Il meeting 2016 di ubuntu-it verrà ricordato per le emozioni forti e la mancanza di mezzi termini. La comunità sta cercando di ricostruirsi ma in tempi di crisi fa presto a piovere sul bagnato.
Il tempo di arrivare al Ramada e realizzare che la lista partecipanti per i motivi più vari si è assottigliata, perdendo fra gli altri Diego Prioretti e Dario Cavedon (un abbraccio a distanza ai due!) che avrebbero dovuto sostenere parte dei talk… tanto quanto basterebbe per gridare “OK panico!”.
Invece ne verrà comunque fuori una giornatina da ricordare.

PIETRO, MATTIA E IL FORMAT
Pietro Albini e Mattia Rizzolo sono stati i due personaggi che hanno preso la situazione in mano. Non era facile. È vero che nonostante la giovane età hanno già maturato qualche anno di esperienza in ubuntu-it, però non è il massimo del comfort domare una carrozza allo sbando. I due lo hanno fatto, hanno dettato i tempi del meeting e guidato il susseguirsi degli eventi con il loro stile. Complimenti!

Ero scettico sul format adottato: talk la mattina e jam al pomeriggio. In realtà si è rivelata una buona cosa. In questo modo persone di un gruppo che non hanno mai la possibilità di trovarsi faccia a faccia, possono interloquire per diverse ore sulle varie problematiche. Durante i talk questo non sarebbe potuto succedere.
LE COSE CHE SCALDANO IL CUORE
Le persone esterne a ubuntu-it che si aggiungono ai nostri meeting, spesso vivono nelle vicinanze. Durante una pausa nel corridoio, parlando con due ragazzi giovanissimi, salta fuori che sono arrivati addirittura da Roma :) …e di certo NON siamo i Pink Floyd!
Uno dei motivi principali della loro visita era di conoscere direttamente le persone, prima di partecipare a uno dei nostri progetti. Nel mondo iper-connesso di oggi questa cosa del partire dal conoscersi di persona ha del sorprendente.

Nella jam pomeridiana poi, con la coda dell’occhio ho notato che erano al tavolo con Marco Trevisan. Ho ripensato a una cosa bella di quest’ambiente. Marco è stato assunto ormai da diversi anni per lavorare su Unity. I suoi talk sono una presenza frequente nei meeting e ci illustrano le ultime evoluzioni delle tecnologie presenti su Ubuntu. E così è stato anche quest’anno.

La cosa bella sta proprio qui, in eventi di questo tipo è possibile scambiare due parole faccia a faccia con personaggi in prima linea nei progetti open. Un po’ come se un appassionato qualsiasi di motori si ritrovasse a scambiare quattro chiacchiere con gli ingegneri della formula 1 come se nulla fosse. Ah.. e nel caso avesse una buona conoscenza in materia, le sue idee potrebbero essere prese in considerazione per eventuali evoluzioni sul progetto!
GRUPPO DOC & GRUPPI
Questa volta toccava anche a me chiacchierare. Ho ripercorso le tappe principali del gruppo doc che sta vivendo un periodo positivo, grazie all’entrata da fine 2014 a oggi di nuovi componenti estremamente validi. Dopo periodi di desolazione, per me e Matteo Lazzari è quasi una ricompensa divina per aver tenuto duro.

Alessandro, Andreas, Giulio e Iononsbalgiomai del Gruppo Doc
Essendo questo un periodo in cui diversi gruppi stanno attraversando delle difficoltà, il talk voleva essere anche un modo per evidenziare alcuni dei punti chiave del successo magari di spunto per altri:
– semplificare quanto più possibile burocrazie e regole. Da noi è stato tutto ridotto all’osso, sia per gli utenti che scrivono guide, sia per chi entra a far parte dello staff.
– Se il gruppo mira a raccogliere quanti più partecipanti, valutare l’utilizzo delle piattaforme per il coordinamento (forum, mailing list, chat..). Per il gruppo doc la presenza sul forum è importante anche per ampliare il contatto col pubblico. Se il gruppo operasse solo su mailing list finirebbe per isolarsi.
– Trovare attività “entry level”, ossia abbordabili e/o accattivanti per nuovi contributori. Per noi possono esserlo state le guide sui portatili o sugli ambienti desktop, ecc..
– Farsi pubblicità. Sfruttare gli articoli sul Planet che verranno a loro volta amplificati dai canali social (Facebook/Twitter/Google+). Questo permette al pubblico di essere al corrente dell’esistenza del gruppo e delle proprie attività.
DESKTOP REMOTI & LINGUAGGI
Un talk piacevole si è rivelato quello di Giovanni Panozzo su Remmina, software per il desktop remoto. Lo sviluppatore originario del progetto ad un certo punto si è dato alla macchia lasciando il software a se stesso. Ma grazie alla “magia” del software libero questo fatto ha un’importanza relativa. Giovanni e Antenore Gatta hanno rilevato lo sviluppo di Remmina ridandogli linfa vitale.
La cosa bella è venire a conoscenza dei retroscena. Fra GTK che cambiano un giorno si e l’altro pure, il tortuoso mondo della pacchettizzazione e dei maintainer, grafici commissionati che lavorano quasi bene e altro.. ne è venuta fuori un narrazione molto avvincente :)
È stato poi piacevole disquisire alla sera con Giovanni, da buon sysadmin porta con se un bagaglio enorme di esperienze e quindi di aneddoti interessanti.

Saltando di palo in frasca, negli ultimi tempi c’è un linguaggio che giorno dopo giorno sta incontrando sempre più favori fra i programmatori: Rust, linguaggio compilato creato da Mozilla. Ce ne ha parlato il nostro Pietro Albini in un breve talk.
La meta è ambiziosa, in quanto mira a essere un’alternativa ai granitici C e C++, “addolcendone” in parte la sintassi, ma soprattutto introducendo un rigido controllo sulla sicurezza durante la compilazione. Cioè, il compilatore si accorge se il programmatore ha creato dei costrutti che potenzialmente possano generare situazioni indesiderabili.
È probabilmente lo scoglio più ostico da superare per chi ha già esperienza con altri linguaggi. Costrutti che verrebbero compilati in C, C++, ecc.. con Rust restituiscono errore alla compilazione. In altre parole, Rust obbliga a programmare bene.

Aneddoto: rientrato a casa il giorno dopo mi metto a leggere OK panico!, uno dei mie blog preferiti. Neanche a farlo apposta a proposito di GTK e Rust, scorgo questo articolo di Alberto Ruiz, sviluppatore Gnome che incomincia a fare un pensierino a Rust nell’ecosistema Gnome-Gtk :)
IL BELLO DEL MEETING
Incontri di persona gli avatar del forum! :D
Ad un certo punto ti ritrovi un pinguino con la maglia del Palermo e non puoi che gridare “jackynet92!! Sei proprio tu?!!”. OK non proprio :P
Il bello rimane sempre l’incontrarsi di persona. Incontrare Alessandro Viprati (..in gamba anche dal vivo). Devid Filoni, altro pezzo da 90. Poi scopri gente che non avresti mai potuto conoscere perché in ubuntu-it frequenti canali totalmente differenti, e così ti spunta fuori un Alessandro Cecchin :)
E dopo un’astinenza di due anni avevo veramente voglia di ri-incontrare le vecchie conoscenze e parlare e straparlare di Linux.
E le lasagne del Ramada? Le vogliamo ricordare?
Un saluto a tutt….
– Pubblico: Oooooh!! aspetta!! Come “un saluto”?
– Jeremie: Che c’è? Stavo facendo i saluti finali.. ho scritto anche tantino..
– P: E il ristorante?! Non ci racconti niente della cena?
– J: Dai, ma devo sempre fare queste cose? Poi mi prendono per fissato.
– P: Dai “Gèremi”, raccontaci! Alla sera dovevate andare al Broccaindosso, dove letteralmente ti schiantano dalle portate.. dicci com’è andata!
– J: Intanto si pronuncia “Geremì”, come se ci fosse un accento sulla ì..
– P: Ma come?! Non si dice “Gèremi”?
– J: Si scrive J-e-r-e-m-i-e con la “ie” in fondo invece che con la “y”. Potrebbe anche venire il dubbio che non sia un granché anglosassone, no? Inoltre nella versione italiana si dice “Geremìa” e non “Gèremia”.
– P: Ma quanto rompi, ma che razza di nome hai?!!
– J: De’… ora è colpa mia se c’ho quel nome!!
– P: Ohioi, vabbene.. “Geremì” ci parli del Broccaindosso?
– J: OK
Cosa è il Broccaindosso? Un’aberrazione, un luogo che esiste solo nella fantasia, un luogo che si materializza in determinati momenti della vita di un uomo e svanisce altrettanto velocemente ma lasciandoti molto dentro.
Antipasto:
mortazza con pagnottine soffici, prosciutto crudo, insalata con melograna. “E fin qui..” direte voi. Continuo: sfornatino di patate con panna, tortino zucca e formaggio, salsicce e fagioli (si, salsicce e fagioli → antipasto), melanzane alla parmigiana, fiori di zucca fritti e frittata.
Dolce:
vassoio crem caramel, scodella di cioccolata (tipo musse), vassoio tiramisù, tortino di cioccolata con scodella di crema, tortino basso con.. non so bene cosa, scodella con crema di castagne, zuppa inglese, bigne alla crema con scodella di cioccolato fondente.
Fossi lo chef per alleggerire ci inserirei anche un meringato alla panna.
Per la cronaca, mi ero portato l’alkaselzer ma non l’ho usato.
È tutto ;)








