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cristiano tinazzi
@tincazzi
War journalist. Radio/web/Tv producer. @TrainingWar - founder. My last book Tutto questo dolore amzn.eu/d/fpkxyg4
ROME
Joined October 2009
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    War Reporting Training Camp. Per molti, ma non per tutti. Da oltre dieci anni lavoriamo instancabilmente per migliorare la sicurezza di operatori media, ONG e realtà aziendali. Il nostro obiettivo rimane uno solo: fornire gli strumenti e la preparazione necessari per operare in
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    Sto cancellando dai social decine di persone che negano quanto io e migliaia di altri giornalisti vediamo qui in #Ucraina. Negano la violenza e la totale mancanza di umanità delle truppe russe. Persone 'normali', magari con figli, accecati da ideologia e stupidità. 👇 Continua 1
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    Replying to @tincazzi
    E cosa assurda, si toglie spazio ai corrispondenti per favorire le chiacchiere e gli scontri verbali in studio. Così il nostro lavoro diventa spesso un corredo e non la fonte di informazione principale. Qui si rischia la vita per raccontare questa guerra 👇3
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    Quest’uomo è completamente pazzo. La chetamina deve avergli bruciato il cervello
    "Zelensky si nutre dei cadaveri dei suoi soldati": Musk all'attacco dopo Trump adnkronos.com/internazionale…
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    Lungo thread 🧵sulla questione @amnesty e sul suo controverso rapporto sull'#Ucraina . A giugno ero a #Mykolaiv, nel sud del paese. Ogni giorno i russi bombardavano il quartiere dove mi trovavo con artiglieria, missili e bombe a grappolo (una esplosa a 300 metri da me). 1 di 8
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    Replying to @tincazzi
    Questo è frutto anche di una informazione superficiale e di talk show basati sulla disinformazione e sul voler rappresentare tutte le 'opinioni'. Finti esperti, analisti della domenica, impresentabili. Questa non è informazione, non è giornalismo 👇2
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    Replying to @tincazzi
    Si perdono anniversari, ricorrenze, si sacrifica parte delle nostre vite. E ci si carica anche emotivamente del dolore degli altri. Tutto lascia un segno Nessuno ce lo ha imposto, certo, ma almeno il nostro lavoro rispettatelo.
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    Un borghese piccolo piccolo. Una nullità. L’antitesi di un uomo e di un leader. Una macchietta. Piace ai mediocri perché mediocre. Si riconoscono. Sentono l’odore della pavidità. Meglio una felpa verde oliva che vestiti ‘civili’ da vitellone di paese buttati su un corpo e un viso
    Conte: «Il modo migliore per aiutare la popolazione ucraina è dire a Zelensky che qualche volta può anche indossare abiti civili…» #Ukraine
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    La Rai ha obbligato @StefaniaBattis4 a rientrare in Italia. La vergogna in questa storia è la Rai, che si piega ai diktat o di un governo straniero, non Mosca che vuole avviare un procedimento che tecnicamente è lecito.
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    Chi non doveva parlare di Ucraina a tre anni dall’invasione russa, è andato in tv a parlare: Capuozzo, Orsini, Santoro,Cacciari etc. Nessun esperto. La nostra televisione è profondamente influenzata dalla propaganda russa. Non è informazione questa, è spazzatura
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    Un appello agli autori di Carta Bianca, trasmissione di Rai3. Visto che dovreste essere dei giornalisti e che dovreste rispettare il codice deontologico, smettetela di devastare l’informazione pubblica continuando a invitare personaggi improponibili in studio.
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    L’atteggiamento ambiguo della Presidente del Consiglio @GiorgiaMeloni e il servilismo di @matteosalvinimi in fondo incarnano gli stereotipi che ci hanno sempre cucito addosso. Dal re tentenna alla fuga del Duce. Un popolo di pizzaioli, doppiogiochisti, navigatori e codardi
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    Replying to @lucatelese
    Ciao Luca, da collega: se sei così ossessionato, ti faccio una proposta seria: sali in Ucraina con me a luglio? Così magari ti rendi conto della realtà che non è l’Azov e ti concentri sulla devastazione che Putin sta portando a una intera nazione e alle generazioni future?
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    È bello sapere che la Rai paga un cialtrone 40mila euro per farsi trattare a pesci in faccia quando poi i freelance come noi li paga 0 per chiamarli come ospiti in trasmissione dalle zone calde del mondo e che io quella cifra la guadagno passando circa 8 mesi in zona di guerra.