La gestione sostenibile delle foreste è custode della biodiversità e della salute del patrimonio boschivo, anche per le generazioni future
Le foreste rappresentano un sistema naturale di eccezionale importanza. Svolgono funzioni essenziali per preservare gli equilibri ecologici fondamentali, in particolare per quanto riguarda il suolo, il regime delle acque, il clima e la biodiversità. Ad esse dobbiamo mezzi di sussistenza, materie prime essenziali e altri importanti benefici, seppur non sempre tangibili. Consapevoli di queste funzioni che obbligano a mantenere le foreste in condizioni di buona salute, gli operatori della filiera europea foresta, legno e carta hanno messo a punto politiche di gestione forestale sostenibile e di approvvigionamento responsabile delle materie prime.
Le foreste sono una delle risorse più preziose del mondo e ospitano più della metà delle specie animali e vegetali terrestri.[1]
Nell’arco degli ultimi quarant’anni, le foreste hanno contribuito in modo privilegiato alla mitigazione del cambiamento climatico, assorbendo circa un quarto delle emissioni di biossido di carbonio prodotte dalle attività antropiche. Il sequestro del carbonio nella biomassa forestale determina la riduzione del tasso di accumulo dell’anidride carbonica nell’atmosfera, contribuendo in tal modo alla stabilizzazione del clima.[2]
Si stima che circa 33 milioni di persone (l’1% dell’occupazione globale) lavorino direttamente nel settore forestale. Le foreste sono un elemento irrinunciabile per la conservazione della biodiversità, l’approvvigionamento energetico e la protezione del suolo e delle acque.
A dispetto di ogni luogo comune, per quanto diffuso possa essere, la realtà è che le foreste europee stanno crescendo di una misura equivalente a 1.500 campi di calcio ogni giorno.
Cresce anche la gestione forestale certificata, per lo più secondo i due schemi di certificazione più conosciuti a livello internazionale: il Forest Stewardship Council (FSC®) e il Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC™).
Bntrambi gli schemi FSC® e PEFC™ hanno obiettivi simili: la certificazione delle foreste secondo standard di gestione credibili e verificati in modo indipendente, la conservazione degli habitat naturali di piante e animali e il rispetto dei diritti dei lavoratori forestali e delle comunità locali. Entrambi comprendono la certificazione di catena di custodia che traccia il legno e la fibra di legno in ogni fase della catena di approvvigionamento, dalla foresta all’utente finale.
Quasi 105 milioni di ettari, pari al 52% della superficie forestale europea, sono certificati.
Le foreste europee agiscono da “pozzi” di assorbimento di carbonio. In Europa, tra il 2010 e il 2020, il sequestro medio annuo di anidride carbonica nella biomassa forestale ha raggiunto 155 milioni di tonnellate.[3]
Ciò significa che le foreste europee assorbono circa il 10% delle emissioni totali di gas serra del continente (EU27+ Regno Unito).[3]
Sempre a livello europeo, assistiamo a una maggiore diversificazione della composizione delle specie arboree forestali. Il 67% della superficie forestale è caratterizzata da due o più specie arboree, mentre il restante 33% è composto da singole specie arboree, sia monocolture che foreste naturalmente omogenee.[3]
Si stima che più dei due terzi della biodiversità terrestre si trovi nel patrimonio forestale mondiale. Nelle foreste trovano dimora più di 60.000 specie diverse di alberi, l’80% delle specie di anfibi, il 75% delle specie di uccelli e il 68% delle specie di mammiferi.[4]
Negli ultimi 37 anni, l’indice degli uccelli comuni delle foreste europee ha subito solo piccole fluttuazioni. La stabilità delle popolazioni di queste specie comuni di uccelli forestali è indice della stabilità globale dell’ambiente forestale e della biodiversità.