si può perdere la vita a seguito della lite per un parcheggio e il malfunzionamento di un caricabatteria è in grado di ingenerare una versione tascabile di disturbo da stress post-traumatico a corollario di astinenza digitale ma un’armocromia inaccurata nella scelta dell’abbigliamento ti precipiterà nell’imbuto di un maelstrom entactogeno dissociativo dalla cui prospettiva riuscirai finalmente a vedere alla luce dissezionante del sole quell’infinitesimo dettaglio che dimostra come ci sia qualcosa di profondamente inesatto nel mondo e tu e chiunque altro come avete fatto a non accorgervene prima anche se adesso che ne hai preso consapevolezza è troppo tardi per svincolarti dalle maglie del beam sweeping 5G che legano il palmo della tua mano all’antenna locale della cella e attraverso ragnatele di fibre ottiche si impennano su ponti radio fino a rimbalzare su orbite geostazionarie di satelliti per poi tuffarsi nelle profondità oceaniche lungo cavi sottomarini drogati con erbio che affondano e affondano giù fino alla terapia intensiva di R’lyeh dove immerso nel suo coma farmacologico Cthlulhu sogna di attendere il suo momento e se non presterai la dovuta attenzione proprio il tuo impercettibile strattone potrebbe essere decisivo per svegliarlo nel qual caso non ti sarà servito a niente aver notato che i tappi dei barattoli di marmellata e dei tubetti di dentifricio non si avvitano in senso antiorario come invece nell’emisfero boreale dovrebbero fare i vortici dei tornado tranno uno di recente in Oklahoma e quelli dell’acqua che si porta via i frammenti epiteliali e cheratinici della tua individualità sgretolata nello scarico del lavandino ma non sempre l’effetto Coriolis si degna di essere efficace e queste potrebbero essere prove inquietanti a sostegno della teoria della terra piatta oppure sarà stata altrettanto inutile l’agnizione che la simmetria levogira degli amminoacidi delle proteine di tutte le forme di vita conosciute induca il sospetto che le suddette forme di vita non fossero esattamente preventivate nel manuale d’uso rilasciato dal produttore – così che la chiralità ovvero la proprietà – che non può non risultarti dolorosamente familiare ogni volta che ti trovi davanti a una superficie riflettente – che impedisce a un oggetto di essere sovrapponibile alla sua immagine speculare ancora una volta resterà inspiegata
(inedito)
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L’uso della letteratura per spiegare la realtà è una modalità antica, precedente al consolidarsi della scienza tecnologica come pratica conoscitiva primaria. In questo flusso in prosa di Lipari, che per tutta la sua lunghezza non è che una premessa “argomentativa” all’asserto finale (unico evidenziato dallo stacco del trattino), che dichiara la «chiralità» «inspiegata», sembra riattivarsi questa antica tensione, della illustrazione scientifica per via letteraria. In quanto post-mitologica e successiva a Galileo, però, la letteratura contemporanea non può assumere questo compito pacificamente, e ciò che leggiamo, perciò, non assomiglia davvero a una spiegazione – più all’indicazione della sua assenza. Questo si osserva non semplicemente nell’«inspiegata» che chiude il testo, ma, più profondamente, nelle caratteristiche generali che del testo sono proprie: l’assenza di punteggiatura e il deragliamento della sintassi confermano l’esondazione del discorso argomentativo da se stesso, l’uso del “tu” parla di un coinvolgimento in senso lato soggettivo, i termini prettamente scientifici («entactogeno», «coma farmacologico»…) appaiono straniati e le allusioni a un certo immaginario pop e internetico («Chtulu», «maelstorm», «R’lyeh», «terra piatta», «5G»…) testimoniano come il flusso sia composto da citazioni e richiami; che sia – anche – un discorso che dice del discorso.
A.F.P.










