani, che le consigliano di andare dal Mago di Oz per ritornare a casa. Le dicono, inoltre che per raggiungere la Città degli Smeraldi, dimora di Oz, deve seguire la strada di pietre gialle. Durante il cammino, la bambina, accompagnata da Totò, incontra alcuni esseri, non umani, anch’essi desiderosi di vedere Oz. Il primo è lo Spaventapasseri, che vuole un cervello, per non essere tanto stupido; a seguire, il Boscaiolo di Latta, che vorrebbe ricevere un cuore per amare; in ultimo, il Leone Codardo, che desidera essere coraggioso, per affrontare le difficoltà della foresta.
La nuova compagnia affronta il viaggio verso la Città degli Smeraldi, ostacolata della perfida Strega dell’Ovest, che manda altrettanto perfide creature per distruggerli.
Fortunatamente, riescono a cavarsela e raggiungono Oz. Qui, vengono ricevuti dal Mago e ospitati da quest’ultimo.
Oz, dopo aver ascoltato la compagnia, acconsente alle loro richieste, ma solo dopo la morte della perfida Strega.
Allora l’allegra compagnia si mette in viaggio verso Ovest.
La Strega riesce ad imprigionare i cinque amici. Continua a leggere →