(tell me the truth) n.7 (…)
Maggio 5, 2012
Ma vie, ma vie, ma très ancienne,
Mon premier vœu mal refermé
Mon premier amour infirmé
Il a fallu que tu reviennes.Il a fallu que je connaisse
Ce que la vie a de meilleur,
Quand deux corps jouent de leur bonheur
Et sans fin s’unissent et renaissent.Entré en dépendance entière
Je sais le tremblement de l’être
L’hésitation à disparaître
Le soleil qui frappe en lisièreEt l’amour, où tout est facile,
Où tout est donné dans l’instant.
Il existe, au milieu du temps,
La possibilité d’une île.La possibilité d’une île, M. Houellebecq
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(Tell me the truth) n.5
aprile 29, 2012
“La scienza vincerà perché funziona.”
(il segreto del successo) n.3
aprile 24, 2012
Tutte le cose del mondo
mi strizzano l’occhio
e volgono al peggio.
(tell me the truth) n.4
aprile 21, 2012
Era quello il genere di bugia che speravo di non dover mai più dire, il disprezzo che mi auguravo di non dover mai più mostrare, quello per le cose davvero importanti per me. E per evitarlo, dovevo in pratica stare alla larga dalle persone di mia conoscenza.
[…]
Scattava un pericolo, ogni volta che tornavo a giocare in casa. Era il pericolo di guardare alla mia vita attraverso occhi che non fossero i miei. Di vederla come una crescente matassa di filo spinato fatto di parole, intricate, angosciose, sconcertanti, messe a confronto con la cornucopia di cibo, di fiori, di lavori a maglia, della fatica domestica delle altre donne. Diventava più duro sostenere che ne valesse la pena.
La mia pena sì, forse, ma che dire di quella degli altri?
Hateship, Friendship, Courtship, Loveship, Marriage. Alice Munro.
(afasia) n.5
aprile 16, 2012

(radioshow) n.20
aprile 11, 2012
(Sorry for the clip show.)
(tell me the truth) n.*1
marzo 31, 2012
You can’t be careful on a skateboard, man.
S. King
(radioshow) n.18
marzo 22, 2012
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[promising you won’t feel a thing at all.]
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(estetica) n.5
marzo 13, 2012
Con te fiorivo, come
la primavera
nelle accelerazioni dei documentari
e la tua devozione mi scoppiava
in cinque parti
come i fiori. Con te i miei occhi
compivano il miracolo
di rivolgersi
a se stessi – le mie mani
confuse dal riflesso
del tuo tocco
sulle gambe, sulla pelle
screpolata: mi stiravi
come la seta.
Ma ero troppo bella, e tu dicevi
che ero troppo buona e tu
dicevi che nessuno al mondo
avrebbe mai retto
il confronto
dei miei occhi: che erano troppo
puliti e non vedevano
che macchie
e ferite.
Non resta niente, solo tu
che perdi
il possesso e l’autorevolezza e
io che perdo coscienza e
la conoscenza delle mie
parti e aspetto
di reggere il confronto e qualcuno
che resti e resista e che regga
il confronto.
Perché nessuno al mondo
è troppa gente.