Libri

“Note a margine del mio dolore”

di Gabriele Ottaviani

Note a margine del mio dolore, Cinzia Cognetti, HarperCollins. Eva è una giovane praticante avvocata che vive a Roma ma deve tornare a Bari perché il padre ha deciso di vendere la villa di famiglia: è lì che la travolgono i ricordi, soprattutto quello che le fa più male, quello della mamma, morta troppo presto. In quella casa tutto le parla di lei, che deve scegliere cosa buttare, cosa conservare, e che trova un diario nascosto che rivela un amore segreto e un passato che Eva non sapeva esistesse, intrecciato con un uomo di nome Fabio e con gli orrori dell’assedio di Sarajevo. Per Eva è l’inizio di un cambiamento deflagrante: emozionante e intenso, è un gioiello sin dal titolo.

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Libri

“Un nido sicuro”

di Gabriele Ottaviani

Un nido sicuro, Roisín O’Donnell, HarperCollins. Traduzione di Beatrice Masini. Magnifico sin dalla copertina, ben scritto, ben confezionato, ben caratterizzato, il romanzo si apre in un luminoso pomeriggio primaverile a Dublino nella casa tranquilla e nella serena esistenza di Ciara Fay: il marito è tornato dal lavoro e si fa la doccia, le sue due figlie giocano e il terzo è nel suo grembo. In un attimo però afferra una manciata di vestiti dallo stendino, carica le sue due figlie in macchina e se ne va. Senza risparmi, senza lavoro, lontana dalla famiglia d’origine, alla deriva: come fare ad andare avanti? Come fare a salvarsi? Travolgente e trascinante, violento come una trappola emotiva, ammaliante.

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Libri

“Il buon male”

di Gabriele Ottaviani

Il buon male, Samanta Schweblin, Einaudi. Traduzione di Maria Nicola. Raramente una raccolta di racconti, elegante sin dal titolo, efficace ossimoro, è così bella, magnetica, magnifica, ricca, ampia, intensa, profonda, avvincente, dotta, densa, entusiasmante, perturbante, simbolica, allegorica, sontuosa, prepotentemente originale: Schweblin, indagando con maestria e sapienza il mistero dell’esistenza e la presenza perenne della morte, che però sovente viene ignorata, quasi dimenticata, messa da parte, rimossa, temuta ma accarezzata, dà vita a una commedia umana policroma viepiù impreziosita da una pinacoteca di personaggi riuscitissimi che con una prosa lieve e raffinatissima ritraggono la condizione umana in tutte le sue complesse sfumature. Da leggere: impeccabile e imperdibile.

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Libri

“Padri nostri”

di Gabriele Ottaviani

Padri nostri, John Niven, Einaudi. Traduzione di Marco Rossari. Dan è uno sceneggiatore frustrato ma di successo finalmente diventato papà, Jada un piccolo criminale di quartiere che non giudica il prossimo, vive tra droga, alcol ed espedienti e ha appena avuto il suo sesto figlio. Non hanno niente in comune, se non il fatto di essere due personaggi meravigliosi, ma si incontrano in ospedale a Glasgow e nasce un legame. Quando su Dan si abbatte un dolore insopportabile, è Jada che, a modo suo, gli tende una mano. Per salvarlo. Per salvarsi. Un capolavoro totale.

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Libri

“Figli per i Bastardi di Pizzofalcone”

di Gabriele Ottaviani

Figli per i Bastardi di Pizzofalcone, Maurizio De Giovanni, Einaudi. È una calda notte di luglio quando un’automobile investe, ben lontano da casa, il noto medico patologo napoletano Francesco Cascetta e scompare. Nessuno ha visto niente, ma di certo non si è trattato di un incidente: il caso è affidato ai Bastardi di Pizzofalcone, abili tanto quanto scombiccherati. Impossibile non amarli, e questo nuovo romanzo che li vede protagonisti si legge in modo travolgente. Da non farsi sfuggire.

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Libri

“La vendetta è un ballo in maschera”

di Gabriele Ottaviani

La vendetta è un ballo in maschera, Francesca Crescentini, Einaudi. Un anno in compagnia del romanzo più bello che esista, Il conte di Montecristo: questo è il tema del libro di Crescentini, commovente, emozionante, originalissimo, un esordio brillante e intelligente, un viaggio stupefacente, salvifico e ironico tra le pagine e non solo che ha per protagonisti il geniale e inesorabile Edmond Dantès e Alexandre Dumas, la cui esistenza non ha avuto proprio niente da invidiare alle trame dei suoi formidabili e irresistibili libri, un atto d’amore per la letteratura, l’immaginazione e la fantasia: da non perdere.

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Libri

“Il custode”

di Gabriele Ottaviani

Il custode, Niccolò Ammaniti, Einaudi. Nilo Vasciaveo ha tredici anni e vive in un borgo sperduto della Sicilia vicino al mare insieme alla mamma e alla zia. Ufficialmente si occupano di lavorare e rivendere marmo ma in realtà sono i custodi di un segreto addirittura millenario e spaventoso. L’equilibrio, già precario, viene sconvolto dall’arrivo in paese di Arianna, bella e alla deriva, e della figlia Saskia: per Nilo è una rivelazione. Romanzo di formazione, amore, sacrificio e dolore, è un viaggio vorticoso nello meandri dell’anima. Potentissimo.

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Libri

“Marea”

di Gabriele Ottaviani

Marea, Laura Nicchiarelli, 66thand2nd. Nico ha cinque anni e scompare per sette ore dalla spiaggia di Punta Ala: dopo anni sua zia decide di invitarlo con alcuni amici che hanno condiviso quelle ore di angoscia nella casa di famiglia affacciata sul mare, con la pineta alle spalle, immersa nel frinire delle cicale, in cui per tutta la fine della settimana i sei si muovono con ostentata leggerezza cercando di non farsi travolgere dal passato. In quella casa piena di oggetti c’è una vecchia cartolina. A trovarla è uno degli ospiti, Leo, sceneggiatore in crisi creativa e di coppia che vorrebbe iniziare finalmente il suo romanzo e che invece il destino cambia completamente. Vecchie ferite si riaprono, e… Commovente, delicato ed emozionante, da leggere.

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Teatro

“La sorella migliore”

di Gabriele Ottaviani

Vanessa Scalera, Alessandro Tedeschi, Aurora Peres e Michela Martini sono gli eccellenti protagonisti, in scena fino a domenica, per la regia di Francesco Frangipane, nella splendida cornice del Teatro Vascello, uno dei capisaldi della cultura a Roma e non solo, nella cui platea per la sera della prima oggi si sono seduti anche volti noti e artisti di gran pregio come, solo per fare qualche esempio, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni e Giorgio Marchesi, con La sorella migliore di Filippo Gili, una pièce splendida, violenta, sfidante, intensa, originale e al tempo stesso ricca di riferimenti, emozionante, potente, profonda, perturbante, deflagrante, vibrante, mai retorica, un atto unico di novanta minuti circa che appaga e tiene col fiato sospeso, ben scritto, ben allestito, ben diretto, ben interpretato, che indaga il senso di colpa e le disfunzionali relazioni familiari. Da non perdere assolutamente.

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Libri

“Colei che resta”

di Gabriele Ottaviani

In questi giorni sto pensando molto al perdono. Penso che troveremo pace per le nostre anime quando ci perdoneremo tutto. Ma prima la verità. Perciò te lo chiedo di nuovo: cos’è successo nella latteria quella sera che hai fatto tardi?

Colei che resta, René Karabash, BEE, traduzione di Giorgia Spadoni. Il romanzo è splendido, violento e memorabile, e racconta la storia vera, originale e simile a tante, di Bekià che vive sulle montagne dell’Albania in una comunità viscerale, ancestrale, atavica, feroce e sanguigna, regolata dal senso del dovere e dal patriarcato, dove il valore di una donna si misura in buoi, ama segretamente una ma deve sposare un uomo. Non ha alternative per provare a essere libera se non fare voto di castità e diventare così una vergine giurata, come ricordano anche un bel libro e un bel film: il suo nuovo nome, maschile, è Matja, e la famiglia, di fatto, esplode. Ma… Travolgente e maestoso. 

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