İlhan Berk, “Voltodamore” (“Aşkyüzlü”)

Di seguito una poesia di İlhan Berk (1918-2008), uno degli autori più sperimentali e distintivi della poesia turca contemporanea, tratta dalla raccolta del 1968 Aşıkâne (Amorosamente). Buona lettura!

Aşkyüzlü

Aşkyüzlü, eğilmiş, suya bakıyor

Beyaz, uzun boynu suya çıkıyor

Bir rüzgâr Eski zamanlar gibi bir

rüzgâr Ağzının gülünü yoluyor

Sesi, o al sonsuz imgesi aşkın

Geceme geceme gelip vuruyor

Sanki bir şiirde soyunuyor ve

Çıplaklığı bu kâğıda çıkıyor

Uzun, asi beyazlığını sonra

Bu sayfaya bırakarak gidiyor

Voltodamore

Voltodamore china osserva l’acqua

Bianco, il suo lungo collo affiora sull’acqua

Un vento Come in un tempo antico un

vento Sfoglia la rosa della tua bocca

La sua voce, quell’immagine rossa e infinita dell’amore

Viene a colpire la mia notte, le mie notti

Sembra spogliarsi in una poesia e

La sua nudità affiora su questo foglio

Il suo lungo selvaggio candore poi

Lo lascia su questa pagina e va via

Leave a comment

Filed under Novità, Traduzioni

In libreria: “Tutte le canzoni di Istanbul” di Cemal Süreya

La casa editrice Bompiani ha appena pubblicato la raccolta di poesie di Cemal Süreya “Tutte le canzoni di Istanbul”, un volume che in novantanove componimenti ripercorre l’attività di uno degli esponenti di punta del cosiddetto “Secondo Nuovo” (İkinci Yeni), l’approccio modernista del secondo Novecento turco. La raccolta, con testo originale a fronte, vuole presentare al pubblico italiano un autore che in Turchia è un vero e proprio cult, ma che all’estero è ancora troppo poco conosciuto – basti pensare che manca, a tutt’oggi, anche una traduzione inglese dei suoi versi (se si eccettuano brevi contributi in rivista), mentre una piccola antologia francese è stata pubblicata solo nel 2020 per L’Harmattan.

Dal volume, a cura di chi scrive, ecco “Şiir”, “Poesia”:

ŞİİR
Kadın kendini gösterdi usulcana
Çekingenlikle koşulu beyaz usulcana
Gittiler gözleri aşka yaşamaya yangın
Gidip gelenler oldu gitti geldiler.


Kadın saçlarını getirmedi uzakta tuttu
Umutsuzlukla dolu soyunuk uzakta
Düştüler karanlıkta aralık aralık
Düşüp ölenler oldu düştü öldüler.


Kadın gözlerini koydu ortaya
Bir mavi bir gökyüzü aldı çevrelerini
Sevdiler sonsuz bir maviyle alıngan
Sevip yaşayanlar oldu sevdi yaşadılar.
(1953)


POESIA
Morbidamente la donna si rivelò
Morbidamente e bianca e frenata dalla timidezza
I suoi occhi incendiati di vita e d’amore
Andarono e tornarono con chi andava e tornava.


La donna non portò i capelli li tenne lontani
Disperata e nuda nella lontananza
Caddero poco a poco nelle tenebre
Cadde e morì chi cadeva e moriva.


La donna rivelò i suoi occhi
Un azzurro un cielo avvolse ogni cosa
Amarono superbi con un azzurro infinito
Amò e visse chi amava e viveva.
(1953)

Leave a comment

Filed under Novità, Traduzioni

Cemal Süreya, “Rosa” (Gül)

Una poesia dalla raccolta “Üvercinka” di Cemal Süreya del 1954… Buona lettura!

Rosa

Piango seduto nel cuore esatto della rosa

Mentre muoio in strada tutte le notti

Cosa mi preceda o mi segua non so

E nel buio sento, sento posarsi i tuoi occhi

Gli occhi cui devo la vita

Ti prendo le mani e le carezzo fino al mattino

Le mani tue bianche e ancora bianche e bianche

Sono bianche da farmi paura, le tue mani

In stazione il treno si ferma un po’

A volte sono l’uomo che la stazione non la trova

Prendo la rosa, la passo sul viso

Sarà caduta in strada

Mi si spezzano le ali, le braccia

Zampillo sangue, apocalisse e una banda

Sulla punta della zurna

Uno zingaro risorto

GÜL

Gülün tam ortasında ağlıyorum

Her akşam sokak ortasında öldükçe.

Önümü arkamı bilmiyorum

Azaldığını duyup duyup karanlıkta

Beni ayakta tutan gözlerinin

Ellerini alıyorum sabaha kadar seviyorum

Ellerin beyaz tekrar beyaz tekrar beyaz

Ellerinin bu kadar beyaz olmasından korkuyorum

İstasyonda tren oluyor biraz

Ben bazan istasyonu bulamıyan bir adamım

Gülü alıyorum yüzüme sürüyorum

Her nasılsa sokağa düşmüş

Kolumu kanadımı kırıyorum

Bir kan oluyor bir kıyamet bir çalgı

Ve zurnanın ucunda yepyeni bir çingene

1954

Leave a comment

Filed under Novità, Traduzioni

Melih Cevdet Anday, “Siamo diventati nuvole” (Bulutlar Olduk)

Dopo una lunga pausa, ecco una nuova traduzione dal poeta e romanziere Melih Cevdet Anday (1915-2002), che dopo gli esordi nei primi anni Quaranta nel gruppo dei poeti Garip (Lo strano), si avvicinerà alla corrente poetica dell’İkinci Yeni (Secondo Nuovo) dagli anni Cinquanta in poi. Dedico questa traduzione alle vittime innocenti di un conflitto sempre più insensato e straziante. Come tutti i conflitti.

BULUTLAR OLDUK

Ölüler mezarlıktan dönüyorlar

Kendilerini gömen imamı bulmaya

Oysa imam da ölmüş aralarında

Hangi ölüyü gömüyor

Saklılarımızın toprağını eşeliyor akşam

Bıçağının ucu ile yüreğimizde

Bir bıçak daha çıkıyor toprağın içinde

Hangi saksıyı eşelemeğe

Bulutlar olduk dağılıp toplanan

Çitlerini devirmiş bahçelere

Derken yıldızlardan bir çit daha

Bulutlarda yepyeni bir bahçe

(Yeni Dergi 22, Temmuz 1966)

SIAMO DIVENTATI NUVOLE

I morti tornano dai cimiteri

Alla ricerca dell’imam che li ha sepolti

Però anche lui è tra i morti

Chi mai potrà seppellire?

La sera scava la terra dei nostri arcani

Con la punta del coltello nel cuore

Un’altra lama spunta nella terra

Quale vaso potrà scavare?

Siamo diventati nuvole sparse, poi riunite

In giardini dalle siepi divelte

Le stelle adesso creano un’altra siepe

Tra le nuvole un giardino tutto nuovo.

(Yeni Dergi 22, Luglio 1966)

Leave a comment

Filed under Traduzioni

Tuğrul Tanyol, “Lo specchio ti rigetta”

Con questa poesia contenuta nell’antologia “Il vino dei giorni a venire – Poesie 1971-2016” auguro buon voto a tutte e tutti coloro che vivono in Turchia!

Lo specchio ti rigetta

Come puoi guardarti allo specchio

lo specchio ti rigetta

non te ne accorgi

ma la Turchia ti rigetta.

Il bambino per strada

il neonato nella culla

la donna in attesa dell’uomo

l’uomo che ha nostalgia della donna

li hai uccisi tutti tu.

Ethem,

Ali Ismail,

Berkin nei suoi quindici anni

forse non avrai impugnato un’arma

ma li hai colpiti con le tue parole

i tuoi occhi

la tua presenza…

lo specchio ti rigetta

il vuoto che si stende dagli occhi alla mente

risuona nel tuo cranio:

sono un traditore

traditore

traditore…

il tuo specchio esplode di ribrezzo

quindi un uccello

disegna nell’aria un cielo azzurro

2 Comments

Filed under Traduzioni

Ilhan Berk, “Due pesci davanti a Istanbul”

Care Lettrici e cari Lettori,

si inizia il 2023 con una poesia di Ilhan Berk apparsa in traduzione italiana su “Poeti e Poesia” n. 24. Buona lettura!

DUE PESCI DAVANTI A ISTANBUL

Guardate il cielo che sovrasta Istanbul

Come gradualmente s’abbassa

Le case e la gente

Vuole osservarle più da vicino

Spunta il centomillesimo mattino del mondo

Alzatevi, alzatevi tutti, piante e animali

Io dico a voi che

Sono una cosa da vedere, i mattini del mondo

Questo cielo che batte sulle nostre acque, gli alberi

Chissà quante domande hanno acceso anche in te

Quante notti insonni ho passato pensando a questa terra

Io stesso

Una volta nel cielo passava una nuvola in corsa

Era chiarissimo, un bambino era venuto al mondo

Prima vide le nuvole sul Passaggio Hıristaki e ne gioì

Poi ci guardò e gli piacque da morire.

Ti chiedi se sei venuto dalle coste del Pacifico

Se sono queste le acque più pacifiche del mondo

Perché te ne stai così in silenzio

Dici che le cose sulla terra non vanno tanto bene?

Vieni, usciamo un po’ io e te,

Conoscerai mille cuori buoni, potrai aprirti

Lo sai da dove viene quest’inquietudine del mondo?

Non ci siamo stretti e conosciuti nemmeno un poco

Viva ancora mille anni questo fronte di Üsküdar

Cos’erano i capelli della ragazza che mi è passata davanti

Li avesse sciolti avrebbe inebriato l’aria

Finché avrò vita, io questa riva non la lascerò

Cos’è questo buio improvviso sul mare

Cos’è questa frenesia tra le platesse

Devo uscire e ripararmi in un punto più nascosto

Capisco che la pioggia cade sulla terra

Sono un pesce, fratelli miei umani, nel Bosforo

Percorro il mondo palmo a palmo

Ora il Capo di Buona Speranza, ora il Grande Oceano, ora Istanbul

Il mio compito: far gioire questa terra.

Da Türkiye Şarkısı (Canto di Turchia), 1953

İSTANBUL ÖNÜNDE İKİ BALIK

İstanbul’un üstündeki gökyüzüne bakın

Gittikçe nasıl alçalıyor

Evleri, insanları

Nasıl daha bir yakından görmek istiyor

Bununla dünyada yüz bininci sabah oluyor

Kalkın, hepiniz kalkın, bitkiler, hayvanlar

Ben size diyorum ki

Dünyada sabahlar görülecek şeydir

Şu sularımıza vuran gökyüzünü, ağaçları

Kim bilir sen de ne kadar merak etmişsindir

Kaç geceler bu dünya yüzünü düşünüp uyuyamamışımdır

Ben şahsen

Bir defa gökyüzünden bir bulut hızlı hızlı geçiyordu

Bir çocuk gelmişti dünyaya besbelliydi

Peşin Hıristaki Pasajı üzerindeki bulutları gördü, sevindi

Bize baktı sonra dehşetli hoşlandı.

Ben Pasifik kıyılarından mı geldim diyordun sen

Dünyada en rahat sular burada mı

Niye öyle susup duruyorsun

Dünyada işler iyi gitmiyor mu diyorsun

Gel şöyle çıkalım biraz seninle

Ne iyi yürekler tanıyacaksın, açılırsın

Neden bu huzursuzluk dünyada biliyor musun

Tutup biraz olsun tanımamışız birbirimizi

Daha bin yıl yaşasın şu Üsküdar önü

Önümden geçen kızın neydi o saçları

Bıraksa yeminle sarhoş ederdi havayı

Ömrüm oldukça ben bu kıyıdan ayrılmam

Durup dururken bu ne karanlık denizin üstünde

Ya bu telâş ne pisi balıklarındaki

Çıkıp gitmeliyim daha kuytu bir yere

Anlaşıldı dünyada yağmur yağıyor

Ben bir balığım, insan kardeşlerim, Boğaz’da,

Karış karış dolaşıyorum dünyayı

Şimdi Ümitburnu’ndayım, şimdi Büyük Okyanus’ta, şimdi İstanbul’da

Dünyayı sevdirmek ödevim

Leave a comment

Filed under Traduzioni

Nilgun Marmara, “Il canto del cigno”

Nilgün Marmara è unanimemente considerata la Sylvia Plath della letteratura turca, sia perché sulla poetessa americana aveva scelto di scrivere la sua tesi di laurea (pubblicata postuma nel 2006), sia per il destino comune. Nata a Istanbul il 13 Febbraio 1958, Nilgün Marmara si tolse la vita il 13 Ottobre 1987, non ancora trentenne. Studiò nel prestigioso liceo Kadıköy Maarif Koleji e fu ammessa alla Facoltà di lingua e letteratura turca dell’Università di Istanbul, per poi trasferirsi all’Università Boğaziçi, dove studiò lingua e letteratura inglese. Nel 1982 si sposò, e insieme col marito Kağan Önal crearono un centro artistico nella casa a cui diedero il nome “Terra Rosa”. Tre anni più tardi, Nilgün seguì il marito a Tobruk, in Libia, dove iniziò a riordinare e rivedere le poesie scritte a partire dal 1977. Tornata a Istanbul nel 1978, continuò a scrivere per altri nove anni, fino a un mese prima del suicidio, senza mai pubblicare le sue composizioni.

Le sue opere, tutte postume, sono Daktiloya Çekilmiş Şiirler (“Poesie battute a macchina”, 1988), Metinler (“Testi”, 1990), Kırmızı Kahverengi Defter (“Quaderno rosso e marrone”, 1993), Defterler (“Quaderni”, 2016), Kağıtlar (“Fogli”, 2016). Vista la complessità del suo dettato poetico e delle immagini che creano una fitta trama, è stata poco tradotta nelle principali lingue europee. Una traduzione italiana di tre sue poesie è apparsa sulla rivista Kaleydoskop – Turchia, Cultura e Società.

Buona lettura!

Il canto del cigno

Sono i canti dei cigni prima di morire, le mie poesie
Misteri guardiani in drappi neri

Per la mia vita che vacilla.

Ciascun dolore che rimandavo chissà da quanto
Schricchiola ormai, comincia un canto nuovo,
– questa poesia –
Mentre vengono meno la mia vita le mie traiettorie ignote,
Per me e per tutti voi, costretti a camminare

assieme!

Perché si è distaccata da ciò che l’aggrediva,
Dal desiderio profondo che rompeva il suo sonno.
Se anche incanta perché sincera
Oramai vive la propria violenza pura,
– questa poesia –
La vista silenziosa delle bellezze che non sono riuscita a creare,
Il riflesso a capo chino di ciò che non si è potuto raggiungere,
Con amore salutano tutti voi!

Kuğu Ezgisi

Kuğuların ölüm öncesi ezgileri şiirlerim,
Yalpalayan hayatımın kara çarşaflı
bekçi gizleri.

Ne zamandır ertelediğim her acı,
Çıt çıkarıyor artık, başlıyor yeni bir ezgi,
– bu şiir –
Sendelerken yaşamım ve bilinmez yönlerim,
Dost kalmak zorunda bana ve
sizlere!

Çünkü saldırgan olandan kopmuştur o,
uykusunu bölen derin arzudan.
Büyüsünü bir içtenlikten alırsa
Kendi saf şiddetini yaşar artık,
– bu şiir –
Kuramadığım güzelliklerin sessiz görünümü,
ulaşılamayanın boyun eğen yansısı,
Sevda ile seslenir sizlere!

Leave a comment

Filed under Novità, Traduzioni

İlhan Berk’s paintings: a dialogue

İlhan Berk has produced an immense amount of works, not only in the field of poetry but also of graphics and painting. Poets Enis Batur and Gonca Özmen will discuss Berk’s imagery in the talk Aks’ta Şair Konuşmaları – İlhan Berk Neden resim yapar? hosted by the AKS Kaleiçi Evi of Antalya. The talk will take place on Zoom on 21 November 2021, 8:30 pm Turkish time. For further infos and to register, see https://www.antalyakultursanat.org.tr/etkinlik/cevrimici-etkinlik-aksta-sair-konusmalari-ilhan-berk-neden-resim-yapar/

See you there!

Leave a comment

Filed under Novità

Gonca Özmen su “La macchina sognante”

La rivista online di poesia “La macchina sognante” ha pubblicato una scelta di poesie di Gonca Özmen, autrice di cui numerosi componimenti sono già stati ospitati da questo blog. Per accedere alla rivista basta collegarsi a http://www.lamacchinasognante.com/sulla-punta-della-sua-voce-una-biblioteca-vivente-poesie-di-gonca-ozmen-trad-di-nicola-verderame/

Buona lettura!

Leave a comment

Filed under Novità, Traduzioni

Bodrum ricorda Nazım Hikmet!

La città di Bodrum ha scelto di celebrare il grande poeta Nazım Hikmet con una serie di eventi il 2 e 3 Giugno: dall’inaugurazione di una statua e una biblioteca a lui dedicata, passando per concerti, mostre e letture.

Tra gli ospiti, lo scrittore Zülfü Livaneli e i poeti Şükrü Erbaş, Ahmet Telli, Zerrin Taşpınar, Ahmet Telli, Mahmut Temizyürek e Salih Bolat.

Gli eventi sono tutti in streaming sulle reti sociali ufficiali della municipalità di Bodrum, oltre al canale https://www.youtube.com/user/BodrumBelediyesi

Buona visione!

Leave a comment

Filed under Traduzioni