Anno da Macro P

Umanità, risacca, anima.

  • Perchè?

Re(me)mbran(d)t

Pubblicato da favorevoldittongo in 14/03/2012
Pubblicato in: Risacca. Lascia un commento

Rendo un’immagine

a chi mi regalò un colore.

O forse era un calore,

penso,

denso.

Giallo insoluto.

Edonismo Nichilista

Pubblicato da favorevoldittongo in 05/03/2012
Pubblicato in: Umanità. Lascia un commento

Percorso da rabbia canina

non ebbi rimorsi

ma morsi

e il frutto proibito!

L’ameba di Adamo.

La cellula madre.

E caddero

Come cimici morte

Le ultime candide vesti.

 

Eburneo animale ghigno

Angelico spasmo mefistofelico.

Mi fusi in me.

Metafisica parvenza.

Carne marcia.

Anima terrorifica.

Ignobile cannibale.

Famelica fiera.

 

 

In un solo fragore di fauci

 

mi divorai.

Durante (un participio assente)

Pubblicato da favorevoldittongo in 05/03/2012
Pubblicato in: Anima. Lascia un commento

Lei se ne andò come il bifolco lascia il fondo all’imbrunire.

Una manciata di angosce le sue tragiche messi.

Comprai una girandola quel giorno, ricordo molto bene.

La riposi nel naso di un cavallo baio.

Evviva l’otorina abbondanza!

Evviva il vento

che qui non soffia più.

E la girandola è una fissandola ormai.

Per strabici equini psichedelici.

 

Qui non passa più il treno.

e l’unico suono è il garzoncello scherzoso

che cade correndo

e si trafigge il petto.

Rapido ansima concitato.

Poi muore.

 

Per fortuna è solo un sogno…

 

questa breve vita d’umano.

 

 

 

Immoto (traslando trasalendo)

Pubblicato da favorevoldittongo in 05/03/2012
Pubblicato in: Risacca. Lascia un commento

Venne al mio cospetto.

Con la baldanza della bestia orrenda.

Meretrice d’animo.

Puttana di intenti.

Amai le sue labbra protese.

Protrusi tentacoli morti.

Gli occhi di vetro angoscioso.

Sudava afrori nefasti.

Mi spense l’ultima sinapsi.

Contrita,

si ritirò in me.

La noia.

 

 

Apocalipnosi #1

Pubblicato da favorevoldittongo in 05/03/2012
Pubblicato in: Umanità. Lascia un commento

Mi svegliai dunque.

Il bagliore della notte mi affollò l’esofago.

Tumulto di tenebra feroce

mi avvinse.

Che il mondo era finito da tre giorni.

E i nostri corpi luride carcasse.

Inutile carbonio.

Come quattro giorni fa.

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