PITTRICE ITALIANAMilvia Botticelli

Dicono di Milvia Botticelli, i critici d’arte: «Le gradevoli opere, apparentemente semplici, rappresentano per la loro completezza e cromaticità, motivi di consolidata abilità»
Osservando le opere di questa artista, abbiamo la percezione immediata della bellezza senza tempo.
La trasparenza, la luce, la cromaticità e le forme nella loro leggerezza, vengono da lei utilizzate in una realtà quasi onirica che ci emoziona.
La sua sensibilità e il suo pudore ci toccano l’anima. Questa artista mostra di avere una grande capacità di individuare materiali diversi per esprimere la creatività, permettendole di trasformare elementi della quotidianità in opere d’arte e di interpretare la polimatericità della nostra era trasmettendo emozioni e bellezza. Infatti le sue figure di donna, quasi neoclassiche, ci fanno cogliere l’armonia e soprattutto l’eleganza senza ricorrere a forzature spesso utilizzate per stupire. Nelle sculture, ultimo frutto delle sue ricerche sulle materie, traspare in modo evidente la raffinatezza della sua espressione artistica.
– Fabio Muller
Milvia Botticelli è nata a Firenze dove ha compiuto i suoi studi. Dopo la maturità ha frequentato dei corsi di specializzazione (sotto il patrocinio del Comune di Firenze) per l’insegnamento di attività espressive ed artistiche ai bambini delle scuole elementari. Trasferitasi a Bergamo ha continuato ad insegnare attività espressive ed artistiche per alcuni anni durante i quali ha sperimentato tecniche e pittura per diletto personale. Ad un certo punto ha sentito l’esigenza di approfondire le sue conoscenze del mondo dell’arte. Per sei anni ha frequentato regolarmente lo studio di un noto pittore bergamasco. In seguito si è recata a Cortona dove per un certo periodo ha frequentato lo studio di un pittore locale, stimato moderno macchiaiolo. Le sue opere sono state eseguite con tecniche miste tra cui predomina la stoffa, ma sono presenti anche altri materiali, che di volta in volta sono oggetto di sperimentazione e ricerca.
I quadri sono stati realizzati su tavola trattata o su tela per la maggior parte in tecnica mista: olio, acrilico, tessuto, iuta, gesso e qualche volta anche rete metallica. Qualche volta ha dipinto e incollato su normale tessuto. Tra le opere sono presenti dei quadri realizzati utilizzando delle vecchie foto del periodo prebellico riportate su tela in misura ampliata, sulle quali si è intervenuto con colori a olio e tecniche miste.




La Botticelli, presenta un’arte di grande impatto visivo. Da un impasto ad effetto muro, con vivaci colori a tempera e per alcune parti anche con la stoffa, dà vita a paesaggi sognanti, con le creature che popolano le piccole fattorie e gli alberi sparsi sul prati come tanti bonsai. Sono esposte anche delle marine dei litorali, con barche di pescatori che ricordano gli affreschi di Gilles e le immagini poetiche di Luigi De Amicis, ma anche fiumi, ponti sul Naviglio che richiamano alla memoria le immagini di una città ancora silenziosa.
Le “Donne”, emblematiche nella poetica della Botticelli, dalle forme lunghe e strette e di stoffa, figure che incarnano un insieme di qualità che vanno oltre la superficie: la grazia, l’eleganza, la capacità di prendersi cura degli altri e una forza interiore che, pur rimanendo nascosta, è visibile nella loro presenza. Proprio per queste caratteristiche che sfuggono alla mera descrizione fisica, le donne diventano anime, entità senza volto, eteree e universali.
I “Vortici”, uno degli ultimi lavori di Milvia, dove partendo da creazioni già realizzate nel corso della sua carriera, le rielabora grazie alla tecnologia moderna e a photoshop, sviluppando una continuità tra le opere originali e le loro nuove versioni trasformate.
