Mayoor

Il tonno vince sempre.

3.

Arte del non-si-capisce, ha un che di giapponese. 

Ora, scendendo al piano dell’immaginazione, in una frase. Sul petto.

Al sole pomeridiano, verso l’imbrunire. Con le stampelle. 

3. Tre haiku.


.
Prima dell’inizio. Le poesie di un astrattista. Data, e aereo che passa. 
L’importante è che si capisca, giri una carta ed è quella. Tanto a quest’ora
chi ti legge? Nello spazio, il nome addormentato di qualche calciatore. 

.
Tra parola e immagine, sulla soglia. 
Con la navetta, direttamente sul posto. Due che si innamorano. 
Per assemblaggio quantistico. 

.
Tempo seduto, il mio nome apache. O passo di vento. 
Sullo spartito leggo una striscia bianca. Ho suonato una pausa, ci sono cascato. 
Adesso. E nella rete un branco di maschere. 

3. appunti

– Scritto con versi di massima utilità, cioè sorprendenti. Non mal riusciti, solo tanto brutti. Meschini. Toglie toglie dalla lingua dei genitori, finché trova la sua. Trovata, si accorge di mamma; e quanto bene nell’aria, luci baci abbracci.

In audiovideo, cinema. Se vuoi il testo devi pagare. Dovresti. Ho 50 me-stesso davanti alla porta, tutti critici d’arte.

[…]

Per uova di Pasqua: la sorpresa sei tu! Mille lire. Il sorpreso dentro l’uovo di Pasqua. Non meno di tre.

3.

Scritture in tempo d’attesa. Quando appare, nel discorso in atto, una virgola. Campane a festa. 
Senza tracce di pensiero. Un buon liquore, disse. 

3.

Un bel disegno. Non c’è dubbio. Del camaleonte che saliva le scale. 
In pagoda, dove celebriamo la messa. 

Il raccolto di oggi.

Tra mani esperte, una piccola noce. Nella noce, un gran baccano. Vermi, ma di tutto. 

Ora, dopo, e poi chissà. In tempo. D’accordo. 

Hai figli? Ti diverti?  Sta arrivando primavera, “Questo vento agita anche me…” 

Il mio elefante. 

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora