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Progress Launch, Baikonur

Progress Launch, Baikonur (Photo credit: alexpgp)

Spazio, diciannove anni dopo. La notizia che il governo di Sua Maestà starebbe pensando di avviare il progetto per uno spazioporto in Scozia, da aprire ai voli commerciali già a partire dal 2018, non è poi così peregrina come potrebbe sembrare (a patto di sorvolare sull’indecente fantasia dei titolisti italiani). L’industria spaziale britannica vale già oggi 12 miliardi di euro all’anno: cifra che, se da un lato rappresenta ancora una virgola di un PIL stimato in circa 2.500 miliardi di euro, è al contempo abbastanza promettente per ragionare su uno sviluppo che di qui al 2040 la porti a valere oltre il triplo, attestandosi sul 10% del valore mondiale del settore.

Il proposito è più che velleitario. Anche se il turismo spaziale dovesse restare un business d’élite, la crescente presenza umana nell’orbita circumterrestre dovrebbe provocare una ricaduta intensa su tutto l’indotto: dall’approvvigionamento di beni di prima necessità ai servizi. Basta buttare lo sguardo appena più in là per cominciare a intravedere un’espansione commerciale in piena regola, richiamata oltre che dall’esclusività della location anche dalla promessa di risorse minerarie in quantità tale da innescare la nuova corsa all’oro.

Forse lo sviluppo della Nuova Frontiera sarà dopotutto prosaico e sporco (di olio, se non di polvere) come quello della frontiera che ci siamo lasciati alle spalle, cavalcando verso ovest. E secondo alcuni sarà azzardato impostare questa rincorsa su tempi così brevi. Ma saper guardare al futuro per coglierne le opportunità è forse la migliore attitudine in un periodo di crisi. Dal momento che i maggiori spazioporti aperti ai voli privati sono oggi situati in località di non facilissima accessibilità, pensare di costruire il primo spazioporto europeo a un’ora di volo da Londra potrebbe assicurare, al di là di un pur atteso ritorno d’immagine, un posto in prima fila nello sfruttamento di un mercato completamente vergine. E probabilmente provvisto di un potenziale senza precedenti nella storia dell’umanità.

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Questo blog appartiene a Giovanni De Matteo, anche conosciuto per i vicoli della rete come X. Nel 2004 è stato tra gli iniziatori del connettivismo. Legge e guarda quel che può, e se riesce poi ne scrive. Si occupa soprattutto di fantascienza e generi contigui. La sua passione è sondare il futuro attraverso le lenti della scienza e della tecnologia.
Dopo Corpi spenti e Karma City Blues, il suo ultimo romanzo è anche il primo: s'intitola Ricordi proibiti.

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