marea bassa – Alessandra Greco

marea bassa espone funicelle in ombra/ a single poem su la marina emulsiona forme–clavette cunei piuma planari/ oltre un miglio la nuvolaglia rapprende. la vita non scoperta usa un codice genetico che non capiamo/ trapassa mille morti deflorate fini - tempi - termini - terminazioni - confini o frontiere – non mare ancora stato rivelato... Continua a leggere →

Il richiamo della nonna — Dario Faggella

C’è una voce che come una mano ad artiglio squarcia la ragnatela su cui lo zampelunghe cullava i propri sogni, un richiamo che lacera l’ordito del dolce incanto quando si è bambini e si gioca insieme: è la nonna che vuole tu torni a casa, perché si è fatto tardi oppure perché è pronto il... Continua a leggere →

Profumo – Giuseppe Nava

Quando avevo diciotto anni, ogni cosa sapeva di CK One. Era come se una gigantesca boccetta di profumo si fosse rovesciata sul mondo. Sui treni, nei bar, per le strade della provincia, per le strade di Milano, tutto era impregnato di CK One. Soprattutto le ragazze. La pelle di Chiara, la pelle di Ilaria. Ilaria... Continua a leggere →

da “Paraìso” – Laura Giuliberti

strette a più piani, si drizzano senza diventare mai dritte, si tendono senza diventare mai alte, fanno muro in un compendio di stature, le case lunghe innanzi al mare sollevano le ore conombre stellari, queste e altre geometrie spianano gli occhi, circoscrivono il risveglio, solo si stacca alla quiete il volo delle piccole croci [+]... Continua a leggere →

da “Casino Conolly” – Mariangela Guatteri

Ogni colore, ogni emissione di luce proviene, incide, si accende dall’interno di ogni corpo ed è così manifesta nel buio del padiglione! dove sono ospitate persone anche molto diverse tra loro che rendono il luogo luminosamente disegnato e variopinto, costantemente ventilato e ossigenato dal “Sistema Buio”. Secondo Agostino, a cui un tardo alito di un... Continua a leggere →

Da “Sì” — Alessandro Broggi

(...) Musiche remote attraversano la città velata dalla notte; di chi sono questi suoni? Sono i suoni degli uomini, come se niente fosse mai esistito, o saputo, o capito se non questo trasalimento… Vespe carpentiere, gechi saltatori e scoiattoli volanti – là fuori da qualche parte – conoscono anche loro la placida dignità di momenti... Continua a leggere →

da “Post adventum veris” – Carmine Mangone

Aggiungere meraviglia. Lasciarsi alle spalle la plateale sconcezza delle frasi subordinate che si trascinano il passato. Sdraiarsi sull’erba bagnata, sotto un cielo blu cobalto, e fregarsene altamente dei reumatismi dell’Occidente. Ambire a una vulnerabilità che dia più materia alle parole. Non vergognarsi del dire accorato che finisce la materia. Finire l’amore, anche, e spalancare le finestre in faccia al maestrale. Aggiungere più Nord alla primavera e più... Continua a leggere →

Are you experienced? — Silvia Tebaldi

[…] nel vuoto del gasometro valvole cunicoli anni a studiare l’eco, battimenti, onde (A). Nel sotterraneo della clinica un archivio, i resti di una sala settoria, scheletro umano già in uso alla scuola di anatomia (B). Non servono oscillatori geiger fonometri per mettere in fase A e B: basta vivere, senti come grida la città.La... Continua a leggere →

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