lavoro (al)la carta e sempre a una parola in meno, per misura di /…/ forse – non proprio possibile, sia chiaro – che poi è lo stesso buio dietro la penombra, lo aveva detto qualcuno, qualcuno che ha vissuto la campagna -come le stesse parole che non hanno ancora un significato un migli(ai)o di significanti magari epperò – insomma, non voleva mica essere un’autobiografia improbabile, è che finora ero rimasto anonimo qui fra i cappelli e gli inni – ecco, piacere mio, a voi, due tre lettori, o brillori.
giamdepie@gmail.com


8 commenti
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Maggio 6, 2013 a 4:16 am
poetella
forse, adesso, tre quattro…
Maggio 11, 2013 a 8:47 am
giadep
grazie!
novembre 12, 2014 a 5:51 am
christiantito
Facciamo 5 dai 😉
novembre 12, 2014 a 9:35 am
giadep
non diamo i numeri, che è meglio 🙂
dicembre 10, 2014 a 10:43 am
christiantito
Mio padre era un ingegnere e i figli degli ingegneri danno sempre i numeri 😉
dicembre 10, 2014 a 12:09 PM
giadep
eheh, allora capisco! Ci sono momenti in cui si debbono davvero prendere i numeri, come le iniziative! A proposito, so di un tuo bellissimo libro con le care edizioni L’arcolaio, il caro Gianfranco. Me ne procurerò una copia presto, sono molto curioso! Di Ruscio, con la sua scrittura, chiama da tempo. Come avere un tuo indirizzo email?
dicembre 16, 2014 a 10:48 PM
christiantito
Giampaolo sei molto gentile, il mio indirizzo mail è chrito75@gmail.com , ti aspetto così mi segno anche io il tuo. Un caro saluto