musica di ricerca: 85 cd / alessandro broggi. 2006

Meris Angioletti, Untitled (Thémis, former Solar Power Plant/ Gamma Ray Observatory, at Targasonne, Oriental Pyrenees, France), 2006, courtesy of the artist

Caro Marco, rispondendo alla tua sollecitazione mi sono preso un paio d’ore per stilare una mia lista di CD imperdibili. Prendendo da un po’ tutti i generi e gli autori che mi hanno interessato tra il 2000 e il 2005, e facendo una scelta molto personale. Sono andato un po’ a memoria, senza riascoltare: alcune descrizioni (più un darti un’idea, in realtà) sono venute decisamente meglio, altre sono solo per abbozzi. Per ricognizioni più approfondite e più esatte degli autori segnalati, puoi consultare il sito di ForcedExposure, o a volte anche Amazon (.com, .fr o .de), dove è anche possibile fare degli ascolti (quando i CD non sono d’importazione o di difficile reperimento), e i siti delle diverse etichette. Un suggerimento: molti compositori e artisti interessanti li ho proprio scoperti su ForcedExposure facendo ricerche per etichetta (e in alcuni casi comprando anche un po’ al buio). Per la sound-art, puoi anche fare riferimento alla galleria e-static di Torino.
Scusa la scrittura rapidissima [ho sicuramente dimenticato qualcuno: per esempio – solo ora me ne accorgo – tra i compositori-artisti devo ricordare almeno Gianluca Codeghini] e le descrizioni a volte per brevi slogan, ma come promesso ci tenevo a farti avere il tutto entro questo week-end. Non riesco a rileggermi. Ora devo scappare.
Un abbraccio _ Alessandro.

John Cage:

The Barton Workshop plays John CageEtcetera (3 CD) – c’è anche un’esecuzione del fondamentale concerto per pianoforte e orchestra (in cui Cage ha usato decine – ora non ricordo il numero esatto – di differenti metodi compositivi, trovi facilmente lo spartito nei conservatori).
The 25th Year Retrospective Concert of the Music of John Cage – anche qui un’esecuzione del concerto per pianoforte e orchestra (quella storica con i fischi del pubblico, del 1958) (3 CD)
Music of changes, pianista David Tudor – (www.hathut.com)
The Orchestral works 2: Etcetera – Mode

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choose / duchamp

Lunedì 5 ottobre 1965

Nel catalogo dell’esposizione New Sculpture by George Segal organizzata alla Sidney Janis Gallery [di New York] appare la dichiarazione: “Per Segal non si tratta dell’oggetto trovato, ma dell’oggetto scelto. Marcel Duchamp”

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[ in J.Gough-Cooper, J.Caumont, Effemeridi su e intorno a Marcel Duchamp e Rrose Sélavy 1887-1968, Bompiani, Milano 1993 ]

laborintus #5 / edoardo sanguineti

— • ¶ █ ■ þ

Edoardo Sanguineti
LABORINTUS (#5) /
[ da: Laborintus / Edoardo Sanguineti. – Magenta, 1956; e: Feltrinelli, Manni ]

5.

il livello mentale virtuale si abbassa questi paesi sono prosciugati
da prolungate speculazioni promuovo l’agitata soluzione isagogica
della tua congestione nella Terra Pacis con una orazione
in specifico ordine (tabulae motuum) in ragionevole bellezza
quod istius operis volta al particolare non est simplex sensus
in una parola subiectum est homo organicamente totius operis
mediante l’invenzione di un corpo l’elasticità
non più unilateralmente teoretica di una fenomenologia spaziale
per rigida paralisi belle donne voi siete spazio la bellezza
per cui si discorre velocemente non deve avere un senso
ma molti sensi estesi
tagliata in sezioni che non muovono
dalla modalità doverosa (dunque moralità) eventuale
del nostro atteggiamento ma della sua apprensione discorsiva
alta (dunque erettiva) eruzione del tatto perché la vita è così insufficiente
ma perché oggettivamente qui potenzialmente collettivamente irresistibile
della sfaldabilità di un pietroso vigore della linea sia fondamentale
essa o complementare ma forte sia linea e linea
di avventura
io voglio conoscere (non importa se non puoi sognarmi)
ho formulato molte ipotesi per vivere parlo di conferire decoro
al mio processo penso a un decoro muscolare tattile abile di irritabilità
penso a troppe vibrazioni (penso) non mi ascoltano più
e parole
ancora tagliano le labbra (io sono qui con un virtuoso discorso)

— • ¶ █ ■ þ

serata socievole / alessandro broggi. 2006

patricktosanimv19921ex.jpgpatricktosanict19921nu.jpg

I.

Vittoria porge dei regali a Carlo. I regali sono un orologio nuovo e un paio di occhiali da sole. Va verso la sala e si versa da bere, si siede, beve. Carlo dice qualcosa di irrilevante. Si interrompe, ride e riprende a parlare. A cena Carlo mangia o non mangia. Si siede, si alza […].

II.

Qual è la cosa migliore da fare? “Ho deciso di mentire”, o non trova le parole. Non depone le aspettative, i suoi pensieri la riguardano. Come ora. “Cosa vuoi da me? Carlo”. “Vittoria. […]”. Risponde che riceve sostegno emotivo.

III.

È solo per trovare la situazione giusta, “ho tutto il tempo e le parole che voglio”, a parte l’aspetto contento. Carlo si siede e si alza. “Che altro?”. Ha chiesto Vittoria. La bella vita, tempo di stagione, ritorno come previsto. E ora quella che considera una necessità: Vittoria. Trentanove anni, sveglia e rilassata, non stanca, ma rilassata, ha desideri sul modo in cui le dedica attenzione. D’un tratto, oppure con dolcezza, o con prudenza. Carlo non si affretta a rispondere, sta pensando se questo non è uno schema fisso anche per lui, leggibile, come il suo aspetto, benvenuto come il sesso.

IV.

Carlo apre la bocca e parla […]. La guarda per un attimo, le sorride. Lei gli sorride. Vittoria lo bacia a lungo. Un’impressione di sicurezza: sesso senza restrizioni, verso sera, estate, toni remissivi.

 

 

(Images: Patrick Tosani, from Têtes vues du dessus, 1992, tirage cibachromes, from Milano Europa 2000, Triennale, Milano, 2001.)

tape mark i / nanni balestrini. 1962

TAPE MARK I / Nanni Balestrini

La testa premuta sulla spalla, trenta volte
più luminoso del sole, io contemplo il loro ritorno
finché non mosse le dita lentamente e, mentre la moltitudine
delle cose accade, alla sommità della nuvola
esse tornano tutte, alla loro radice, e assumono
la ben nota forma di fungo cercando di afferrare.

I capelli tra le labbra, esse tornano tutte
alla loro radice, nell’accecante globo di fuoco
io contemplo il loro ritorno, finché non muove le dita
lentamente, e malgrado che le cose fioriscano
assume la ben nota forma di fungo, cercando
di afferrare mentre la moltitudine delle cose accade.

Nell’accecante globo di fuoco io contemplo
il loro ritorno quando raggiunge la stratosfera mentre la moltitudine
delle cose accade, la testa premuta
sulla spalla: trenta volte più luminose del sole
esse tornano tutte alla loro radice, i capelli
tra le labbra assumono la ben nota forma di fungo.

Giacquero immobili senza parlare, trenta volte
più luminosi del sole essi tornano tutti
alla loro radice, la testa premuta sulla spalla
assumono la ben nota forma di fungo cercando
di afferrare, e malgrado che le cose fioriscano
si espandono rapidamente, i capelli tra le labbra.

Mentre la moltitudine delle cose accade nell’accecante
globo di fuoco, esse tornano tutte
alla loro radice, si espandono rapidamente, finché non mosse
le dita lentamente quando raggiunse la stratosfera
e giacque immobile senza parlare, trenta volte
più luminoso del sole, cercando di afferrare.

Io contemplo il loro ritorno, finché non mosse le dita
lentamente nell’accecante globo di fuoco:
esse tornano tutte alla loro radice, i capelli
tra le labbra e trenta volte più luminosi del sole
giacquero immobili senza parlare, si espandono
rapidamente cercando di afferrare la sommità.

da “vetrine” / damiano abeni

   

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Damiano Abeni, da Vetrine

   

the reader is a radar / notes on leon (and gleize)

 

A fundamental element in Jon Leon and Jean-Marie Gleize‘s poems is a sort of process of quick fusion and aggregation of materials putting together in strict relatedness words and phrases belonging to different contexts and driven to diffraction.

Leon’s poems consist of broken sentences and of a firmly held syntax-line, as a paradoxical hidden and glowing stream of meaning. The ripped frames of syntax cohere. You may build up and lose a story in images. A concrete flux of meaning remains unexpressed, yet urging. The reader can only argue there’s a flood of links between ruins of sentences but the whole is hidden by doubled and redoubling interruptions, fractal borders. The poem is compact and pulverized at the same time.

Leon often puts numbers as displacing codes inside the poem too. They provide further obstacles in making the lines and statements stop and go — rapidly, in a mad darkening continuum. This strategy causes a constant and almost physical rearrangement of the reading process, in order to catch the real bridge-shaped wandering of our act of reading.

On the other hand, Gleize’s verse is made by single-noun sentences. He organizes a sort of uncommon flashing journal, in which the glances, the flickering of sense and the daily journey notes serve as each others’ allegories. They arrange a mechanism of broken but reassured links. (Broken thus reassured themselves).

In Gleize and Leon’s texts words lie really close to each other. The closeness stands for [possible / imagined] relation. (If things are far from the Self, and far from each other, yet the poem whirls like a black hole sticking things together).

The peculiar disposition of words on the surface of the page creates a kind of ‘optical’ art that throws extraordinary different things in an extraordinary narrow space — in strict closeness. This fact mimes and creates the appearence of a clearly greater relatedness among constellations of nouns, images, and sounds. The reader is a radar who perceives that vibration.

Does the reader think of things and objects of ordinary life as if they were linked and not wholly meaningless? Nobody knows if they really are. But who reads feels the presence of an arrow pointing to possibility itself.

 

Marco Giovenale

 

[ editing: Alessia Folcio ]

 

 

 

flux for gammm

to support GAMMM here’s FLUX. this blog wants to host quick reviews, fragments of interviews, flashes, news. all that is shortly said – but important. (things that could be hosted in gammm but are not, for reasons of space, time, issues, structure of the site). the blog will be in English and in Italian as well.

come supporter di GAMMM ecco FLUX. questo blog vuole ospitare rapide recensioni, frammenti di interviste, flash, notizie. tutto ciò che è detto in breve – ma importante. (cose che potrebbero essere ospitate in gammm ma non vi entrano, per ragioni di spazio, tempo, uscite, struttura del sito). il blog sarà in inglese e in italiano.

 

 

dusie/e-chap: il progetto

Dusiedusie ha da poco iniziato un progetto di letteratura collaborativa vicino alle forme della mail art. Il progetto dusie/e-chap comprende 42 poeti, coordinati dall’editor di dusie Susana Gardner in una specie di collettivo, e prevede la pubblicazione on line di piccole plaquettes sul sito di Gardner. Le stesse plaquettes (o chapbooks, all’inglese), realizzate in cartaceo dai rispettivi autori, saranno anche inviate per posta agli altri partecipanti al progetto ed a chiunque sia interessato per darne segnalazioni o recensioni.

L’aspetto particolarmente interessante di questo progetto è l’operazione di sintesi che riesce a portare a compimento, tra elementi di tradizioni e pratiche diverse. Da una parte la realtà della rete, della pubblicazione on line e dell’estrema diffusione dei formati digitali come canale immediato della produzione letteraria. Da un’altra parte ancora, la tradizione della mail art, della produzione artistica su circuiti molto limitati, costruiti sulle relazioni dirette tra gli artisti e gli “spettatori”. Da un’altra parte, infine, la realizzazione dell'”oggetto libro” da parte dell’autore, seguendo le esperienze del libro d’artista.

Gli autori che partecipano al progetto sono:

dana ward ::: john sakkis ::: scott glassman ::: sawako nakayasu ::: hartmut abendschein ::: k. lorraine graham ::: jonathan skinner ::: lauren levin ::: elisabeth workman ::: sheila murphy ::: betsy fagin ::: nicole mauro ::: jill magi ::: rick snyder ::: sarah mangold ::: david goldstein ::: philip jenks ::: logan ryan smith ::: jill stengel ::: aaron anstett ::: almeder logan ::: jules boykoff ::: paul klinger ::: christopher rizzo ::: jared hayes ::: amy king ::: kari edwards ::: greg fuchs ::: william allegrezza ::: jen hofer ::: kaia sand ::: mark lamoureaux ::: jon leon ::: susana gardner ::: ellen baxt ::: cheryl quimba ::: jane sprague ::: mackenzie carignan ::: jared stanley ::: catherine theis ::: marci nelligan ::: boyd spahr

La lista completa degli autori e dei titoli è reperibile qui. GAMMM segnalerà, nei prossimi mesi, alcuni degli arrivi.