è l’ora di pranzo del mondo, il sole lo dice dall’alto di tutti. ricordiamo come le pitture preistoriche all’interno delle grotte raffigurino certo battute di caccia ma invece nessun banchetto, come se chi avesse composto quelle scene non provasse fame e fosse privo di corpo quindi nell’ora di pranzo del mondo. si era nell’ora di pranzo del mondo? così via scendendo a maggiori profondità raramente lambite dal sole. per le otto grotte collocate in ognuna qui di seguito i soggetti. 52. descrivere invece come comporre le grotte assegnando a ciascuna di esse un singolo soggetto ornamentale & famiglia: stavano andando o tornando da scuola, stavano scavando con le unghie, stavano sbriciolando zolle d’argilla e neanche mangiando stesi a letto, non portavano frutti, mostravano curiosità, stavano adoperando calzature usate, stavano dipingendo. le hanno viste scappare in cucina. hai fame? ha fame il mondo del sole? tramite distendersi di luce o consimile membrana. è fatto possibile assimilare o inghiottire (orti botanici coevi) tramite assenza di corpo presente. la grotta, l’antro e la caverna tutti adibiti. vanno inserite traverse di olivo selvatico, mentre per altri particolari suddividere i compiti e le sacche coi succhi. è così che bisogna poter combattere, protetti fino al petto. sepolti fino al mento almeno. un altro esempio famigliare, per provvedere alla sicurezza dei bambini, è la posizione della finestra della cucina. se l’assenza di bordi taglienti renda le grotte meno visibili nel sole sull’alto di tutti. preme giù.
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un antenato non può venire meno al suo compito di antenato cioè permanere. il bambino non può venir meno al suo compito di bambino cioè venir meno. si formano grumi se non mescoli bene. cioè fare i suoi compiti: dire fare baciare fare i suoi compiti se si insegnassero i colori a un bambino indicando le fiamme. o corpi trasparenti colorati di fiamme anche vengono meno o bianchi. gli antenati non possono venire meno al loro compito cioè rimanere distinti. i bambini non possono venir meno al loro compito cioè venir meno al loro dovere con casi di residui indistinti qui, là, su, giù. cresci? sali? premi? hai fatto i doveri di casa? ramazza dagli angoli via. evitando di colpirli violentemente con l’asta appuntita o un qualunque sedile rotto oppure accendere un fuoco sfregando tali bambini. ecco il mangiafuoco in su la pubblica piazza di quanti bambini è ricco. procurato da una stufa a carbone, di natura non specificata, dall’uso di fiammiferi, da incendi, da bambini. in molti casi residua una invalidità permanente più o meno grave. con splendore di somme cospicue oppure che abbia la coda deforme o l’erba con le unghie o le unghie con i denti. la pianta non ha alcun movimento volontario se morde o prende fuoco sono i bambini.
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per quale processo si diventa antenati? in quel sito vi è un cimitero in cui ogni lapide ha un colore diverso (ad es.: blu). è il colore preferito ognuno. come si diventa? occorre scegliere un colore (blu, giallo, fucsia). va chiesto ai bambini che colore scegliere e non più di uno. i bambini sono tanti. i colori sono tanti. se il vento aumenta la spinta, il colore non cambia. se il vento aumenta la spinta trova rifugio nella boscaglia: osserva come è scossa dal vento che vi si rifugia. la dividerebbe in parti di bianco e parti non bianche, divise queste in parti scure e in parti di altri colori divise tutte dalle fronde che non mescolano il bianco e i colori ma proiettano scuro per tramite dell’ombra che si aggira a causa del vento che scuote la boscaglia (es.: verde). esse fronde sono (anche) la boscaglia. la particolarità del bianco verrebbe più chiaramente alla luce mescolata con un che di vissuto. per questo vi si portino bambini a scegliere i colori nella boscaglia per tramite del vento ivi sospinti. le fronde si susseguono apparentemente uguali, le lapidi si susseguono apparentemente uguali, ma ognuna è unica e irripetibile come la vita di ognuno preferibilmente contrassegnata da un colore (es.: bruno, verde, antenato). a balzi. balzano come onde.
è chiaro che, avendo a disposizione tutto quello spazio in giardino, il vertice del quale è occupato dal paradiso e, un po’ discosto, dall’equipaggiamento per la fase difensiva. che tocca o morde la coda.


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