sono una notte impazzita, la costellazione dei pesci
un cielo colmo di pensieri, una quiete insaziata
ed ho, due occhi che fanno baccano
un corpo concreto che dondola in attesa
la tua voce bassa,
che nasce dentro come un riflesso
mentre ora
i corpi nostri
fanno scintille[è tempo, ora, di paragonare i desideri
all’alfabeto morse che ti farei sul ventre. dici tu.
mentre ho solo voglia di avvolgerti nella mia bocca e ingoiarti]
Tag: abisso
l’estetica del dolore [31]
ho sperimentato questo niente caldo
il brillare forte della casa,
mentre gli occhi hanno segreti
così pieni di fiamme
da bruciare, l’inutilità di ogni bene

quattro atti per il corpo [20]
ho un nero e nostalgico dirupo
dentro la voce,
una carne arrossata
sulle cose che respirano
mentre fuori
-diluvia la noia

il nero delle forme [21]
quanto clamore fa il buio
quando scende il sottilissimo
bianco
delle nuvole
e andrò fino in fondo
per tracciare rettilinei
in questo sciabordare
della notte

e tutti esistono nonostante tutto (cit. Raboni) [2]
penso alle parole
in fila sulla ringhiera
abbottonate alle cose insipide
della vita
ai meandri neri del tuo corpo
che al dolore sottrae l’inchiostro
e sparge ceralacca
per sfamare il cielo
e la preghiera, dopo, intona
il semplice vagito degli alberi
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