Split (2016)

Adoro Shyamalan, dai tempi del Il sesto senso: sono rimasta folgorata dal suo stile, dalla sua capacità di creare suspense e mistero, e di tenere lo spettatore col fiato sospeso fino alla fine, disseminando segnali e indizi a volte fuorvianti, perchè il colpo di scena finale sia ancora più sorprendente. Ci ha abituato a film in cui niente è come sembra, e le impressioni iniziali vengono quasi sempre smentite o ribaltate dagli avvenimenti successivi, spesso imprevedibili. Split ne è l’ennesimo esempio, incentrato sulla figura realmente esistita di un killer psicopatico, affetto da disturbo dissociativo dell’identità. Il cinema ha spesso utilizzato lo sdoppiamento di personalità per suscitare emozioni, ma Shyamalan lo fa qui in maniera eclatante e innovativa.

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Faccia a faccia (2000)

Cosa succederebbe se ci trovassimo improvvisamente di fronte al nostro io bambino? Non intendo il fanciullino tanto caro al Pascoli, ma proprio la nostra versione infantile, in carne e ossa. In poche parole, il bambino o la bambina che eravamo a 8 anni. Come ci giudicherebbe per quello che siamo diventati da adulti? E come ci sentiremmo ricordando i sogni e le speranze della nostra infanzia? E’ quello che cerca di svelare questa commedia Disney, prevedibile ma simpatica, un film semplice e di poco impegno che può divertire i bambini e far riflettere gli adulti.

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Il sesto senso (1999)

Un film che ha saputo innovare il genere thriller, coniugando suspense e sfumature psicologiche, contaminandolo con pennellate di horror puro e venature sentimentali, arricchendo i colpi di scena di vera genialità. Nella storia del cinema, ogni tanto capita un film che riesce a cambiare le dinamiche più scontate e i cliché di un certo genere, aprendo sbocchi creativi per un futuro che da lì in poi non sarà più lo stesso. Il sesto senso è proprio questo. Un thriller soprannaturale e un dramma psicologico, immerso in una cornice horror, che piace anche a chi non ama particolarmente il genere. Tre nature diverse che si intrecciano, creando un unicum che rasenta la perfezione.

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Trappola di cristallo (1988)

Prototipo di film adrenalinico, senza un attimo di respiro, uno dei migliori action mai realizzati, che riesce tra l’altro a fondere una tensione costante, senza cali di ritmo, ad un’ironia leggera che fa capolino anche nelle scene più drammatiche, attenuandone gli aspetti più crudi senza diminuirne l’intensità. Merito di una regia attenta ai dettagli ma anche alla visione d’insieme, e di un montaggio serrato che contribuisce a mantenere alta la tensione e a catalizzare l’attenzione dello spettatore. Dopo un inizio leggermente in sordina, il film prende l’avvio e da quel momento, per quasi due ore, non si riesce a staccare gli occhi dallo schermo, immedesimandosi nel protagonista e seguendone con ansia le peripezie.

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Sotto corte marziale (2002)

Originale commistione di generi, il film è un misto di guerra, spionaggio e legal thriller, forse poco credibile in alcuni punti, ma nel complesso emozionante e coinvolgente. È ambientato nell’ultimo periodo della seconda guerra mondiale, in un campo di prigionia tedesco, dove alcuni prigionieri americani chiedono e ottengono il permesso di allestire una corte marziale per processare un ufficiale americano accusato di omicidio.

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