“Tornai indietro lungo il tragitto che avevo percorso, ma non riconoscevo più gli edifici, non li avevo mai visti prima”.
“Nei suoi ultimi anni mia madre iniziò a parlare con i fantasmi. I suoi fantasmi erano fenomeni quotidiani del mondo circostante”.
“Pensai che il sobborgo della mia infanzia esisteva ancora, non era perduto, non era scomparso per sempre nell’oscurità”.
“Raccontò che uscendo di casa l’assaliva sempre una strana sensazione, una sorta di artificiosità dello scenario che la circondava, quasi si trattasse di un’illusione a cui gli abitanti della città si aggrappavano per evitare di ricadere nell’incertezza più totale”.
Scrivere mostra che non esiste uno spazio più vero degli altri, né un tempo più vero degli altri.
Scrivere insegna che in tutti gli spazi e in tutti i tempi si può stare, ma che nessuno spazio e nessun tempo si può possedere.
(Suggestioni e citazioni tratte da Matthias Nawrat, L’ospite triste. Romanzo berlinese, traduzione di Marco Federici Solari, L’orma editore, Roma 2023)
(Claudio Bagnasco)
“Nei suoi ultimi anni mia madre iniziò a parlare con i fantasmi. I suoi fantasmi erano fenomeni quotidiani del mondo circostante”.

“Pensai che il sobborgo della mia infanzia esisteva ancora, non era perduto, non era scomparso per sempre nell’oscurità”.
“Raccontò che uscendo di casa l’assaliva sempre una strana sensazione, una sorta di artificiosità dello scenario che la circondava, quasi si trattasse di un’illusione a cui gli abitanti della città si aggrappavano per evitare di ricadere nell’incertezza più totale”.
Scrivere mostra che non esiste uno spazio più vero degli altri, né un tempo più vero degli altri.
Scrivere insegna che in tutti gli spazi e in tutti i tempi si può stare, ma che nessuno spazio e nessun tempo si può possedere.
(Suggestioni e citazioni tratte da Matthias Nawrat, L’ospite triste. Romanzo berlinese, traduzione di Marco Federici Solari, L’orma editore, Roma 2023)
(Claudio Bagnasco)