Il consiglio di Benjamin è quello di provocare: con scelte azzardate o inopportune, con doni casuali o eccessivamente ricercati, in ogni caso che spiazzino il ricevente e gli tolgano qualsiasi possibilità di replica. “Lo snob va provocato. Più sprezzante sarà solito passare in rassegna i doni natalizi, più en passant bisogna allungargli il proprio. Non gli si risparmino colpi bassi. I libri – regalarli solo incartati. Ripassare a matita il prezzo, in modo ben evidente” (p. 9).Naturalmente, Benjamin si concentra sul regalare libri. Titoli poco conosciuti, edizioni rare, argomenti eccentrici. Anche un romanzo brutto ma interessante può andare bene, soprattutto se “espressione di un’epoca in cui dall’incontro-scontro fra la bohémienne e il libertino sprizzavano ancora scintille” (p. 11) come il Pierrot im Schnee di Henriette Riemann.
Per quanto riguarda gli argomenti, importante evitare ciò in cui lo snob eccelle, occasione troppo ghiotta per un commento sprezzante. Ci si potrà permettere tutt’al più una lieve canzonatura: se è un regista, gli toccherà un manuale di liturgia; a un rapinatore capace di forzare un caveau, un manuale di fai da te.
Libri per lo più discutibili, dicevamo, a meno che il destinatario non sia un genitore snob, a cui, massimo colpo basso, Benjamin suggerisce di regalare un volume di fiabe eccezionalmente bello (Das Zauberboot, nel caso specifico): saranno i bambini, con le continue richieste di letture ad alta voce, a far espiare al padre o alla madre la propria presunzione.
L’opuscolo che ne risulta è una gustosa carrellata di titoli mai pubblicati in Italia, eccezion fatta per Im Westen nichts Neues, tutti riportati in lingua originale: scelta obbligata perché Che cosa regalare a uno snob è per sua natura un regalo da snob.
(Giovanni Locatelli)
