AI: Fedriga, Fvg investe per rafforzare capacità previsione
Il governatore è intervenuto a Laboratorio Sanità 20/30 Villa Manin di Passariano, 11 giu - "L'intelligenza artificiale
applicata alle emergenze di protezione civile e sanitarie può
svolgere un ruolo fondamentale: rafforzare le capacità
previsionali e garantire una risposta più efficiente e
tempestiva". Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia
Massimiliano Fedriga intervenendo alla prima giornata del
Laboratorio Sanità 20/30 dedicato all'intelligenza artificiale,
aperto dall'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. Fedriga ha richiamato in particolare il valore dei big data e
dell'intelligenza artificiale nella costruzione di sistemi in
grado non solo di rispondere alle emergenze, ma di anticiparle. Fedriga ha ricordato come sia un tema che la Regione Friuli
Venezia Giulia ha particolarmente in evidenza, citando il
progetto AgorAI che è stato avviato insieme a realtà pubbliche e
private per sviluppare applicazioni di AI legate alla prevenzione
del rischio idrogeologico e alla gestione delle emergenze. Un ragionamento che si estende in modo ancora più evidente al
settore sanitario. "Il Covid ci ha mostrato cosa accade quando
non si dispone di strumenti previsionali adeguati: molte
decisioni sono state prese in condizioni di forte incertezza", ha
osservato Fedriga, ricordando come nelle fasi iniziali della
pandemia le scelte fossero spesso basate su informazioni
incomplete e valutazioni prudenziali. Tra gli esempi citati anche quello delle decisioni sulla chiusura
delle scuole durante la prima fase dell'emergenza, quando — ha
spiegato — "ci si muoveva spesso tra opinioni diverse degli
esperti, senza dati oggettivi consolidati". Fedriga ha poi allargato la riflessione al quadro europeo,
criticando un approccio regolatorio che, a suo giudizio, rischia
di rallentare l'innovazione: "Le regole devono governare i
processi, non bloccarli. Un eccesso di vincoli può finire per
spostare lo sviluppo tecnologico fuori dall'Europa, senza però
riuscire davvero a controllarlo". In questo senso ha citato il caso delle nuove soluzioni di
intelligenza artificiale sviluppate da grandi aziende
tecnologiche internazionali, sottolineando come alcune di esse
non saranno inizialmente disponibili in Europa, con il rischio di
alimentare forme indirette di accesso non regolato. Al centro del suo intervento anche il rapporto tra pubblico e
privato, definito decisivo per lo sviluppo dell'innovazione: "Il
futuro sta nella collaborazione: il pubblico indica i bisogni, il
privato sviluppa le soluzioni". Un modello che, secondo Fedriga,
trova nelle Regioni un livello istituzionale particolarmente
adatto a fare da ponte. Infine, una riflessione più ampia sull'impatto sociale
dell'intelligenza artificiale. Pur non esprimendo timori sul
lungo periodo, il governatore ha evidenziato le criticità della
fase di transizione: il rischio di squilibri occupazionali,
l'accentramento della conoscenza e la necessità di accompagnare
il cambiamento con politiche pubbliche adeguate. "Non possiamo pensare di fermare il vento, ma possiamo scegliere
come orientarci per non subirne gli effetti", ha concluso
Fedriga, richiamando la necessità di una governance consapevole
dell'innovazione, capace di coniugare sviluppo tecnologico,
equità sociale ed efficacia istituzionale.
ARC/EP/ma
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