È meglio nascere con la camicia o sotto una buona stella? ‘Nascere con la camicia’ è un modo italiano diffusissimo per indicare chi, a dispetto degli invidiosi, è sempre fortunato nella vita, per nascita e fin dalla nascita. Esso corrisponde ad un altro luogo comune italiano ‘nascere sotto una buona stella’ che si riferisce, come il suddetto, ad una persona alla quale va bene ogni cosa, per caso o coincidenza, quasi fosse un predestinato della buona sorte, un uomo fortunatissimo come Gastone, il noto cugino di Paperino. Entrambi questi luoghi comuni affondano le proprie radici in un passato molto remoto dell’uomo, costellato da credenze magiche e superstiziose che vedevano nei casi rari o anomalie della natura dei segni superiori, dei messaggi soprannaturali, provenienti dall’aldilà . Tali superstizioni sono state ormai del tutto superate grazie soprattutto alla forte censura da parte della Chiesa, operata nei secoli bui del Medioevo e della Controriforma, e alla condanna da parte delle correnti scientiste che si sono affermate dopo l’Illuminismo. Nell’antico pensiero magico, si credeva che al momento della nascita si potevano acquisire virtù soprannaturali, poteri extraumani, straordinari, in grado di curare le malattie degli uomini (la sciatica, il fuoco di sant’Antonio, le bruciature, la verminosi dei bambini, il meteorismo delle donne) e degli animali. A creare questa particolare e rara dote, indeterminabile dalla volontà umana, occorreva una nascita straordinaria: sotto specifiche coincidenze calendariali, metereologiche e sacro-magiche. Nascere di venerdì, giorno sacro-magico per eccellenza, noto per essere quello in cui si è spento Cristo, o in cui appaiono e sono libere di vagare le streghe, ad esempio, aveva un’importanza primaria per la cultura superstiziosa del sud Italia . Il vinnirinu , come veniva chiamato il nato di venerdì in Sicilia, era considerato un uomo immune dagli incantesimi o dalle incursioni dei demoni, in grado anche di poter guarire da malattie ritenute di origine soprannaturale. Si pensava anche che, essere il settimo figlio di sette fratelli, o la settima nata di sette sorelle, conferiva al soggetto analoghi poteri curativi e magici . Riguardo ai suddetti proverbi, nasce con la camicia il neonato che viene alla luce avvolto dal sacco della placenta. Nello specifico il bambino è coperto dalla membrana, l’amnios, più difficilmente da entrambe (chorion e amnios) che in un parto normale, dovrebbero essere espulse in un secondo momento, dopo la fuoriuscita del bambino. In passato si riteneva, infatti, che nascere in simili e rare condizioni presagisse buona sorte al neonato, e lo caratterizzasse, addirittura, come curatore magico, è il caso, ad esempio dei benandanti friulani . Diversa superstizione ma analogo esito tramanda il secondo luogo comune che trae origine da un antico pensiero che sosteneva l’intimo rapporto tra l’uomo e il suo personale genio o spirito; concetto che si è evoluto in era cristiana nella figura dell’angelo custode. Anticamente infatti, le stelle erano viste animate e interpretate quali divinità o come le anime dei propri cari estinti: esseri soprannaturali in grado di aiutare o intralciare le azioni degli uomini . La mitologia dei popoli mediterranei è ricca di trasformazioni di eroi ed eroine in stelle, un fenomeno chiamato catasterismo. Nascere sotto “il patrocinio” di una buona stella che seguirà il nato durante la sua vita era ritenuto, di conseguenza, come una grande fortuna, perché la stella personale lo avrebbe seguito trasformando in positivo ogni circostanza e capovolgendola da nefasta a fausta. Nascere sotto una buona stella significa anche venire al mondo nello stesso giorno in cui si vedono sorgere quelle stelle del firmamento ritenute un tempo apportatrici di fortuna, e non tutte ricevevano simile considerazione. Da tali considerazioni, emerge un aspetto molto importante che vede tutti noi portatori e tramandatori di antichi pensieri e tradizioni ormai del tutto superati, abbandonati e scomparsi dalla Weltanschauung odierna. È bene fare tesoro di un tale patrimonio che ognuno di noi inconsapevolmente possiede, e ciò può avvenire solo comunicando con gli altri.
Pier Luigi Josè Mannella