Stasi
Il suono che giace del tuo ha bisogno.
L’ardire mi è mancato
d’accendere una candela
e in quella luce sognarti
o in penombre docili,
nelle notti d’inverno,
a spiare il bambino che in me voleva essere.
Ho maltrattato lo spirito
sfogliando i giorni con pigrizia
nel rigore grigio di una discesa
che non ti ricorda affatto.
Ho scartato la sana malizia per inezia
o perché ligio alla giustizia.
E sono qui comunque
a tradire il sentore che tutto muove.
(L’amore)
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