Senza voce
All’inizio era sembrata una banalità.
Mi ero svegliata e mi ero ritrovata senza voce. Dalla mia gola usciva un sibilo, senza energia né spessore.
La sentenza del mio medico fu laconica “Deve stare zitta per tre giorni. Le corde vocali devono riposare”.
Sembrò una penitenza, poi la presi come una vacanza e alla fine si rivelò un disastro.
Il fatto è che non mi fu possibile mettere in pausa la mia vita, il lavoro e gli impegni. Rispettai ogni cosa senza emettere un suono.
Fu bellissimo.
Le persone non si aspettavano nulla da me. Parlavano e io non ero obbligata a dare opinioni, né tanto meno risposte.
Presero anche a parlarmi meno, che in alcune circostanze è rilassante. Mandavano mail o messaggi e io rispondevo se e quando ne avevo voglia.
Poi la disfatta. Anche adesso mi è difficile spiegare. Fu una cosa improvvisa, che generò urla – altrui – dissensi e il mio licenziamento.
“Fai le facce” mi disse un’amica. “Prima parlavi e mimetizzavi quello che pensavi. Ma adesso fai le facce, è un guaio.”


