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“after words: visual and experimental poetry in little mags and small presses, 1960-2025”: exhibition and book

After Words: Visual and Experimental Poetry in Little Magazines and Small Presses, 1960-2025, (catalogue and exhibition), Curated by Steve Clay and M. C. Kinniburgh of Granary Press, The Grolier Club, New York, NY, April 23 – July 26, 2025
[from garadinervi & Granary Books]

Clay, Steve and M.C. Kinniburgh:

AFTER WORDS: VISUAL AND EXPERIMENTAL POETRY IN LITTLE MAGAZINES AND SMALL PRESSES, 1960–2025

Granary Books, 2025. Item #3913

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10.75 x 8.25 in., 232 pp. smyth-sewn in wrappers. Printed full color.

This book offers a visual and thematic journey through avant-garde, concrete, visual, and experimental poetics as they appeared in ephemeral little magazines and small press publications from the 1960s onward. This book serves as an exhibition catalog for After Words: Visual and Experimental Poetry in Little Magazines and Small Presses, 1960–2025 from April 23rd to July 26, 2025, at The Grolier Club exhibition in New York City. [«The exhibition presents a wide range of international works with approximately 150 publications, including Assembling, Kontexts, Poor.Old.Tired.Horse., blewointment, Rhinozeros, The Marrahwanna Quarterly, Granary Books, Something Else Press, Edition Hansjörg Mayer, Ou, and Stereo Headphones. Poets presented include Cecilia Vicuña, bpNichol, Johanna Drucker, Tom Phillips, Emily McVarish, d.a. levy, Mirtha Dermisache, and Philip Gallo among many others»]

Small presses include: 7 Flowers Press, Agentzia, Anabasis, Asylum’s Press, Ayizan Press, Beach Books Texts & Documents, Beau Geste Press, blewointmentpress, Burning Press, C Press, Chax Press, Coach House Press, Edition Hansjörg Mayer, Edizioni Geiger, Expanded Media Editions, Fleye Press, Goliard Press, Grabhorn-Hoyem, Granary Books, Druckwerk, Hawk’s Well Press, Heiner Friedrich, The Hermetic Press, Hermetic Gallery, John Martin, Joseph Melzer Verlag, Kickshaws, Kontexts Publications, Letter Edged in Black Press, Luna Bisonte Productions, Membrane Press, Milano: East 128, New Wilderness Foundation, Nietzsche’s Brolly, Nova News, Open Book, Openings Press, PANic Press, Phenomenon Press, Poltroon Press, Renegade Press, Roaring Fork Press, Scorribanda Productions, Seedorn Verlag, Seripress, Siglio Press, Station Hill, Tarasque Press, Tetrad Press, Visual Poetry Workshop National Poetry Society of London, Wild Hawthorn Press, and Xexoxial Editions.

Little magazines include: “before your very eyes!”, A: An Envelope Magazine of Visual Poetry, Abracadabra, Alcheringa, Anti-Isolation, Approches, AQ, Assembling, Blank Tape, Bulletin From Nothing, Cenizas, Diagonal Cero, E pod, Fruit Cup, Ganglia, Geiger, Gnaoua, Industrial Sabotage, Interstate, Journeyman, Kaldron, Klacto 23, Kontakte, Kontexts, Kroklok, L=A=N=G=U=A=G=E, Libellus, Life Begins with Love, Lines, Lost and Found Times, Lost Paper, Mini, New Wilderness Letter, Pages, Poor.Old.Tired.Horse., Rawz, Revue OU, Rhinozeros, Sammelband Futura, Schmuck, Shi Shi: Concrete & Visual Poetry, Signal, Soft Need, Sondern, Spanish Fleye, Stereo Headphones, Taproot Reviews, The Acts: The Shelf Life, The Difficulties, The Improbable, The Insect Trust Gazette, The Marrahwanna Quarterly, The San Francisco Earthquake, The Subtle Journal of Raw Coinage, Toothpick Lisbon & the Orcas Islands, Unarmed: Adventurous Poetry Journal, UNI/vers(;), WhiteWalls, Xerolage, and xtant.

un ricordo di maurizio spatola, di giovanni fontana

Giovanni Fontana

MAURIZIO SPATOLA
(scomparso oggi, 29 marzo 2022)

Negli ultimi tempi, quando lo sentivo al telefono, non mancava mai di soffermarsi sull’elenco degli amici scomparsi: tristi e dolorosi aggiornamenti che riportavano indietro nel tempo, agli anni eroici delle avventure sperimentali del sessanta e settanta. In quelle occasioni, con spirito patafisico, s’accendevano macabre autoironie. Maurizio era nato come me nel 1946, tra le macerie della guerra. Lui il 2 ottobre, io il 27 giugno. Era pertanto più giovane di me e, a suo parere, anche più fortunato, perché essendo cieco, invece di andare bighellonando da una performance all’altra, aveva più tempo per pensare!

Maurizio era nato a Stradella, in provincia di Pavia. Era il secondo dei fratelli Spatola, con i quali aveva condiviso le passioni letterarie: Adriano (1941- 1988) e Tiziano (1951). Viveva a Sestri Levante, sulla Riviera Ligure; ma di quella Riviera non poteva più percepire lo splendore da più di vent’anni. Nonostante tutto continuava a coltivare l’interesse per la poesia concreta e visiva, facendosela raccontare dalle sue assistenti volontarie, che andavano ad aiutarlo per tenere in vita il suo sito, Archivio Maurizio Spatola (http://www.archiviomauriziospatola.com), nel quale pubblicava i documenti, talora rarissimi, prodotti nelle aree della ricerca poetica a partire dalla metà degli anni sessanta, fino alla fine del secolo scorso, con particolare riguardo alla vita e all’opera di suo fratello Adriano, alle edizioni Geiger, alle riviste “Tam Tam” e “Baobab”. Generalmente arricchiva i materiali con schede informative e commenti personali, come amava fare per sottolineare l’attualità di quello che definiva “sperimentalismo raramente rimasto fine a se stesso, ma apportatore invece di una salutare ventata innovatrice”.

Aveva studiato a Bologna, dove aveva frequentato il liceo classico “Galvani” e dove aveva frequentato la famosa “Osteria dei Poeti”, punto di ritrovo di giovani artisti e ricercatori. Lì aveva conosciuto, tra gli altri, Giorgio Celli, Miro Bini, Carlo Marcello Conti (poi fondatore delle edizioni Campanotto), Patrizia Vicinelli, e lì nacque “Bab ilu”, la prima testata spatoliana.

Ma il territorio privilegiato della sua attività artistica, giornalistica e editoriale è Torino, dove, ventenne, frequenta lo “Studio di Informazione Estetica”, fonda con Adriano nel 1968 le edizioni Geiger, per le quali cura le storiche antologie e vara la testata “Tam Tam”, diretta da Adriano e da Giulia Niccolai, e inizia la collaborazione con il quotidiano “La Stampa”. Si appassiona alla poesia concreta e pubblica su riviste internazionali, tra le quali ricordo “Chicago Review” (USA), “Ovum” 10 (Uruguay), “La Battana” e “Signal” (Jugoslavia), “Approches” e “Doc(k)s”, rispettivamente dirette da Bory e Blaine (Francia). In Italia pubblica su varie testate sperimentali, in particolare su “Quindici” e “Tool”. Partecipa ad antologie di settore e prende parte ad eventi performativi come “Parole sui muri” a Fiumalbo, nel 1967.

La sua passione lo tiene impegnato sul fronte letterario, anche se la sua vita è segnata profondamente dalla distrofia muscolare del suo primogenito Gabriele, che, dopo anni di stenti, se ne va, ventiduenne, nel 1993.

Tuttavia ha la forza di riprendere il suo lavoro di promotore culturale: nel 1996, cura con Arrigo Lora Totino l’ultima delle antologie “Geiger”, interamente dedicata alla memoria di Adriano e nel 1997 propone, sempre con Lora Totino, “Gli anni di Geiger”, una rassegna documentaria, presso la Biblioteca Comunale di Ferentino (Fr). La mostra, da lui rivista e ampliata, è riproposta a Ravenna, presso la Biblioteca Classense, nel 2014, con il titolo “Edizioni Geiger (1967-1979). Sperimentazione permanente”.

Le collaborazioni letterarie, comunque, si susseguono nel tempo, ma con difficoltà, soprattutto a causa della perdita della vista, che non gli consente una totale autonomia.

Purtroppo negli ultimi tempi lo aggredisce un tumore alla lingua. Oltre alla vista, perde la parola. Nella sua ultima telefonata a stento ho compreso il nome degli amici che voleva salutare.

Ricoverato alle Molinette di Torino, aiutato da suo figlio e da sua nuora Caterina Mion, infermiera in quell’ospedale e amorosa portavoce, pubblica il suo ultimo messaggio su Facebook il 15 marzo:

«Da diversi giorni sono ricoverato a Torino per un tumore alla lingua, mi trovo al momento nel reparto di radioterapia delle Molinette e mi appresto ad affrontare un ciclo di trattamenti per ridurre l’entità di questo sgradito ospite.
La situazione non è semplice, ma ho qui vicino a me la mia famiglia, che mi supporta e non mi lascia solo neppure un giorno.
Mio figlio Davide tiene i contatti con alcuni di voi, con altri ho scambiato dei messaggi, ma non posso parlare perché uno degli ostacoli è una tracheotomia che ho dovuto fare per la mia sicurezza e mi trovo ancora in una fase in cui non riesco a gestire la voce.
Il morale tiene e io voglio affrontare tutto questo lottando come un toro e senza mai mollare un centimetro.
Vi abbraccio tutti».

Questa mattina se n’è andato. Ha lasciato Davide, Caterina, le nipoti Carlotta e Valentina e tutti coloro che si ricordavano ancora di lui.

Nella foto: Maurizio con un gruppo di artisti intervenuti alla mostra “Edizioni Geiger (1967-1979). Sperimentazione permanente” (Ravenna, 2014).

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