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		<title>Erica Cassano porta il suo DURAMADRE a CHRONICAE 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Brunoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:50:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Erica Cassano porta il suo DURAMADRE a CHRONICAE 2026. Appuntamento sabato 18 aprile alle 17:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/erica-cassano-porta-il-suo-duramadre-a-chronicae-2026/">Erica Cassano porta il suo DURAMADRE a CHRONICAE 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Erica Cassano porta il suo DURAMADRE a CHRONICAE 2026. Appuntamento sabato 18 aprile alle 17:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco.</h3>
<p><strong>Erica Cassano</strong>, dopo lo strepitoso successo de <strong>LA GRANDE SETE</strong>, ai primi posti delle classifiche di vendita italiana per 10 settimane, è tornata in libreria con <strong>DURAMADRE (2026, Garzanti).</strong></p>
<p>E proprio <strong>DURAMADRE</strong> sarà al centro dell&#8217;<strong>incontro con Erica Cassano che si terrà sabato 18 aprile alle 17:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</strong> per la XII edizione di CHRONICAE, Festival Internazionale del Romanzo Storico.</p>
<h3>Il libro</h3>
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<p data-path-to-node="3"><strong>Dopo l&#8217;incredibile successo de LA GRANDE SETE, esordito al primo posto in classifica e diventato un vero caso editoriale</strong> grazie al passaparola dei lettori, l&#8217;autrice rivelazione <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="178">Erica Cassano</b> torna in libreria. Il suo nuovo e attesissimo <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="238">libro</b>, intitolato <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="256">DURAMADRE</b>, è un romanzo intenso e viscerale che racconta la fatica di affermare la propria identità in un ambiente ostile e ancorato al passato.</p>
<h4 data-path-to-node="4">La trama: il pregiudizio in una Calabria immobile</h4>
<p data-path-to-node="5"><strong>La protagonista di DURAMADRE è Celeste, una donna nubile, quasi quarantenne, che si trasferisce da Napoli a un aspro paesino della Calabria.</strong> È arrivata fin lì per amore di Tonio, in cerca di un approdo sicuro, ma l&#8217;accoglienza è gelida. Il primo giorno di scuola, nella sua aula, non si presenta nessun bambino. In quel paese basta essere considerati &#8220;diversi&#8221; o troppo moderni per venire condannati. Mentre il resto dell&#8217;Italia corre veloce verso il boom economico, la nuova realtà di Celeste è immobile, spietata e incapace di perdonare.</p>
<h4 data-path-to-node="6">Un amore in crisi e un inconfessabile segreto</h4>
<p data-path-to-node="7"><strong>Oltre all&#8217;isolamento sociale, Celeste deve affrontare un dramma domestico.</strong> La famiglia di Tonio la esclude apertamente, e lo stesso compagno sembra giorno dopo giorno sfuggirle, intrappolato nelle sue radici e in una presunta maledizione familiare. A tratti, Celeste fa fatica a riconoscere l&#8217;uomo che amava.</p>
<p data-path-to-node="8"><strong>Eppure, abituata da sempre a cavarsela da sola, non è fatta per arrendersi o fuggire.</strong> Decide di resistere, portando dentro di sé un <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="132">segreto taciuto</b> che non ha ancora avuto il coraggio di rivelare a Tonio. Una verità pronta a sconvolgere tutto. Con questo <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="11">nuovo romanzo, Erica Cassano</b> si conferma una maestra nel delineare figure femminili forti e controcorrente. <strong>DURAMADRE è un viaggio emozionante lungo il tortuoso cammino per diventare sé stessi,</strong> sfidando tradizioni asfissianti e pregiudizi. Una lettura imperdibile per chi ama le storie di resilienza e rinascita.</p>
</div>
<h3>Informazioni utili</h3>
<p>Come abbiamo scritto in precedenza l&#8217;incontro con <strong>Erica Cassano si terrà sabato 18 aprile alle 17:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</strong>. A dialogare con Cassano sarà <b>Silvia Gorgi,</b> scrittrice, giornalista e Vice Presidente di SUGARPULP.</p>
<p><strong>Come per tutti gli incontri del festival l&#8217;ingresso è gratuito e aperto al pubblico fino a esaurimento posti.</strong> È possibile prenotare il proprio posto gratuitamente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-incontro-con-erica-cassano-chronicae-2026-1986190202362">attraverso la piattaforma online Eventbrite.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/erica-cassano-porta-il-suo-duramadre-a-chronicae-2026/">Erica Cassano porta il suo DURAMADRE a CHRONICAE 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
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		<title>Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro a CHRONICAE 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro Filarmonico di Piove di Sacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro a CHRONICAE 2026: sabato 18 aprile alle 18:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco. Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro presenteranno al Festival del Romanzo Storico IL ROMANZO DEL PICCOLO MESSIA (2025, Solferino). Appuntamento fissato per sabato 18 aprile alle ore 18:00 al Teatro Filarmonico di Piove di  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/carlo-a-martigli-e-vittorio-storaro-a-chronicae-2026/">Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro a CHRONICAE 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro a CHRONICAE 2026: sabato 18 aprile alle 18:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco.</h3>
<p><strong>Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro</strong> presenteranno al Festival del Romanzo Storico <a href="https://www.amazon.it/romanzo-del-piccolo-messia/dp/882821810X/">IL ROMANZO DEL PICCOLO MESSIA</a> (2025, Solferino). Appuntamento fissato per <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-romanzo-del-piccolo-messia-chronicae-2026-1986190424025?aff=odcleoeventsincollection"><strong>sabato 18 aprile alle ore 18:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</strong></a>, con <strong>Martigli presente sul palco e con Storaro che, invece, si collegherà in videoconferenza.</strong></p>
<p><strong>Per Martigli si tratta di un graditissimo ritorno,</strong> visto che l&#8217;autore ligure è stato più volte ospite di CHRONICAE, fin dalla prima edizione del festival nell&#8217;ormai lontano 2015, per<strong> Vittorio Storaro si tratta di una pima assoluta</strong> (anche se, vista l&#8217;età, il maestro appunto parteciperò all&#8217;incontro con un collegamento video).</p>
<h3>Il libro</h3>
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<p data-path-to-node="3">Scritto a quattro mani dall&#8217;autore <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="35">Carlo A. Martigli</b> e dal celebre maestro della fotografia <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="92">Vittorio Storaro</b>, <b>IL ROMANZO DEL PICCOLO MESSIA</b> è un&#8217;opera epica e commovente. Questo emozionante <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="190">libro</b> ripercorre, con i contorni suggestivi di una fiaba reale, l’amore assoluto tra Maria e Giuseppe e la misteriosa formazione spirituale di un giovane Gesù.</p>
<h4 data-path-to-node="4">La stella cometa e la drammatica fuga in Egitto</h4>
<p data-path-to-node="5"><strong>La trama si apre nell&#8217;anno Zero, in concomitanza con una rarissima tripla congiunzione di Marte, Giove e Saturno</strong>. Questa potentissima energia astrale genera la celebre &#8220;stella cometa&#8221;, la luce bianchissima che guida Maria in una grotta di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="239">Betlemme</b> per dare alla luce suo figlio.</p>
<p data-path-to-node="6">Tuttavia, la Palestina è una terra straziata da violenze e complotti politici. La <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="82">Sacra Famiglia</b> è costretta a intraprendere un&#8217;immediata e disperata <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="150">fuga verso l&#8217;Egitto</b> per scampare ai sicari di re Erode, guidati dallo spietato comandante Titus.</p>
<h4 data-path-to-node="7">Il rifugio tra gli esseni e il giovane Gesù</h4>
<p data-path-to-node="8">Inseguiti dai mercenari attraverso paesaggi desertici e monasteri isolati, <strong>Maria e Giuseppe trovano un rifugio sicuro presso le</strong> <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="128">comunità essene</b>. A vegliare su di loro c&#8217;è l&#8217;ombra protettiva dell&#8217;arcangelo Gabriele, visibile soltanto al Bambino e agli animali.</p>
<p data-path-to-node="9">Una volta cessato il pericolo, inizia il vero percorso spirituale. Il <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="70">giovane Gesù</b> <strong>adolescente e suo cugino Giovanni,</strong> nutriti dalla saggezza dei maestri esseni, si preparano a iniziare la propria predicazione.</p>
<h4 data-path-to-node="10">Un romanzo di rivelazione e speranza</h4>
<p data-path-to-node="11">Tra fughe mozzafiato e profonde rivelazioni divine, I<strong>L ROMANZO DEL PICCOLO MESSIA racconta la storia di due ragazzi capaci di cambiare il mondo.</strong> Con il loro carisma, Gesù e Giovanni diventano in queste pagine un faro di luce: un <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="229">romanzo storico e spirituale</b> che si trasforma in una guida preziosa e in un modello di ispirazione per i lettori di oggi.</p>
</div>
<h3>Gli autori</h3>
<h4>Carlo A. Martigli</h4>
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<p data-path-to-node="3"><b data-path-to-node="3" data-index-in-node="0">Carlo Adolfo Martigli</b> (nato a Pisa il 26 dicembre 1951 e cresciuto a Livorno) è un celebre <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="91">scrittore italiano</b>, amatissimo dal grande pubblico per i suoi avvincenti romanzi storici ricchi di mistero e suspense.</p>
<h4 data-path-to-node="4">Dal teatro al successo mondiale di 999 L&#8217;ULTIMO CUSTODE</h4>
<p data-path-to-node="5">Prima di affermarsi nel mondo dell&#8217;editoria, la <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="48">biografia di Carlo Martigli</b><strong> è legata a doppio filo al palcoscenico.</strong> Dopo gli studi classici, infatti, si dedica al teatro lavorando sia come attore che come regista, arrivando a vincere <strong>un premio al Festival cinematografico di Pesaro nel 1982 come miglior attore non protagonista.</strong></p>
<p data-path-to-node="6">La consacrazione letteraria definitiva avviene nel <strong>2009</strong>, anno di pubblicazione del suo romanzo <strong>999 L&#8217;ULTIMO CUSTODE.</strong> Il libro si trasforma in un <strong>vero e proprio caso editoriale: vende oltre 100.000 copie solo in Italia</strong> e viene tradotto in moltissimi Paesi, lanciando Martigli nell&#8217;Olimpo degli autori di <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="303">thriller storici</b>.</p>
<h4 data-path-to-node="7">I grandi romanzi e la letteratura per ragazzi</h4>
<p data-path-to-node="8">Sull&#8217;onda del primo clamoroso trionfo, l&#8217;autore continua a indagare i segreti del passato, i complotti e le eresie. Tra i <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="122">libri di Carlo A. Martigli</b> più famosi e apprezzati dalla critica troviamo: L&#8217;ERETICO (2012): considerato il &#8220;figlio&#8221; del suo primo bestseller e tradotto in ben nove lingue; LA CONGIURA DEI POTENTI (2014); LA SCELTA DI SIGMUND (2016) e IL SETTIMO PECCATO (2018).</p>
<p data-path-to-node="10"><strong>Autore poliedrico e versatile, Martigli ha saputo spaziare tra i generi letterari.</strong> Oltre ai romanzi per adulti e alla saggistica, ha scritto libri per i più giovani (come L&#8217;APPRENDISTA DI MICHELANGELO) e si è celato dietro pseudonimi (come Johnny Rosso per la collana <i data-path-to-node="10" data-index-in-node="268">Super brividi</i>). Oggi continua a essere un punto di riferimento indiscusso per gli amanti della <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="363">narrativa storica</b>.</p>
</div>
<h4>Vittorio Storaro</h4>
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<p data-path-to-node="3"><b data-path-to-node="3" data-index-in-node="0">Vittorio Storaro</b> (nato a Roma il 24 giugno 1940) è universalmente riconosciuto come <strong>uno dei più grandi</strong> <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="103">direttori della fotografia</b><strong> della storia del cinema.</strong> Noto a livello internazionale per la sua straordinaria capacità di &#8220;scrivere con la luce&#8221;, ha <strong>rivoluzionato l&#8217;estetica cinematografica</strong> grazie a un uso magistrale dell&#8217;illuminazione e della psicologia dei colori.</p>
<p data-path-to-node="5">La <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="3">biografia di Vittorio Storaro</b> prende una svolta decisiva a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, quando inizia una storica collaborazione con il regista <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="160">Bernardo Bertolucci</b>. Insieme creano capolavori visivi che cambiano la storia del cinema italiano e internazionale, tra cui spiccano IL CONFORMISTA (1970), ULTIMO TANGO A PARIGI  (1972) e NOVECENTO (1976). In queste pellicole, Storaro definisce il suo stile inconfondibile, fatto di profondi contrasti cromatici.</p>
<h4 data-path-to-node="6">I tre Premi Oscar e la consacrazione a Hollywood</h4>
<p data-path-to-node="7">Il talento visivo di Storaro varca rapidamente i confini europei, portandolo a collaborare con i giganti di Hollywood. La sua immensa caratura artistica è testimoniata dalla vittoria di ben tre <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="194">Premi Oscar alla migliore fotografia</b>: Nel 1980 per il visionario <strong>APOCALYPSE NOW</strong> di Francis Ford Coppola; nel 1982 per<b> REDS</b>, diretto da Warren Beatty; nel 1988 per <strong>L&#8217;ULTIMO IMPERATORE</strong>, capolavoro in cui ritrova alla regia l&#8217;amico Bertolucci.</p>
<h4 data-path-to-node="9">L&#8217;innovazione visiva e i film con Woody Allen</h4>
<p data-path-to-node="10"><strong>Storaro non è solo un tecnico della macchina da presa, ma un vero e proprio teorico dell&#8217;immagine.</strong> Nel corso della sua carriera ha <strong>ideato il sistema di ripresa <i data-path-to-node="10" data-index-in-node="160">Univisium</i> </strong>e ha sempre difeso la concezione del cinema come arte pittorica. Negli anni più recenti, il maestro ha continuato a firmare la <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="297">fotografia di film</b> di grande successo, stringendo un proficuo sodalizio con <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="373">Woody Allen</b> per pellicole come CARÈ SOCIETY e LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE. <strong>Oggi, Vittorio Storaro resta una leggenda vivente della settima arte.</strong></p>
</div>
<h3>Informazioni utili</h3>
<p>Come abbiamo scritto in precedenza l&#8217;incontro con <strong>Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro si terrà sabato 18 aprile alle 18:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</strong>. A dialogare con i due autori sarà <b>Giacomo Brunoro</b>, presidente SUGARPULP.</p>
<p><strong>Come per tutti gli incontri del festival l&#8217;ingresso è gratuito e aperto al pubblico fino a esaurimento posti.</strong> È possibile prenotare il proprio posto gratuitamente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-romanzo-del-piccolo-messia-chronicae-2026-1986190424025?aff=odcleoeventsincollection">attraverso la piattaforma online Eventbrite.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/carlo-a-martigli-e-vittorio-storaro-a-chronicae-2026/">Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro a CHRONICAE 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
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		<title>Marina Marazza e la saga dei Barolo a CHRONICAE 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Brunoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:08:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Marina Marazza e la saga dei Barolo a CHRONICAE 2026: appuntamento per sabato 18 aprile alle 16: al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/marina-marazza-e-la-saga-dei-barolo-a-chronicae-2026/">Marina Marazza e la saga dei Barolo a CHRONICAE 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Marina Marazza e la saga dei Barolo a CHRONICAE 2026: appuntamento per sabato 18 aprile alle 16: al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco.</h3>
<p><strong>Marina Marazza torna a CHRONICAE, Festival Internazionale del Romanzo Storico,</strong> per raccontare al pubblico del Teatro Filarmonico di Piove di Sacco <strong>la sua saga sui Barolo. </strong>L&#8217;incontro si terrà <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-incontro-con-marina-marazza-chronicae-2026-1986190089023">sabato 18 aprile alle 16:00 al Teatro Filarmonico.</a></p>
<p><strong>Marina Marazza, <a href="https://sugarpulp.it/800-pop-5a-edizione-di-800-padova-festival/">già vincitrice fra gli altri del Premio Ippolito Nievo 2023</a></strong>, torna dunque al Festival Internazionale del Romanzo Storico con <strong>una saga familiare storica ricca di fascino,</strong> capace di raccontare in maniera vivida e potente una fetta di storia del nostro Paese e, in particolare, del <strong>Piemonte</strong>.</p>
<h3><span style="font-size: 16px;">Il libro</span></h3>
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<p data-path-to-node="4"><b data-path-to-node="4" data-index-in-node="0">IL SANGUE DELLA LANGHE: LA SAGA DEI BAROLO</b> è l&#8217;avvincente romanzo storico scritto da <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="85">Marina Marazza</b>. Un libro che ci trasporta <strong>nell&#8217;Ottocento</strong>, tra i salotti del potere e le strade polverose del Piemonte, per raccontare una storia vera di emancipazione, battaglie sociali e legami indissolubili con il territorio.</p>
<h4 data-path-to-node="5">La trama: l&#8217;intreccio tra due donne agli antipodi</h4>
<p data-path-to-node="6">Tutto ha inizio a Parigi, durante la sfarzosa incoronazione di Napoleone Bonaparte. È qui che Juliette Colbert conosce e si innamora di Tancredi di Barolo. Pochi anni dopo, diventata <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="183">Giulia di Barolo</b>, lo segue nella Torino della Restaurazione.</p>
<p data-path-to-node="7">Qui il destino della nobildonna si incrocia con quello di <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="58">Angela Agnel</b>, una popolana rinchiusa nelle prigioni sabaude per aver accoltellato il marito violento nel tentativo di difendere la figlia. Due donne dalle vite diametralmente opposte, ma accomunate dal fermento della nascente rivoluzione industriale e dalle prime lotte per i diritti.</p>
<h4 data-path-to-node="8">Impegno sociale e la nascita del vino Barolo</h4>
<p data-path-to-node="9">Giulia di Barolo si distingue ben presto dall&#8217;aristocrazia del tempo. Diventa un&#8217;intrepida sostenitrice delle conquiste sociali, impegnandosi su più fronti: l<b data-path-to-node="10,0,0" data-index-in-node="0">a riforma delle carceri </b>(portando speranza e riscatto alle donne prigioniere); <strong>l</strong><b data-path-to-node="10,1,0" data-index-in-node="0">&#8216;aiuto ai poveri</b> (sostenendo chi chiede pane e giustizia nelle strade di Torino); <strong>l</strong><b data-path-to-node="10,2,0" data-index-in-node="0">&#8216;innovazione agricola:</b> nelle tenute di famiglia nelle <b data-path-to-node="10,2,0" data-index-in-node="55">Langhe </b>(Giulia importa metodi francesi per trasformare un semplice &#8220;vinello&#8221; locale in un nettare nobile e corposo, ponendo le basi per il celebre <b data-path-to-node="10,2,0" data-index-in-node="202">vino Barolo</b>).</p>
<h4 data-path-to-node="11">Tra pregiudizi e voglia di riscatto</h4>
<p data-path-to-node="12">Mentre la società benpensante torinese mormora, attribuendo l&#8217;attivismo della marchesa alla frustrazione per <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="109">l&#8217;assenza di un erede</b>, Giulia affronta ogni sorta di prova – tra medicamenti e sortilegi – pur di avere un figlio. Tuttavia, non è disposta a sacrificare i suoi ideali.</p>
<p data-path-to-node="13">In questo intenso <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="18">romanzo di Marina Marazza</b>,<strong> il &#8220;sangue&#8221; delle Langhe scorre ovunque</strong>: nelle vene dei protagonisti, nel succo prezioso dei vigneti, nei crimini dei quartieri degradati e nelle rivoluzioni in atto. Un racconto magistrale su due donne audaci, pronte a sfidare il destino per cambiare la loro epoca.</p>
</div>
<h3>L&#8217;autrice</h3>
<div id="model-response-message-contentr_3c084faaf1b211ae" class="markdown markdown-main-panel stronger enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false">
<p data-path-to-node="3"><b data-path-to-node="3" data-index-in-node="0">Marina Marazza</b> è una <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="83">scrittrice, traduttrice e curatrice editoriale italiana</b>. Grazie al suo stile narrativo avvincente e al rigoroso lavoro di documentazione, è oggi considerata una delle voci più autorevoli nel panorama del <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="287">romanzo storico</b> in Italia.</p>
<h4 data-path-to-node="4">La carriera nell&#8217;editoria e il giornalismo</h4>
<p data-path-to-node="5">Prima di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa, la <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="52">biografia di Marina Marazza</b> è stata segnata da oltre trent&#8217;anni di carriera come manager editoriale per un&#8217;importante multinazionale. A fine 2013 decide di lasciare l&#8217;azienda per concentrarsi totalmente sui propri progetti autoriali e sulla consulenza editoriale. Grande esperta di tematiche storiche, di società e di costume, collabora stabilmente come giornalista con prestigiose riviste nazionali, tra cui <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="461">«Io Donna»</i>.</p>
<h4 data-path-to-node="6">I romanzi storici e i grandi premi letterari</h4>
<p data-path-to-node="7">Marina Marazza ha scritto oltre trenta libri, tra romanzi, saggi e <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="67">non-fiction</i>, dedicandosi in particolar modo a ridare luce e voce a figure femminili storiche, spesso dimenticate o oscurate dai grandi uomini del loro tempo.</p>
<p data-path-to-node="8">Tra i <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="6">libri di Marina Marazza</b> di maggior successo e acclamati dalla critica troviamo:</p>
<ul data-path-to-node="9">
<li>
<p data-path-to-node="9,0,0"><b data-path-to-node="9,0,0" data-index-in-node="0">L&#8217;OMBRA DI CATERINA</b> (2019): dedicato alla figura della madre di Leonardo da Vinci.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,1,0"><b data-path-to-node="9,1,0" data-index-in-node="0">IO SONO LA STREGA</b> (2020): incentrato sulle vicende di Caterina da Broni. Il libro ha fatto incetta di riconoscimenti, vincendo il <b data-path-to-node="9,1,0" data-index-in-node="130">Premio Emilio Salgari</b> e il <b data-path-to-node="9,1,0" data-index-in-node="157">Premio Selezione Bancarella 2021</b>.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,2,0"><b data-path-to-node="9,2,0" data-index-in-node="0">LE DUE MOGLI DI MANZONI</b> (2022): un&#8217;opera magistrale premiata con il prestigioso 56º <b data-path-to-node="9,2,0" data-index-in-node="85">Premio Acqui Storia e con il Premio Ippolito Nievo.</b></p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="10">Tra le sue pubblicazioni più amate spiccano anche <strong>LA MOGLIE DI DANTE</strong> e <strong>IL SEGRETO DELLA MONACA DI MONZA,</strong> opere che confermano il suo straordinario talento nel fondere la grande Storia con i risvolti più intimi e umani dei suoi protagonisti.</p>
</div>
<h3>Informazioni utili</h3>
<p>Come abbiamo scritto in precedenza l&#8217;incontro con <strong>Marina Marazza si terrà sabato 18 aprile alle 16:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</strong>. A dialogare con Marazza sarà <strong>Matteo Strukul</strong>, romanziere e direttore artistico di CHRONCIAE.</p>
<p><strong>Come per tutti gli incontri del festival l&#8217;ingresso è gratuito e aperto al pubblico fino a esaurimento posti.</strong> È possibile prenotare il proprio posto gratuitamente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-incontro-con-marina-marazza-chronicae-2026-1986190089023">attraverso la piattaforma online Eventbrite.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/marina-marazza-e-la-saga-dei-barolo-a-chronicae-2026/">Marina Marazza e la saga dei Barolo a CHRONICAE 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
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		<title>ELIO, recensione</title>
		<link>https://sugarpulp.it/elio-recensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matilde Chiari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Alieni]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione]]></category>
		<category><![CDATA[disney]]></category>
		<category><![CDATA[Disney+]]></category>
		<category><![CDATA[flop]]></category>
		<category><![CDATA[Pixar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ELIO, la recensione del film Disney Pixar sugli alieni che è passato inosservato e per un valido motivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/elio-recensione/">ELIO, recensione</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>ELIO, la recensione del film Disney Pixar sugli alieni che è passato inosservato e per un valido motivo.</h3>
<p><strong>ELIO è il 29° lungometraggio di casa Pixar, nonché candidato agli Oscar 2026 per il titolo di miglior film d&#8217;animazione</strong>, uscito nei cinema il 18 giugno 2025. Ve lo siete persi? Tutto nella norma. Personalmente avevo visto l&#8217;annuncio del film, non avevo avuto tempo di andare in sala e ho deciso di recuperarlo al suo arrivo su Disney Plus.</p>
<p><strong>Si tratta di un film che è passato un po&#8217; in sordina e devo dire per un valido motivo,</strong> possiamo infatti affermare che non si tratta del nuovo capolavoro Pixar (o meglio Disney-Pixar). Sicuramente non regge il confronto con i grandi classici come WALL-E e UP ma neanche ci prova.</p>
<h3>Le premesse erano buone, però&#8230;</h3>
<p><strong>Le premesse erano buone, le carte in tavola interessanti, è l&#8217;esecuzione a risultare a tratti scontata e a tratti proprio banale.</strong> Non é mancato un tentativo di inserire qualche tema più profondo ma la gestione manca proprio di quella profondità che forse voleva aggiungere.</p>
<p><strong>ELIO è stato scritto da Mark Hammer, Mike Jones e Julia Cho, ovvero il team dietro SUOL e RED</strong>, i più recenti grandi film Pixar anche questi abbastanza ignorati dal pubblico. E nella versione originale ha le voci di Yonas Kribeab come Elio, Zoe Saldana nei panni di Olga Solis ed infine Remy Edgerly per Glordon. E che nella versione italiana hanno le voci di Andrea Fratoni come Elio Solis, Alessandra Mastronardi nei panni di Olga Solis e Alexander Gusev per<br />
Gerdon.</p>
<h3>Una storia originale</h3>
<p><strong>Per una volta però non si tratta dell&#8217;ennesimo live action di un amato classico Disney,</strong> bensì di una storia originale, senza essere prequel o sequel di nessuna storia. Forse non siamo più abituati a progetti originali dalla casa di Topolino &amp; Co. ma se produrre un live action è puntare sempre sulla stessa storia (e andare incontro alle solite critiche), <strong>una storia originale però non è per forza sinonimo di successo.</strong> Ero curiosissima di vedere la nuova storia originale che avevano creato, prontissima ad immergermi in una nuovissima avventura, ma ne sono rimasta delusa.</p>
<p><strong>Il tema che dovrebbe essere centrale della storia è il sentirsi soli</strong>, il sentirsi fuori posto e cercare da un&#8217;altra parte un posto da chiamare casa. L&#8217;idea è molto interessante e perfetta per il giovane pubblico che avevano in mente. A risultare carente è però l&#8217;esecuzione.</p>
<h3>Di cosa parla il film?</h3>
<p><strong>Ma di cosa parla? Elio è il nostro protagonista, un ragazzino di 11 anni</strong> rimasto orfano, cresciuto dalla zia e da sempre appassionato di astronomia, ma soprattutto dalla domanda:</p>
<blockquote><p>siamo soli in questo universo?</p></blockquote>
<p><strong>Parte così la ricerca di questo ragazzino per gli alieni, cercando di comunicare con loro e di farsi rapire.</strong> E quando tutti dubitano di lui ecco che viene esattamente rapito dagli alieni. Ritrovatosi in una situazione (o meglio problema) più grande di lui e finirà per farsi un nuovo amico alieno. Una volta rapito dagli alieni conoscerà il <strong>Comuniverso</strong>, un alleanza di alieni intelligenti minaciatti da <strong>Lord Grigon.</strong> Erroneamente scambiato per il leader della Terra, Elio si offrirà volontario per risolvere la situazione.</p>
<h3>Troppi cliché</h3>
<p>Principale problema di questo film lo ritrovo in<strong> una serie di stereotipi americani o di classici della narrativa americana</strong>, un film in cui è forse più difficile identificarsi o teletrasportare in un qualsiasi altro paese.</p>
<p><strong>Cominciamo con uno dei cliché più grandi, ma che alla fine funziona: i bambino orfano</strong>. Siamo abituati da anni di film e libri con protagonisti orfani, un inizio che funziona e che consiste nel nostro punto di partenza della storia. Elio viene cresciuto dalla zia che abbandona il suo lavoro da astronauta, pur continuando a lavorare alla NASA, per prendersi cura di lui.</p>
<p><strong>Scatta la chiamata ai servizi sociali nel momento in cui la zia lo lascia andare in spiaggia da solo</strong> per giornate intere con la scritta &#8220;alieni rapitemi&#8221; intorno. Eufemismo per dire che la zia che dovrebbe crescerlo è in realtà estremamente assente. Se da un lato non riesce a capirlo e non riesce ad avere un dialogo con lui, sebbene venga mostrato che ci provi a creare un legame e un rapporto, in fondo in fondo non ci è mai riuscita. <strong>Il tema che la storia ci vuole raccontare è quella della difficoltà dell&#8217;essere genitori e in questo caso ancora di più.</strong></p>
<p>La passione di Elio per gli alieni, e<strong> il classico desiderio di fare l&#8217;astronauta da grande</strong>, si trasforma ben presto in una fonte di <strong>alienazione</strong> e <strong>unica passione</strong>. Il sentirsi fuori posto crea un circolo vizioso col non avere amici e il sempre più disperato tentativo di parlare con gli alieni.</p>
<h3>Amicizia</h3>
<p><strong>Uno dei miei elementi preferiti è l&#8217;amicizia del nostro protagonista Elio con Glordon,</strong> il bambino alieno, figlio del &#8220;cattivo&#8221; della storia. Un incontro assolutamente casuale che darà luogo all&#8217;amicizia centrale della storia. In qualche modo è anche la prima vera amicizia di Elio e che lo aiuterà a realizzare che anche la Terra non è poi così male.</p>
<p><strong>L&#8217;uso delle virgolette sulla parola cattivo non è accidentale. Lord Grigon, capo di Hklurg,</strong> vuole distruggere il Comuniverso, si tratta del più classico bullo spaziale che vuole distruggere la pace intergalattica ma è verso il finale che arrivano i problemi. E difficile non commentare senza fare spoiler ma rimanendo in termini generici, la conclusione è forse un po&#8217; troppo semplicistica e sbrigativa.</p>
<h3>Una grossa delusione</h3>
<p><strong>Dal punto di vista visivo l&#8217;animazione è sempre molto ben riuscita</strong>, visivamente si tratta di un film stupendo, brillante e vibrante in ogni inquadratura. Questa meraviglia per gli occhi è forse diventata un po&#8217; il minimo che ci aspettiamo da casa Disney ma almeno sotto questo punto di vista non delude.</p>
<p><strong>Le caratterizzazioni dei personaggi sono un altro tasto dolente</strong> che risultano solo abbozzate e a tratti semplicistiche, abbiamo pochi elementi chiave per ogni personaggio ma mancano di profondità. Talvolta mancano anche le conseguenze delle proprie azioni.</p>
<p><strong>Ho iniziato la visione di questo film con aspettative medie,</strong> tendo ad amare o quantomeno apprezzare i film Disney-Pixar, ma questo mi ha enormemente deluso, risultando carente sotto molteplici punti di vista.</p>
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		<title>Lorenza Foschini a CHRONICAE: alla ricerca del Tempo Ritrovato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Chronicae]]></category>
		<category><![CDATA[Chronicae 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Romanzo Storico]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Internazionale del Romanzo Storico]]></category>
		<category><![CDATA[Il cappotto di Proust]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Guérin]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura francese]]></category>
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		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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		<category><![CDATA[Proust]]></category>
		<category><![CDATA[Recherche]]></category>
		<category><![CDATA[SEM edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[tempo perduto]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo Ritrovato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla ricerca del Tempo Ritrovato: Lorenza Foschini racconta il "suo" Marcel Proust venerdì 17 aprile al Festival del Romanzo Storico di Piove di Sacco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/lorenza-foschini-a-chronicae-alla-ricerca-del-tempo-ritrovato/">Lorenza Foschini a CHRONICAE: alla ricerca del Tempo Ritrovato</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Alla ricerca del Tempo Ritrovato: Lorenza Foschini racconta il &#8220;suo&#8221; Marcel Proust venerdì 17 aprile al Festival del Romanzo Storico di Piove di Sacco.</h3>
<p><strong>Lorenza Foschini, storica giornalista e scrittrice</strong>, sarà la protagonista della seconda serata di CHRONICAE, Festival Internazionale del Romanzo Storico.</p>
<p><strong>Venerdì 17 aprile alle 21:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco,</strong> infatti, Foschini ci accompagnerà in un lungo viaggio alla scoperta del <strong>Tempo Ritrovato di Marcel Proust</strong>. Partendo <a href="https://www.amazon.it/cappotto-Proust-Lorenza-Foschini/dp/8834622650">IL CAPPOTTO DI PROUST</a> (2025, La Nave di Teseo), uno dei tanti lavori di Foschini dedicato al celebre autore francese, avremo l&#8217;opportunità di scoprire la vita e le opere di uno degli autori più affascinanti e geniali del &#8216;900.</p>
<h3>Il libro</h3>
<div id="model-response-message-contentr_38ef5090ac056c60" class="markdown markdown-main-panel stronger enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false">
<p data-path-to-node="3">A Parigi, rinchiuso in una vecchia scatola nel deposito del Musée Carnavalet, giace un cimelio dimenticato ma dal valore inestimabile. È il protagonista de <strong>IL CAPPOTTO DI PROUST</strong>  il celebre <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="190">libro di Lorenza Foschini</b> che ricostruisce una storia vera fatta di fascino, polvere e memoria. Si tratta del soprabito logoro che il grande <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="331">Marcel Proust</b> indossava durante la stesura del suo capolavoro, ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO, e che lo ha avvolto nei suoi ultimi anni di vita.</p>
<h4 data-path-to-node="4">L&#8217;indagine su Jacques Guérin e il salvataggio dei manoscritti</h4>
<p data-path-to-node="5"><strong>Come è arrivato fin lì quell&#8217;indumento?</strong> Con un’indagine appassionante che si legge come un romanzo letterario, l&#8217;autrice ci guida sulle tracce di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="146">Jacques Guérin</b>, un raffinato bibliofilo, industriale dei profumi e collezionista. È grazie alla sua instancabile ricerca se il <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="273">cappotto di Proust</b>, insieme a preziose lettere, manoscritti originali e mobili dello scrittore francese, è stato salvato dalla distruzione e dall&#8217;oblio.</p>
<h3 data-path-to-node="6">Un omaggio alla letteratura e alla Parigi del Novecento</h3>
<p data-path-to-node="7">Viaggiando tra archivi impolverati, memorie e pesanti silenzi familiari, <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="73">Lorenza Foschini</b> fa emergere una storia segnata da ossessioni, omofobia e un viscerale amore per la <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="173">letteratura</b>.</p>
<p data-path-to-node="8"><i data-path-to-node="8" data-index-in-node="0">Il cappotto di Proust</i> non è solo una suggestiva rievocazione della <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="67">società parigina di inizio Novecento</b>, ma un piccolo gioiello editoriale. <strong>È uno struggente omaggio al potere evocativo degli oggetti e alla forza della memoria che resiste al tempo.</strong> Un ritratto inedito e intimo di Proust che si divora come un romanzo thriller e rimane impresso nel cuore del lettore come una dolce confidenza.</p>
</div>
<h3>L&#8217;autrice</h3>
<div id="model-response-message-contentr_e1b0d3c510549514" class="markdown markdown-main-panel stronger enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false">
<p data-path-to-node="3"><b data-path-to-node="3" data-index-in-node="0">Lorenza Foschini</b> (nata a Napoli il 17 maggio 1949) è una celebre <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="65">giornalista, autrice televisiva e scrittrice italiana</b>. Volto storico della televisione pubblica, nel corso della sua lunga carriera ha saputo coniugare con eleganza il rigore dell&#8217;informazione giornalistica con una profonda passione per la letteratura e la divulgazione culturale.</p>
<h4 data-path-to-node="4">La carriera in RAI e il successo di &#8220;Misteri&#8221;</h4>
<p data-path-to-node="5">Entrata in <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="11">RAI</b> a trent&#8217;anni, Lorenza Foschini si fa subito notare per la sua professionalità, diventando in breve tempo<strong> inviata e affermata conduttrice del</strong> <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="161">Tg2</b>. La consacrazione al grande pubblico televisivo arriva però negli anni Novanta. È lei, infatti, a ideare e condurre format di grande successo come <strong><i data-path-to-node="5" data-index-in-node="312">Misteri</i> (1995-1998)</strong>, un programma cult indimenticabile che ha incollato allo schermo milioni di italiani esplorando enigmi storici, esoterismo e paranormale con un approccio sempre rigoroso e documentato.</p>
<h4 data-path-to-node="6">I libri di Lorenza Foschini e la passione per Proust</h4>
<p data-path-to-node="7">Oltre alla carriera televisiva, la <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="35">biografia di Lorenza Foschini</b> è indissolubilmente legata alla scrittura e alla ricerca storica. <strong>Profonda conoscitrice di Marcel Proust, ha tradotto la sua passione letteraria in un clamoroso successo editoriale:</strong> il saggio <strong>IL CAPPOTTO DI PROUST</strong>. Questo libro, che racconta il ritrovamento di un celebre cimelio dello scrittore francese, ha ottenuto <strong>un enorme riscontro di critica ed è stato tradotto in oltre venti Paesi.</strong></p>
<p data-path-to-node="8">Tra le altre sue apprezzate pubblicazioni spiccano <strong>biografie e narrazioni storiche di grande fascino</strong>, come ZOÉ. LA PRINCIPESSA CHE INCANTÒ BAKUNIN e IL VENTO SULLE SCAPRE. Oggi, Lorenza Foschini continua a rappresentare una voce autorevole ed elegante nel panorama culturale e letterario italiano.</p>
</div>
<h3>Informazioni utili</h3>
<p>Come abbiamo scritto in precedenza l&#8217;incontro con <strong>Lorenza Foschini si terrà venerdì 17 aprile alle 21:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</strong>. A dialogare con Foschini sarà <strong>Giacomo Brunoro</strong>, Presidente di SUGARPULP e autore del podcast <a href="https://open.spotify.com/show/0UIfCcdG7QFPNfBetlZIyW">NON SOLO MADELEINE, il primo podcast italiano dedicato a Marcel Proust e alla Recherche</a>.</p>
<p><strong>Come per tutti gli incontri del festival l&#8217;ingresso è gratuito e aperto al pubblico fino a esaurimento posti.</strong> È possibile prenotare il proprio posto gratuitamente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-incontro-con-lorenza-foschini-chronicae-2026-1986189979696">attraverso la piattaforma online Eventbrite.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/lorenza-foschini-a-chronicae-alla-ricerca-del-tempo-ritrovato/">Lorenza Foschini a CHRONICAE: alla ricerca del Tempo Ritrovato</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
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		<title>La fioritura dei narcisi a Villa La Rotonda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 18:04:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fioritura dei narcisi a Villa La Rotonda e il Boschetto Romantico a Vicenza. Dove l'Architettura diventa arte incontrando la Natura. Appena fuori Vicenza, sulle colline dove la città si apre alla campagna e lo sguardo può distendersi senza ostacoli, sorge Villa Almerico-Capra detta La Rotonda, uno dei capolavori assoluti dell’architettura di Andrea Palladio. La  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La fioritura dei narcisi a Villa La Rotonda e il Boschetto Romantico a Vicenza. Dove l&#8217;Architettura diventa arte incontrando la Natura.</h3>
<p>Appena fuori Vicenza, sulle colline dove la città si apre alla campagna e lo sguardo può distendersi senza ostacoli, sorge<a href="http://www.villalaronda.it"><strong> Villa Almerico-Capra detta La Rotonda</strong></a>, uno dei <strong>capolavori assoluti dell’architettura di Andrea Palladio.</strong></p>
<p><strong>La villa nasce da una scelta molto precisa:</strong> intorno al 1565 Paolo Almerico, alto funzionario della Curia romana, decide di tornare nella sua città natale dopo una vita trascorsa tra incarichi e responsabilità a Roma. Non cerca una proprietà agricola né una villa produttiva: <strong>desidera una casa per sé, per il tempo che resta.</strong></p>
<p>Vuole un’idea di progetto celebrativa , dove ricevere ospiti, coltivare relazioni e pensiero.<strong> Una casa che rifletta la sua esperienza, la sua cultura, il suo senso dell’ordine e il suo status</strong>. Per questo sceglie un colle poco distante dalla città: una posizione che gli permette di restare in relazione con Vicenza, ma anche di osservarla da lontano. E affida a <strong>Palladio</strong> il compito di tradurre questo suo desiderio in architettura.</p>

<a data-rel="iLightbox[postimages]" data-title="Rotonda 1" data-caption="" href='https://sugarpulp.it/villa-la-rotonda-fioritura-dei-narcisi/rotonda-1/'><img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="300" src="https://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Rotonda-1-300x300.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Rotonda-1-66x66.jpeg 66w, https://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Rotonda-1-300x300.jpeg 300w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
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<a data-rel="iLightbox[postimages]" data-title="_R9A4070" data-caption="" href='https://sugarpulp.it/villa-la-rotonda-fioritura-dei-narcisi/_r9a4070/'><img decoding="async" width="300" height="300" src="https://sugarpulp.it/wp-content/uploads/R9A4070-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://sugarpulp.it/wp-content/uploads/R9A4070-66x66.jpg 66w, https://sugarpulp.it/wp-content/uploads/R9A4070-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
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<h3>Una Villa Veneta diversa dalle altre</h3>
<p>Il risultato è una villa che non nasce per governare i campi o dirigere il lavoro agricolo, come per quasi tutte le Ville Venete, ma <strong>per affacciarsi sul paesaggio e contemplarlo.</strong> La pianta è centrale, costruita sull’incontro tra il quadrato e il cerchio. Al centro, una sala rotonda coperta da una cupola: uno spazio verticale, attraversato dalla luce, che diventa il fulcro dell’intera casa.</p>
<p><strong>Attorno, ambienti disposti con precisione geometrica.</strong></p>
<h3>Qui l’architettura diventa Arte.</h3>
<p><strong>Le quattro facciate sono identiche, ciascuna con un pronao e una scalinata,</strong> orientate verso i quattro punti cardinali. Ogni lato dialoga con il paesaggio, ogni affaccio costruisce una relazione intima con colline, acqua e cielo.</p>
<p><strong>La villa è pensata per essere vissuta lentamente,</strong> seguendo il ritmo della luce e delle stagioni. Nel corso dei secoli, la proprietà passa ai Capra e poi alla famiglia Valmarana di Venezia , che ancora oggi la custodisce.</p>
<p><strong>Con Lodovico Valmarana la villa affronta un lungo periodo di lavori di restauro</strong> conservativo e oggi con Nicolò Valmarana, la villa continua a essere non solo un monumento fruibile al pubblico di tutto il mondo, ma una casa vissuta, attraversata da memorie familiari, gesti quotidiani, intimità.</p>
<h3>Il Boschetto romantico</h3>
<p>Accanto alla perfezione rinascimentale della villa, il tempo ha aggiunto un secondo paesaggio: quello <strong>del Boschetto romantico,</strong> realizzato nell’Ottocento. Qui il linguaggio cambia completamente. Alla simmetria si sostituisce il movimento, alla regola la sorpresa.</p>
<p><strong>Il boschetto nasce secondo una sensibilità romantica:</strong> sentieri irregolari, alberi lasciati crescere liberamente, scorci che si aprono all’improvviso. Non è uno spazio progettato per essere visto tutto insieme, ma per essere scoperto e vissuto passo dopo passo.</p>
<p><strong>Grazie ai recenti interventi sostenuti dal PNRR,</strong> questo luogo è stato oggetto di un importante progetto paesaggistico che ne ha recuperato la struttura storica, la leggibilità e la ricchezza botanica, restituendo al visitatore l’esperienza originaria di un giardino pensato come percorso emotivo.</p>
<p><strong>Ed è proprio in questo spazio che, con l’arrivo della primavera,</strong> accade qualcosa di inatteso: il sottobosco si accende di narcisi. Non in aiuole ordinate ma in una diffusione spontanea, naturale.</p>
<h3>La fioritura dei narcisi</h3>
<p><strong>I fiori – narcisi selvatici, dal bianco lattiginoso e dal giallo tenue – emergono tra l’erba e le foglie come punti di luce.</strong> Le corolle si aprono leggere, inclinate, e catturano il sole di primavera. Visti da lontano, costruiscono una distesa continua, una trama chiara che si muove con il vento.</p>
<p><strong>Camminando, lo sguardo si illumina: il paesaggio diventa ravvicinato, intimo</strong>. I tantissimi fiori nei prati, formano un’unica superficie viva, dorata.</p>
<p><strong>Il narciso è un fiore legato da sempre al ritorno della bella stagione:</strong> nasce con i primi tepori, quando la terra è ancora umida e l’aria porta con sé l’odore dell’inverno che finisce. Qui segna un passaggio preciso: l’inizio della primavera come esperienza sensibile, fatta di luce più lunga, di colori che riemergono, di silenzi interrotti dall’esplosione dei verdi boccioli.</p>
<p><strong>In questo incontro tra la geometria perfetta della villa e la saggia libertà del boschetto,</strong> Villa La Rotonda continua a offrire ciò per cui è stata progettata: un luogo dove abita una sinergia pura tra paesaggio e architettura. Un rapporto inscindibile tra architettura e natura.</p>
<p><strong>In questo incontro tra la perfezione classica della villa e la libertà romantica del boschetto,</strong> Villa La Rotonda continua a raccontare, oggi come cinque secoli fa, un’idea profonda di bellezza: quella che nasce dall’equilibrio tra l’opera dell’uomo e il respiro magico della natura.</p>
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		<title>Cannes 79, la selezione ufficiale e i film in concorso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Brunoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 13:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes film festival]]></category>
		<category><![CDATA[Croisette]]></category>
		<category><![CDATA[Festival De Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cannes 79, la selezione ufficiale e i film in concorso al Festival di Cannes. Appuntamento sulla Croisette dal 12 al 23 maggio 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/cannes-79-la-selezione-ufficiale-e-i-film-in-concorso/">Cannes 79, la selezione ufficiale e i film in concorso</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
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<div class="entry-content">
<h3>Cannes 79, la selezione ufficiale e i film in concorso al Festival di Cannes. Appuntamento sulla Croisette dal 12 al 23 maggio 2026.</h3>
<p><strong>Questa mattina è stata annunciata la selezione ufficiale di Cannes 79.</strong> Ovviamente sono già partite le polemiche (<a href="https://sugarpulp.it/festival-di-cannes-2026-un-concorso-molto-politico/">potete leggere qui il nostro editoriale</a>), ma qui ci occupiamo <strong>soltanto dei film presentati in Concorso e nelle varie sezioni ufficiali del 79esimo Festival de Cannes.</strong></p>
<h3>Film d&#8217;apertura</h3>
<ul>
<li><strong>LA VÉNUS ÉLECTRIQUE </strong>by Pierre SALVADORI – <em>Fuori Concorso</em></li>
</ul>
<h3>In concorso</h3>
<ul>
<li><strong>AMARGA NAVIDAD</strong> by Pedro ALMODÓVAR</li>
<li><strong>PARALLEL TALES</strong> by Asghar FARHADI</li>
<li><strong>A WOMAN’S LIFE</strong> by Charline BOURGEOIS-TACQUET</li>
<li><strong>LA BOLA NEGRA</strong> by Javier CALVO &amp; Javier AMBROSSI</li>
<li><strong>COWARD</strong> by Lukas DHONT</li>
<li><strong>DAS GETRÄUMTE ABENTEUER</strong> by Valeska GRISEBACH</li>
<li><strong>ALL OF SUDDEN </strong>by HAMAGUCHI Ryusuke</li>
<li><strong>THE UNKNOWN</strong> by Arthur HARARI</li>
<li><strong>ANOTHER DAY</strong> by Jeanne HERRY</li>
<li><strong>SHEEP IN THE BOX</strong> by KORE-EDA Hirokazu</li>
<li><strong>HOPE</strong> by NA Hong-jin</li>
<li><strong>NAGI NOTES </strong>by FUKADA Koji</li>
<li><strong>GENTLE MONSTER</strong> by Marie KREUTZER</li>
<li><strong>NOTRE SALUT</strong> by Emmanuel MARRE</li>
<li><strong>FJORD </strong>by Cristian MUNGIU</li>
<li><strong>THE BIRTHDAY PARTY</strong> by Léa MYSIUS</li>
<li><strong>MOULIN</strong> by László NEMES</li>
<li><strong>FATHERLAND </strong>by Pawel PAWLIKOWSKI</li>
<li><strong>THE MAN I LOVE </strong>by Ira SACHS</li>
<li><strong>EL SER QUERIDO </strong>by Rodrigo SOROGOYEN</li>
<li><strong>MINOTAUR</strong> by Andrey ZVYAGINTSEV</li>
</ul>
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<h3 class="block text-xl pb-2 lg:text-7xl leading-none"><span class="block uppercase">Un Certain Regard</span></h3>
</div>
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<div class="col-span-12 lg:col-span-6 text-base lg:text-lg leading-normal composer">
<div class="entry-content">
<ul>
<li><strong>TEENAGE SEX AND DEATH AT CAMP MIASMA</strong> by Jane SCHOENBRUN</li>
<li><strong>ELEPHANTS IN THE FOG </strong>by Abinash BIKRAM SHAH | <em>1st film</em></li>
<li><strong>IRON BOY</strong> by Louis CLICHY</li>
<li><strong>BEN’IMANA</strong> by Marie-Clémentine DUSABEJAMBO | <em>1st film</em></li>
<li><strong>CONGO BOY</strong> by Rafiki FARIALA</li>
<li><strong>CLUB KID</strong> by Jordan FIRSTMAN | <em>1st film</em></li>
<li><strong>UĻA</strong> by Viesturs KAIRIŠS</li>
<li><strong>LA MÁS DULCE</strong> by Laïla MARRAKCHI</li>
<li><strong>EL DESHIELO</strong> by Manuela MARTELLI</li>
<li><strong>SIEMPRE SOY TU ANIMAL MATERNO</strong> by Valentina MAUREL</li>
<li><strong>YESTERDAY THE EYE DIDN’T SLEEP</strong> by Rakan MAYASI</li>
<li><strong>I’LL BE GONE IN JUNE</strong> by Katharina RIVILIS | <em>1st film</em></li>
<li><strong>WORDS OF LOVE</strong> by Rudi ROSENBERG</li>
<li><strong>EVERYTIME</strong> by Sandra WOLLNER</li>
<li><strong>ALL THE LOVERS IN THE NIGHT </strong>by SODE Yukiko</li>
</ul>
</div>
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<h3 class="block text-xl pb-2 lg:text-7xl leading-none"><span class="block uppercase">Fuori concorso</span></h3>
</div>
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<div class="col-span-12 lg:col-span-6 text-base lg:text-lg leading-normal composer">
<div class="entry-content">
<ul>
<li><strong>LA BATAILLE DE GAULLE : L’ÂGE DE FER</strong> by Antonin BAUDRY</li>
<li><strong>KARMA</strong> by Guillaume CANET</li>
<li><strong>DIAMOND</strong> by Andy GARCIA</li>
<li><strong>L’ABANDON</strong> by Vincent GARENQ</li>
<li><strong>L’OBJET DU DÉLIT</strong> by Agnès JAOUI</li>
<li><strong>HER PRIVATE HELL</strong> by Nicolas WINDING REFN</li>
</ul>
</div>
</div>
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</div>
</div>
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<div class="block w-full mb-2 block-title border-black">
<h3 class="block text-xl pb-2 lg:text-7xl leading-none"><span class="block uppercase">Midnight Screenings</span></h3>
<ul>
<li class="block-title__border"><strong>FULL PHIL</strong> by Quentin DUPIEUX</li>
<li class="block-title__border"><strong>SANGUINE</strong> by Marion LE CORROLLER <em>| 1st film</em></li>
<li class="block-title__border"><strong>ROMA ELASTICA</strong> by Bertrand MANDICO</li>
<li class="block-title__border"><strong>JIM QUEEN</strong> by Marco NGUYEN &amp; Nicolas ATHANÉ<em> | 1st film</em></li>
<li class="block-title__border"><strong>GUN-CHE</strong> by YEON Sang-ho</li>
</ul>
</div>
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<h3 class="block text-xl pb-2 lg:text-7xl leading-none"><span class="block uppercase">Cannes Premiere</span></h3>
</div>
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<div class="col-span-12 lg:col-span-6 text-base lg:text-lg leading-normal composer">
<div class="entry-content">
<ul>
<li><strong>LA TROISIÈME NUIT</strong> by Daniel AUTEUIL</li>
<li><strong>THE MATCH</strong> by Juan CABRAL &amp; Santiago FRANCO</li>
<li><strong>KOKUROJO</strong> by KUROSAWA Kiyoshi</li>
<li><strong>HEIMSUCHUNG</strong> by Volker SCHLÖNDORFF</li>
<li><strong>PROPELLER ONE-WAY NIGHT COACH</strong> by John TRAVOLTA</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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<div class="block w-full mb-2 block-title border-black">
<h3 class="block text-xl pb-2 lg:text-7xl leading-none"><span class="block uppercase">Special Screenings</span></h3>
<ul>
<li class="block-title__border"><strong>REHEARSALS FOR A REVOLUTION</strong> by Pegah AHANGARANI <em>| 1st film</em></li>
<li class="block-title__border"><strong>LES MATINS MERVEILLEUX</strong> by Avril BESSON <em>| 1st film</em></li>
<li class="block-title__border"><strong>L’AFFAIRE MARIE-CLAIRE </strong>by Lauriane ESCAFFRE &amp; Yvo MULLER</li>
<li class="block-title__border"><strong>AVEDON</strong> by Ron HOWARD</li>
<li class="block-title__border"><strong>LES SURVIVANTS DU CHE</strong> by Christophe Dimitri RÉVEILLE <em>| 1st film</em></li>
<li class="block-title__border"><strong>JOHN LENNON : THE LAST INTERVIEW</strong> by <span data-olk-copy-source="MessageBody">Steven SODERBERGH</span></li>
<li class="block-title__border"><strong>CANTONA</strong> by David TRYHORN &amp; Ben NICHOLAS</li>
</ul>
</div>
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<div class="col-span-12 lg:col-span-6 text-base lg:text-lg leading-normal composer">
<div class="entry-content">
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Festival di Cannes 2026, un concorso molto politico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Brunoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 13:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo Perso]]></category>
		<category><![CDATA[Andrey Zvyagintsev]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Festival di Cannes 2026, un concorso molto politico: quasi assenti USA e Italia, molto spazio invece a film spagnoli o che arrivano da Paesi contro l'amministrazione Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/festival-di-cannes-2026-un-concorso-molto-politico/">Festival di Cannes 2026, un concorso molto politico</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Festival di Cannes 2026, un concorso molto politico: quasi assenti USA e Italia, molto spazio a film spagnoli o che arrivano da aree geopolitiche di opposizione a Trump.</h3>
<div id="model-response-message-contentr_c1c5be2a00c53573" class="markdown markdown-main-panel enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false">
<p id="p-rc_63c02f6871952edf-19" data-path-to-node="1"><span data-path-to-node="1,0"><strong>Il Festival di Cannes 2026 è il manifesto politico che in molti si aspettavano</strong> visto che, nonostante tutto, l<strong>a Francia continua imperterrita a ragionare in termini imperiali</strong>. La presentazione dei film in concorso oggi ha fatto passare in secondo piano il red carpet, la Crosiette, le star e il glamour che sa sempre caratterizzano il Festival di Cannes.</span></p>
<p data-path-to-node="1"><strong>Per l&#8217;ennesima volta dunque la Francia dimostra di aver fatto bene i compiti quando il professore spiegava &#8220;Soft Power&#8221;</strong>, dimostrando ancora una volta di essere un Paese capace di mettere gli interessi nazionali al primo posto in tutti i settori.</p>
<div id="model-response-message-contentr_68f91e5bb139033e" class="markdown markdown-main-panel enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false">
<p data-path-to-node="1"><strong>Se c&#8217;è una cosa che dobbiamo smettere di fare quando analizziamo le dinamiche della Croisette, è credere alla favola del cinema scisso dalla politica</strong> (bugia che in Italia ci raccontiamo da una vita, anche se non ci crede più nessuno da anni). Quest&#8217;anno, <strong>la selezione ufficiale è un manifesto programmatico spietat</strong>o, una dimostrazione di forza di un Paese che si muove in maniera monolitica per difendere ed espandere i propri interessi nazionali. Sempre e comunque.</p>
<p data-path-to-node="2">Del resto è evidente a chiunque che <strong>la Francia non concepisce la cultura come un mero intrattenimento, ma come una vera e propria arma geopolitica.</strong> <strong>E fa bene, aggiungo.</strong></p>
<p data-path-to-node="2"><strong>L&#8217;Eliseo, il Ministero della Cultura e la direzione del festival </strong>operano seguendo una volontà ben precisa e, sopratutto, ben coordinata. Le scelte artistiche di questa edizione non sono guidate da una supposta ribellione intellettuale, bensì da un atteggiamento imperiale e calcolatore. <strong>Parigi decide chi è dentro e chi è fuori dal salotto buono del mondo, assegnando patenti di legittimità o decretando l&#8217;oblio.</strong></p>
<h3 data-path-to-node="2">Cinema italiano? Non pervenuto</h3>
<p id="p-rc_cbe07657006d6494-35" data-path-to-node="4"><span data-path-to-node="4,0">Basta scorrere i titoli per capire l&#8217;antifona. Nel cartellone del Festival di Cannes 2026 spicca un&#8217;assenza che è una vera e propria dichiarazione di guerra culturale: <strong>l&#8217;Italia è stata completamente azzerata. </strong></span><span data-path-to-node="4,2"><span class="citation-85">Zero film in concorso</span></span><span data-path-to-node="4,4">. Cancellata. Secondo noi non si tratta di una banale coincidenza legata alla scarsa qualità dei film italiani (cosa su cui potremmo aprire un dibattito infinito ma non è questo il momento), ma <strong>di un boicottaggio chirurgico mirato a colpire la linea politica di Meloni.</strong></span></p>
<p data-path-to-node="5"><strong>Scelte che, a parti inverse, a Venezia difficilmente sarebbero state fatte.</strong> Anzi, la nostra è piuttosto una tradizione di auto-sabotaggio a prescindere, quella ribellione adolescenziale di chi ci tiene sempre ad essere più realista del re. Non è un caso se la Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia è il primo e più importante festival cinematografico del mondo, ma è il <a href="https://www.marchedufilm.com/fr/">Marché du Film</a> il mercato cinematografico più importante del mondo.</p>
<h3 data-path-to-node="5">Stati Uniti all&#8217;angolo</h3>
<p id="p-rc_cbe07657006d6494-36" data-path-to-node="7"><span data-path-to-node="7,0">Se l&#8217;Italia piange, l&#8217;America non ride. E qui le cose si fanno serie perché<strong> gli Stati Uniti da sempre sono un partner strategico di Cannes.</strong> Potremmo quasi dire che per decenni <strong>Cannes è stato il portale di ingresso del cinema americano nel salotto buono del cinema europeo</strong> (butto lì i primi nomi che mi vengono in mente: Scorsese, Lynch, Coppola, Tarantino&#8230;).</span></p>
<p data-path-to-node="7"><span data-path-to-node="7,2"><span class="citation-84">Nel<strong> concorso principale, la presenza a stelle e strisce è ridotta al lumicino</strong>, rappresentata unicamente da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ira_Sachs">Ira Sachs</a> con il suo <strong>THE MAN I LOVE</strong></span></span><span data-path-to-node="7,4"><strong>.</strong> Un autore indipendente, intimo, anni luce distante dalle logiche di potere dei grandi studios. L&#8217;antitesi di Hollywood per capirsi.</span></p>
<p id="p-rc_cbe07657006d6494-37" data-path-to-node="8"><span data-path-to-node="8,0">Questa marginalizzazione è la vendetta fredda di <strong>un&#8217;Europa a trazione francese che cerca di sganciarsi dall&#8217;egemonia culturale americana?</strong> Mentre i blocchi geopolitici si riposizionano, la Francia usa il Festival di Cannes 2026 per dire a Washington che<strong> il loro tempo da padroni dell&#8217;immaginario collettivo è scaduto?</strong></span></p>
<p data-path-to-node="8"><strong>FUORI CONCORSO un po&#8217; di Stati Uniti ci sono,</strong> ma tutte cose piuttosto marginali per quanto interessanti:<strong> Ron Howard</strong> (autore statunitense di casa a Casse) presenta<span data-path-to-node="8,2"><span class="citation-83"> il documentario <strong>AVEDON; Richard</strong></span></span><span data-path-to-node="8,5"><span class="citation-82"><strong> Soderbergh</strong> (che a Cannes vinse la Palma d&#8217;oro con lo splendido<strong> SEX, LIES AND VIDEOTAPE</strong>) presenta <strong>JOHN LENNON: THE LAST INTERVIEW. </strong></span></span></p>
<h3 class="source-inline-chip-container ng-star-inserted">La Spagna e le alleanze strategiche</h3>
<p data-path-to-node="10">Ogni impero che si rispetti ha bisogno di alleanze strategiche, e la Francia ha scelto il suo partner privilegiato. <strong>La massiccia presenza di film spagnoli al Festival di Cannes 2026 risponde esattamente a questa logica</strong>. Madrid si è smarcata con forza dalle scelte dell&#8217;amministrazione Trump, incassando così il plauso e la ricompensa dell&#8217;intellighenzia parigina (e non solo, ovviamente).</p>
<p id="p-rc_cbe07657006d6494-38" data-path-to-node="11"><span data-path-to-node="11,1"><span class="citation-81">Il ritorno in pompa magna di <strong>Pedro Almodóvar</strong> con <strong>AMARGA NAVIDAD</strong> </span></span><span data-path-to-node="11,3"> è il fiore all&#8217;occhiello di questa operazione diplomatica. </span><span data-path-to-node="11,5"><span class="citation-80">Al suo fianco, la macchina da presa nervosa di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rodrigo_Sorogoyen"><strong>Rodgrigo</strong> <strong>Sorogoyen</strong></a> con<strong> EL SER QUERIDO </strong></span></span><span data-path-to-node="11,8"><span class="citation-79">e l&#8217;atteso sbarco autoriale del duo <strong>Javier</strong> <strong>Calvo &amp; Javier Ambross</strong>i con <strong>LA BOLA NEGRA</strong></span></span><span data-path-to-node="11,10"><strong>.</strong> </span></p>
<p data-path-to-node="11"><span data-path-to-node="11,10"><strong>Se guardiamo al concorso in ottica geopolitica</strong>, dunque, dave visibilità al cinema spagnolo serve alla Francia per cementare un&#8217;asse latino-europeo, creando un cordone sanitario attorno alle nazioni percepite come guerrafondaie o politicamente sgradite. È un gioco di scacchi spietato, dove i registi sono pezzi mossi su una scacchiera molto più grande di loro.</span></p>
<h3 class="source-inline-chip-container ng-star-inserted">I maestri in concorso al Festival di Cannes 2026</h3>
<p id="p-rc_cbe07657006d6494-39" data-path-to-node="13"><span data-path-to-node="13,0">A completare questo quadro di cinica Realpolitik, c&#8217;è l&#8217;uso strumentale dei grandi autori dissidenti.</span><span data-path-to-node="14,0"> </span><span data-path-to-node="14,2"><span class="citation-77">Troviamo il due volte premio Oscar <b>Asghar Farhadi</b> con <strong>PARALLEL TALES</strong></span></span><span data-path-to-node="14,5"><span class="citation-76">, maestro indiscusso del cinema persiano da tempo in rotta di collisione con la censura di Teheran, e il russo <strong>Andrey Zvyagintsev</strong> con <strong>MINOTAUR</strong></span></span><span data-path-to-node="14,7">, l&#8217;occhio più implacabile sulle miserie del blocco ex-sovietico. </span><span data-path-to-node="14,9"><span class="citation-75">Menzione doverosa anche per <strong>Cristian Mungiu </strong>(Palma d&#8217;Oro a Cannes nel 2007), in gara con <strong>FJORD</strong></span></span><span data-path-to-node="14,11">. </span></p>
<p data-path-to-node="13">Tutti pezzi da &#8217;90, sia chiaro, sui cui si sono subito alzate le antenne della critica. C&#8217;è anche tanto oriente in concorso, tanta Africa (<a href="https://sugarpulp.it/cannes-79-la-selezione-ufficiale-e-i-film-in-concorso/">vi rimando a questo pezzo per scoprire tutti i titoli in concorso e nelle vare sezioni ufficiali del Festival</a>), tanti punti di vista non allineati che da anni sono una delle ricchezze più straordinaria dei festival.</p>
<p data-path-to-node="13">Resta da capire <strong>se la porta sbattuta in faccia al mainstream,</strong> che anche nel fuori concorso trova pochissimo spazio rispetto ai vari Mission Impossibile, Indiana Jones e compagnia cantante che abbiamo visto sulla Croisette negli ultimi anni, sarà una scelta vincente per <strong>un settore che attraversa una crisi strutturale profondissima.</strong></p>
<h3 data-path-to-node="17">Ci vediamo sulla Croiestte&#8230;</h3>
<p><strong>Noi di SUGARPULP magazine comunque saremo sulla Croisette anche quest&#8217;anno per raccontarvi il Festival di Cannes</strong>, mainstream o non mainstream, champagne o non champagne, politica o non politica, glamour o non glamour.</p>
<p>Sì perché<strong> il Festival di Cannes è uno di quegli appuntamenti a cui non si può mancare per provare a capire dove sta andando il cinema contemporaneo.</strong></p>
</div>
<p data-path-to-node="17">
</div>
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		<title>Le mille vite di Felice Maniero a Chronicae</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maurizio Dianese apre la XII edizione di CHRONICAE giovedì 16 aprile alle 21:00 con il racconto delle mille vite di Felice Maniero.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Maurizio Dianese apre la XII edizione di CHRONICAE giovedì 16 aprile alle 21:00 con il racconto delle mille vite di Felice Maniero.</h3>
<p><strong>Maurizio Dianese, firma storica de Il Gazzettino, aprirà la XII edizione di CHRONICAE</strong>, Festival Internazionale del Romanzo Storico. Appuntamento fissato per <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-le-mille-vite-di-felice-maniero-chronicae-2026-1986189308689?aff=ebdsoporgprofile">giovedì 16 aprile alle 21:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</a> per scoprire <strong>COME ME NESSUNO MAI. LE MILLE VITE DI FELICE MANIERO BANDITO (<a href="https://www.amazon.it/nessuno-mille-Felice-Maniero-bandito/dp/8893907860/">2026, SEM</a>),</strong> l&#8217;ultimo libro di Dianese.</p>
<p>Un libro che chiude il cerchio su <strong>una figura centrale per quanto riguarda la storia criminale del Veneto degli ultimi 50 ann</strong>i, quel Felice Maniero che a lungo è stato a capo della famigerata Mala del Brenta.</p>
<p><strong>Dianese, che ha seguito le vicende della mala e di Maniero per anni</strong> durante il suo lavoro di cronista al Gazzettino, ha avuto modo di parlare direttamente con Maniero per la realizzazione di quello che, molto probabilmente, è destinato a restare <strong>il libro definitivo su questa vicenda criminale</strong> con cui, purtroppo, la società veneta non ha ancora fatto i conti.</p>
<h3>Il libro</h3>
<div id="model-response-message-contentr_d4ed634b83c2ae2d" class="markdown markdown-main-panel stronger enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false">
<p data-path-to-node="3">Era il capo indiscusso della <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="29">Mala del Brenta</b>, la più potente e spietata organizzazione criminale mai esistita nel Nord Italia. Conosciuto da tutti come <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="152">“Faccia d’angelo”</b>, <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="171">Felice Maniero</b> è stato per anni un nome leggendario della cronaca nera italiana, un&#8217;imprendibile &#8220;primula rossa&#8221; dal fascino magnetico e dalla spietata ferocia.</p>
<h4 data-path-to-node="4">L&#8217;impero criminale e le rapine storiche</h4>
<p data-path-to-node="5">Durante un ventennio di attività illecite, Maniero ha governato con il pugno di ferro un impero criminale esteso dal Veneto all’Emilia-Romagna, con il suo cuore pulsante nella profonda provincia nordestina. Negli anni Ottanta, la <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="230">Mala del Brenta</b> aveva il controllo totale su: traffico di stupefacenti, gioco d’azzardo e contrabbando di armi.</p>
<p data-path-to-node="7">La sua banda ha messo a segno <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="30">colpi indimenticabili</b>, passando alla storia per le clamorose rapine al Casinò di Venezia, all’Hotel Des Bains e all’aeroporto Marco Polo di Tessera.</p>
<h4 data-path-to-node="8">Dagli arresti alla collaborazione: la fine del boss</h4>
<p data-path-to-node="9">Ma ogni impero ha una fine. Il mito di &#8220;Faccia d&#8217;angelo&#8221; si incrina quando viene arrestato. Seguono clamorose evasioni e nuove catture, fino alla decisione che cambierà tutto: Maniero inizia a <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="193">collaborare con gli inquirenti</b>.</p>
<p data-path-to-node="10">Da quel momento, la leggenda svanisce e cede il passo al crepuscolo. L&#8217;ex boss spietato diventa l&#8217;ombra di se stesso, portando addosso l&#8217;enorme macchia del tradimento, di cui però non si è mai pentito.</p>
<h3 data-path-to-node="11">L&#8217;autore</h3>
<p data-path-to-node="12">A raccontare la vera parabola di quest&#8217;uomo è <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="46">Maurizio Dianese</b>,<strong> tra i migliori cronisti d’inchiesta del Nordest.</strong> Nel suo libro, frutto di un incontro diretto con Maniero, il giornalista non si trova davanti il bandito senza paura di un tempo, ma<strong> un vecchio rancoroso, caduto in miseria e abbandonato da tutti</strong>. Un uomo segnato in modo indelebile dalle rotture familiari e, soprattutto, ferito dalla tragica morte della figlia.</p>
<p data-path-to-node="13"><strong>Attingendo alle confessioni più intime dell&#8217;ex boss,</strong> svelando segreti e retroscena inediti, il libro <strong>COME ME NESSUNO MAI traccia un ritratto unico e disincantato di una delle figure più iconiche della </strong><b data-path-to-node="13" data-index-in-node="201">storia criminale d’Italia</b>. È il racconto dell&#8217;ultima sfida di Felice Maniero: non più contro la legge, <strong>ma contro il destino</strong>, <strong>la povertà, la malattia e la vecchiaia</strong>.</p>
</div>
<h3>Informazioni utili</h3>
<p>Come abbiamo scritto in precedenza l&#8217;incontro con <strong>Maurizio Dianese si terrà giovedì 16 aprile alle 21:00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</strong>. A dialogare con Dianese sarà <strong>Giacomo Brunoro</strong>, Presidente di SUGARPULP e autore, insieme a Jacopo Pezzan, del podcast <a href="https://open.spotify.com/show/0yz19jS3U0M1YjRBDxBYMr">TRUE CRIME DIARIES</a>.</p>
<p><strong>Come per tutti gli incontri del festival l&#8217;ingresso è gratuito e aperto al pubblico fino a esaurimento posti.</strong> È possibile prenotare il proprio posto gratuitamente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-le-mille-vite-di-felice-maniero-chronicae-2026-1986189308689?aff=ebdsoporgprofile">attraverso la piattaforma online Eventbrite.</a></p>
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		<title>Dacia Maraini ospite d&#8217;onore a CHRONICAE 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Brunoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Chronicae 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Romanzo Storico]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Strkul]]></category>
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		<category><![CDATA[Piove di Sacco]]></category>
		<category><![CDATA[Rizzoli Libri]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo storico]]></category>
		<category><![CDATA[Storie segrete]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Filarmonico di Piove di Sacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dacia Maraini ospite d'onore a CHRONICAE 2026, Festival del Romanzo Storico: domenica 19 aprile alle 16:30 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/dacia-maraini-ospite-donore-a-chronicae-2026/">Dacia Maraini ospite d&#8217;onore a CHRONICAE 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Dacia Maraini ospite d&#8217;onore a CHRONICAE 2026, Festival del Romanzo Storico: domenica 19 aprile alle 16:30 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco.</h3>
<p><strong>Dacia Maraini sarà l&#8217;ospite d&#8217;onore a CHRONICAE 2026</strong>, Festival Internazionale del Romanzo Storico. L&#8217;incontro con una delle scrittrici simbolo del &#8216;900 letterario italiano si terrà <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-incontro-con-dacia-maraini-chronicae-2026-1986191107068">domenica 19 aprile alle 16:30 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</a>, nell&#8217;ultima giornata della <a href="https://www.festivalromanzostorico.it/">XII edizione del festival</a>.</p>
<p><strong>Una presenza importante quella di Maraini,</strong> che si inserisce in un percorso storico e artistico ben definito che il festival del romanzo storico sta portando avanti da anni, come ha sottolineato <strong>Silvia Gorgi, vicepresidente di SUGARPULP:</strong></p>
<blockquote><p>Sono gli <i>Spiriti Liberi </i>al centro della nuova edizione di Chronicae. Anime in grado di librarsi senza confini, senza pregiudizi, fra le pagine di un romanzo, nello spirito degli autori. Un parterre di ospiti importanti, fra i quali cito, a incarnare pienamente il tema della dodicesima edizione del festival, Dacia Maraini, una scrittrice, un’intellettuale, che ha segnato il Novecento italiano e che, ancora oggi, è faro nel raccontare e rivendicare l’identità femminile. Profetica come già lo scorso anno era stata Antonia Arslan e l’anno prima Melania Mazzucco, tre voci della letteratura italiana che hanno saputo con il loro spessore letterario aprire nuove chiavi di riflessione, attraverso il passato, sul presente, e che tracciano appieno lo spirito della manifestazione.</p></blockquote>
<h3>Il libro</h3>
<p>Al centro dell&#8217;incontro di domenica 19 aprile il libro <a href="https://www.amazon.it/Scritture-segrete-donne-cambiato-parola/dp/8817186295"><strong>SCRITTURE SEGRETE. LE DONNE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO CON LA PAROLA</strong></a> (2025, Rizzoli).</p>
<p>Ecco la sinossi del libro:</p>
<blockquote><p>A lume di candela o su un prato fiorito, in cucina o &#8211; le più fortunate &#8211; in una stanza tutta per sé, le donne hanno sempre letto. E fintanto che i loro occhi si posavano su libri scelti dagli uomini, non hanno mai fatto troppa paura. Così, per secoli, le donne hanno conosciuto solo gli scritti dei padri, gli stessi che fin da bambina anche Dacia Maraini ha divorato, e che hanno nutrito la sua fantasia. Poi, da adolescente, con la curiosità ribelle di chi per leggere ha spesso rinunciato a giochi e gite in spiaggia, si è chiesta dove fossero i libri delle madri: perché faticava a trovarli in biblioteca? Perché la critica se ne occupava quasi con condiscendenza? Lo avrebbe scoperto presto, la ragazzina che sarebbe diventata scrittrice: le madri esistevano eccome e non avevano nulla da invidiare ai padri, ma la Storia le aveva dimenticate, censurate, o più spesso ignorate. Tra le pagine di questo libro, Dacia Maraini ce le racconta, disegnando attraverso le loro storie e le loro parole una mappa luminosa e appassionata delle scrittrici che hanno abitato la sua immaginazione, che ha amato, studiato o incontrato: dalle mistiche alle cortigiane, dalle monache disobbedienti alle rivoluzionarie, passando per le romanziere dell&#8217;Ottocento, le teoriche del femminismo novecentesco e le vincitrici di Premi Nobel. Un viaggio inaspettato e intimo che attraversa e reinterpreta la storia della letteratura, da Vibia Perpetua a Michela Murgia, intrecciandola alle vite ordinarie o straordinarie delle donne che hanno fatto della scrittura uno strumento di libertà, cambiando il nostro modo di guardare il mondo.</p></blockquote>
<h3>L&#8217;autrice</h3>
<div id="model-response-message-contentr_3af7a66b8f2507b7" class="markdown markdown-main-panel stronger enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false">
<p data-path-to-node="3"><b data-path-to-node="3" data-index-in-node="0">Dacia Maraini</b> è una delle voci più autorevoli e lette della letteratura italiana contemporanea. Nata a Fiesole il 13 novembre 1936, è una <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="138">scrittrice, poetessa, drammaturga e saggista</b> che ha dedicato la sua vita alla scrittura e all&#8217;impegno civile, diventando un simbolo della lotta per i diritti delle donne.</p>
<h4 data-path-to-node="4">L&#8217;infanzia e il campo di concentramento</h4>
<p data-path-to-node="5">La <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="3">biografia di Dacia Maraini</b> è profondamente segnata dai traumi dell&#8217;infanzia. Figlia del celebre antropologo Fosco Maraini e della pittrice Topazia Alliata, nel 1938 si trasferisce con la famiglia in Giappone. Nel 1943, in seguito al rifiuto dei genitori di giurare fedeltà alla Repubblica fascista di Salò, la famiglia viene internata in un campo di concentramento giapponese. I due anni di fame e prigionia influenzeranno in modo indelebile la sua visione del mondo e la sua produzione letteraria.</p>
<h4 data-path-to-node="6">I grandi successi letterari: dal Campiello allo Strega</h4>
<p data-path-to-node="7">Tornata in Italia, la scrittrice avvia una brillante carriera, stringendo profondi legami intellettuali con figure come Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia, con cui condividerà una lunga relazione. Tra i <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="206">libri di Dacia Maraini</b> di maggior successo spicca <strong>LA</strong> <strong>LUNGA VITA DI MARIANNA UCRÌA</strong> (1990), un capolavoro tradotto in tutto il mondo che le è valso il prestigioso <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="367">Premio Campiello</b>. Nel 1999 consacra ulteriormente la sua carriera vincendo il <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="445">Premio Strega</b> con l&#8217;intensa raccolta di racconti <strong>BUIO</strong>, incentrata sui temi della violenza e dell&#8217;infanzia negata.</p>
<h4 data-path-to-node="8">Il femminismo e l&#8217;impegno civile</h4>
<p data-path-to-node="9">L&#8217;opera della Maraini è un pilastro del <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="40">femminismo in Italia</b>. Attraverso il teatro, i romanzi e il giornalismo investigativo, ha costantemente denunciato le ingiustizie sociali e la violenza di genere. Oggi, Dacia Maraini continua a essere una presenza attiva e indispensabile nel dibattito culturale italiano, ispirando nuove generazioni di lettori.</p>
<h3 data-path-to-node="9">L&#8217;incontro a CHRONICAE 2026</h3>
<p>L&#8217;incontro con Dacia Maraini si terrà <strong>domenica 19 aprile alle 16:30 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco</strong>. A dialogare con Maraini sarà <strong>Matteo Strukul,</strong> romanziere e direttore artistico del festival.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro è gratuito e aperto al pubblico fino ad esaurimento posti.</strong> È caldamente consigliata la <strong>prenotazione</strong> (sempre gratuita) attraverso <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-incontro-con-dacia-maraini-chronicae-2026-1986191107068">la piattaforma online Eventbrite.</a></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://sugarpulp.it/dacia-maraini-ospite-donore-a-chronicae-2026/">Dacia Maraini ospite d&#8217;onore a CHRONICAE 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>
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