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“AS3”

di Gabriele Ottaviani

AS3, Valerio Callieri, Fandango. Anna è stata una trafficante internazionale di cocaina e si trova nel carcere di Rebibbia, il più popolato d’Italia, priva di tutto, specialmente della libertà e della figlia adolescente Veronica, che non vuole più avere nulla a che fare con lei e non vuole ascoltare la sua versione della storia. Con l’intento di rivelargliela coinvolge altre due detenute, che condividono le proprie vicende e i propri sentimenti. Nato da un laboratorio di scrittura tenuto in prigione dall’autore, il romanzo è scabro, intenso ed emozionante. Da leggere.

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“Non ti fidare”

di Gabriele Ottaviani

Non ti fidare, Claudio Fava, Fandango. Dopo la morte della madre, Stella Carnevale vive in Italia con il padre, un colonnello argentino in pensione. Insegna geografia alle medie e si ribella alla sua rigida formazione dedicandosi occasionalmente a incontri a pagamento con pochi, selezionati clienti, conducendo tutto sommato una neghittosa routine almeno finché il padre non scompare e due poliziotti le chiedono di presentarsi l’indomani in commissariato. Scopre così una verità devastante: come tanti, Stella è figlia di due giovani oppositori passati per il centro clandestino di tortura dell’Esma, la famigerata Escuela de Mecánica de la Armada. Serve solo un esame del suo Dna per dimostrare che il colonnello Carnevale non è suo padre, l’uomo che l’ha cresciuta, che l’ha amato riamato, che ha fatto morire i suoi genitori biologici. Ma… Straziante, necessario, scritto in stato di grazia. Da non perdere. 

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“Il tempo degli inganni”

di Gabriele Ottaviani

Il tempo degli inganni, Elena Zucchi, Arkadia. Arianna Radice è una psicoterapeuta milanese quarantenne dalla storia personale non semplice che vive nel quartiere Martesana dove è cresciuta con zia Bertilla, decisamente sui generis, dopo essere rimasta orfana a quattordici anni. Un giorno arriva un nuovo paziente che scopre essere il marito di Malena Malè, sua migliore amica del liceo, quando poi il legame si è rotto in modo brusco e doloroso. Arianna torna così indietro nel tempo, alla sua adolescenza traumatica, alla morte dei genitori di cui si attribuisce la colpa. Scatta dunque in lei un morboso desiderio di vendetta nei confronti della ex migliore amica, e… Destabilizzante e potente. 

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“La peccatrice”

di Gabriele Ottaviani

La peccatrice, Elizabeth Fremantle, Pienogiorno, traduzione di Sara Puggioni. Beatrice Cenci è uno dei personaggi storici più interessanti, discussi, controversi, misconosciuti e fraintesi che si conoscano, e di cui Fremantle fornisce un interessante ritratto, avvincente, appassionato e appassionante. Giovane figlia di una nobilissima casata, è brillante e indomita ma il suo destino è, o almeno pare, già scritto, come per la gran parte delle donne della Roma di fine Cinquecento, che, nei lussuosi palazzi come nelle dimore più umili, vivono esistenze invisibili e silenziose, piene di sogni frustrati. Alla morte del fratello, che viene ucciso da una casata rivale, il dispotico, paranoico, opprimente e perverso padre la isola, insieme al resto della famiglia, a La Rocca, un inaccessibile castello fortificato, in cima a una vetta, a giorni di viaggio dalla capitale. Insofferente, la sorte ha però in serbo per lei progetti che cambieranno ogni cosa drammaticamente… Intenso. 

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“Il ricamo”

di Gabriele Ottaviani

Il ricamo, Sigrún Pálsdóttir, Bompiani. Tragicomico, picaresco, rocambolesco, delicato, dolce, tenero, umanissimo Bildungsroman con una protagonista eccezionale, ambientato sullo sfondo di un’Islanda avviata verso l’indipendenza e di una New York tentacolare e frenetica, il romanzo di Sigrún Pálsdóttir è di bellezza travolgente e parla di patrimoni culturali, memoria, identità e non solo. Reykjavík, fine Ottocento: Sigurlína è una giovane vivace che fa ricami meravigliosi, opere d’arte. Oltretutto vivendo con il padre vedovo si occupa della casa e lo affianca nel suo lavoro di ricerca e catalogazione di antichi manufatti islandesi e nell’accoglienza di studiosi provenienti dall’estero. Durante una di queste visite matura l’impulso di fuggire per scoprire il mondo. Entrata per caso in possesso di un reperto di enorme valore, si imbarca per New York decisa a usarlo come moneta di scambio con un ricco collezionista. Ma… Magnetico e magnifico.

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“El hombre”

di Gabriele Ottaviani

El hombre – Le origini della frontiera americana, Guillermo Arriaga, Bompiani. Traduzione di Pino Cacucci, ottima. Sei voci, sei momenti, una vita, la brutalità dell’animo umano, l’America tardo-ottocentesca in cui un uomo senza passato può costruirsi un futuro: ecco il fulcro di questo policromo, monumentale, solenne, selvaggio, feroce, schietto, trasgressivo, epico romanzo. Henry Lloyd, brillante, forte, senza famiglia, senza scrupoli, gigantesco, contraddittorio, incarnazione del capitalismo, è l’uomo perfetto per questo stato che sta nascendo dal sangue. Vuole vendetta? La ottiene. Vuole un posto di lavoro nella più grande piantagione della Virginia? Se lo prende. Vuole una moglie? Si prende anche quella: più di una, in realtà. Vuole un esercito per conquistare la sua parte di mondo? Lo costruisce, un uomo alla volta. Eccezionale.

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“La sonnambula”

di Gabriele Ottaviani

La sonnambula, Bianca Pitzorno, Bompiani. Autrice televisiva, traduttrice, autrice di libri per ragazzi, scrittrice, che con questo bellissimo romanzo, onirico, ironico, fantasioso, delicato, immaginifico, fantastico, perturbante, commovente, solenne, magistrale, politico nel senso più ampio del termine, è in corsa per lo Strega di quest’anno, Bianca Pitzorno non ha bisogno di presentazioni perché sono decenni che fa appassionare tutti alla lettura, e in quest’occasione, ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, conduce il lettore con mano sicura nella storia della protagonista, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. Un destino segnato, in apparenza, e dunque i genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono sperando che un buon matrimonio possa metterla al sicuro: ma proprio da lì, invece, sarà costretta a scappare, perché luogo più pericoloso di tutti. Ricomincia da una città della Sardegna la storia di Ofelia, rinomata sonnambula, che per cinque lire ascolta le storie di chi le si rivolge e profetizza un responso. Ma poi il passato ritorna, e… Da non perdere.

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“L’album blu”

di Gabriele Ottaviani

L’album blu, Yaryna Grusha, Bompiani. Intimo e stratificato, esordio bellissimo, il romanzo in cui l’alter ego dell’autrice si chiama come lei, bambina che ha conosciuto l’Italia col programma di aiuti per tutti coloro, soprattutto i più giovani, che sono stati esposti alla più famigerata nube tossica della storia, è un racconto potente, profondo e delicato, che parla di memoria e identità, che ricorda persino certi passaggi di Ernaux, la straordinaria. Nella notte tra il venticinque e il ventisei di aprile di quarant’anni fa uno dei reattori della centrale nucleare di Černobyl’ esplode e avvelena il mondo: il regime sovietico tace ma comunque due giovani genitori, due insegnanti innamorati della letteratura ucraina e costretti a coltivarla quasi in segreto, come accade con il proibitissimo Natale, al punto che realizzano con il pirografo il ritratto di Lesia Ukrainka – la più grande poetessa di lingua ucraina, la cui intera opera fu messa al bando dai bolscevichi – e lo conservano come una reliquia, si mettono in viaggio nella loro Zaz rossa per far nascere la loro bimba lontano da quella nube, nella casa con il vitigno sul confine con la Moldavia. E mentre il mondo cade a pezzi e tutto cambia, in un clima di operosa serenità, Yaryna cresce e raggiunge lo studentato dell’università di Kyiv dove finalmente anche lei studia letteratura appassionandosi a quella italiana. Maestoso.

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“La mancina”

di Gabriele Ottaviani

La mancina, Giulia Della Cioppa, Bompiani. Vibrante, deciso, brillante, ben scritto, riuscito, il romanzo autobiografico, in quanto fondato sull’esperienza diretta di una stagione di impegno agonistico del tennis, mondo di rigore e purtroppo anche nequizie e meschinità, nonché sport iniziato nella più tenera età perché agli occhi del padre la protagonista del libro era una predestinata, parla di sacrificio, sconfitta e liberazione. Da leggere.

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“La repubblica nasce in via Solferino”

di Gabriele Ottaviani

La repubblica nasce in via Solferino, Dino Messina, Solferino. I giornali sono importanti, e possono fare la storia, oltre a raccontarla: quella del Corriere della Sera inizia centocinquanta anni fa ed è improntata da sempre a una costruttiva moderazione. Il quotidiano fondato da Eugenio Torelli Viollier, garibaldino deluso, si rivolgeva alla borghesia di Milano, ma fu soprattutto l’insegnamento di Luigi Albertini, il giornalista liberale estromesso dal fascismo, quando venne chiamato a guerra vicina dal Comitato di liberazione nazionale Alta Italia a dirigere il giornale, particolarmente evocativo, a orientare le colonne del Corriere verso la repubblica, considerando a buona ragione la monarchia troppo compromessa con il passato regime. Da quel momento la storia del giornale, con oscillazioni ora a destra ora a sinistra, è stata la storia di un grande gruppo liberale che ha interpretato i cambiamenti sociali e politici e ha accettato le sfide della modernità, qui raccontata con bella prosa. Da leggere.

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