Lei se ne andò come il bifolco lascia il fondo all’imbrunire.
Una manciata di angosce le sue tragiche messi.
Comprai una girandola quel giorno, ricordo molto bene.
La riposi nel naso di un cavallo baio.
Evviva l’otorina abbondanza!
Evviva il vento
che qui non soffia più.
E la girandola è una fissandola ormai.
Per strabici equini psichedelici.
Qui non passa più il treno.
e l’unico suono è il garzoncello scherzoso
che cade correndo
e si trafigge il petto.
Rapido ansima concitato.
Poi muore.
Per fortuna è solo un sogno…
questa breve vita d’umano.