l’artista Sarenco, che sostituisce il termine Arbeit della scritta Il lavoro rende liberi con la parola poesia, Gedicht, e ribalta così il senso e i sentimenti di chi legge e osserva, cancella la sofferenza del lager introducendo il messaggio di libertà e pace dell’arte, poetic boom boom, Galleria delle Prigioni, Treviso, lo spritz e il... Continua a leggere →
da “L’altro mondo” – Valentina Murrocu
2. le protesi in plastica come corpi, divenire umani quando si esce, la differenza tra ciò che percepi- te e quanto immetto in strada si annulla se mi penso come oggetto, non dall’esterno, dicevo pen- sando al cavo della mente; anche la tecnologia si innesta su un presupposto interno al soggetto, gli organi non bastano,... Continua a leggere →
Dea ex machina — Teodora Mastrototaro
Lei sarà una delle operatrici che avrà il compito di identificare il sesso appena nati; il sessaggio è un’operazione che non tutte sono in grado di fare. Bisogna acquisire esperienza, norme morali, un’etica dell’orrore. L’errore è alle porte e anche il fallimento economico per questo la esorto a non amarli. L’odore del sangue è uguale... Continua a leggere →
Trasformazione — Gianluca Garrapa
al piccolo paese per la sorella. a un incidente aereo in messico due. anni prima dei fatti di bion. viveva enrique. longoria. unico sopravvissuto che stiamo. per imprenditore nel ramo tessile. raccontarvi. memoria collettiva del nostro. enrique. odiato affetto due anni più grande. eva mameli longoria. umile e colta signora. in disgrazia dopo la morte... Continua a leggere →
Il mio Beckett – Liliane Giraudon
(...) Gli alberi piantati da Beckett (un pruno, un acero americano, un cipresso blu, un cedro del Libano). Beckett che si ricorda di una ragazza con un vecchio cappotto verde sulla banchina di una stazione. La prima edizione del “Murphy” di Beckett: 17 copie vendute di cui 11 all’ingrosso alle biblioteche municipali d’oltremare. Beckett che distrugge le talpe. La Remington di Beckett. Beckett e Marguerite... Continua a leggere →
L’aria entra dove scrivi – Marco Ercolani
Il mio corpo? Un palinsesto di ordini imposti, di veti incrociati. Nasce così come ha potuto, informe, oscurato. Poi, la ferita. Come se dall’esterno qualcuno alla fine traforasse il velo. E sotto la ferita cosa c’è? Voci sciocche, terrazzi domestici, budini al cioccolato, parenti grasse, donne avvilenti. E io: il pianoforte, i miei dodici anni,... Continua a leggere →
kronos/ kairos – Paola Ballerini
I morti come arti fantasma continuano a manifestarsi nell’assenza, come precise forme di dolore, o di pensiero. E di luce, fiamme che indicano i nostri passi da una prospettiva vertiginosa. Aperta e siderale. Il tempo è uno stampo che ci muta incessantemente fino alla dissolvenza. Che ne è di quello che è stato? Sparito. Non... Continua a leggere →
Specie di falchi e uccelli di palude – Gaetano Altopiano
Suo marito dice che lei è nata a Carcassonne il 18 ottobre del 76, ma è inesatto: è nata undici giorni dopo. Dice che abita in Rue des Anglais 24, che vive con lui, ma anche quello è uno sbaglio. Pas problème. Nella vita di ogni essere vivente c’è un errore, c’è almeno una distrazione. Fosse... Continua a leggere →
e4, e5 – Daniele Bellomi
ti dicono che devi iniziare così. è un gioco, intanto, in cui la morte è più che prevista: anzi, è lo scopo primario della sfida, a cui tuttavia non sarà mai concesso di manifestarsi. di norma, infatti, è lo sbaglio a precedere il ritiro: il ritiro, a sua volta, serve a battere sul tempo l’indecisione,... Continua a leggere →
Del come e perché, ma forse non ci interessa — Cristina Pasqua
Poco vide Fulvia, per giunta di sottecchi, dell’animale, perciò lo seguì. Sicuro era una donnola, si intuiva dal muso affilato e dall’ossatura minuta. Nella tana entrò carponi e strusciò di ginocchia fino all’altare radice. Di terra annerite le unghie, di bocca riarsa, Fulvia fu investita da una pioggia di semi, seguita da un tramestio di... Continua a leggere →