Entombed - Same Difference
per la serie: dischi dimenticati degli anni 90
Esistono varie percezioni della band svedese Entombed. La più canonica è quella iniziale. I metallari adorano i primi due dischi, Left Hand Path e Clandestine, veri e propri monumenti del death metal svedese dei primi anni 90. C’è chi si spinge fino a Wolverine Blues: pur considerandolo già più commerciale, ne riconosce le qualità. Dopo il 1993 vengono abbandonati dai capelloni in chiodo e passeranno anni prima che trovino una fanbase diversa, più in linea con la loro attitudine. Basta guardare le foto promozionali del periodo per notare, già nel 1993, magliette dei Sonic Youth al posto di quelle di Morbid Angel o Bolt Thrower.
Con DCLXVI To Ride, Shoot Straight and Speak the Truth del 1997 abbandonano il vecchio logo e virano verso sonorità definite death & roll, una versione più punk e meno metal, debitrice del garage rock dei New Bomb Turks di !!Destroy-Oh-Boy!!. Il batterista e songwriter Nicke Andersson ne è talmente ossessionato da fondare una band in quello stile e lasciare gli Entombed. Nascono così gli The Hellacopters, che non faranno felici i metallari più ortodossi ma entusiasmeranno chi cerca rock abrasivo alla MC5. Dischi come Supershitty to the Max! e Payin’ the Dues restano l’apice di quel movimento.
Nicke lascia la nave, ma gli altri vogliono continuare. Perché non puntare su un suono più moderno e comprensibile per MTV? In fondo lo fanno in molti, Metallica in primis. L’obiettivo è il vasto pubblico dell’alternative rock e metal, ma non cercano certo di diventare i Nirvana di Nevermind, semmai quelli di Bleach. Una chiave di lettura arriva dal booklet, dove il chitarrista Ulf Cederlund indossa la maglietta della label noise rock Amphetamine Reptile.
Sono gli anni in cui gli Helmet portano il noise rock in classifica con Meantime e Betty. Nei negozi si trovano Total Destruction degli Unsane e Infrared Riding Hood dei Tad. L’appassionato di grunge ha due strade: seguire il lato più commerciale o restare su suoni sporchi e underground ma ben prodotti, figli di noise rock e post hardcore.
Gli Entombed scelgono la via del noise rock. Il problema è che restano, di base, metallari, quindi nessuno gli aveva chiesto di scegliere. Il risultato è Same Difference: copertina seppia con cane casuale, pose rilassate, logo ammorbidito. I metallari lo detestano ancora oggi, sancendo la rottura definitiva.
Peccato, perché è un ottimo disco: non un capolavoro, anche per la sua natura derivativa, ma sorprendentemente fresco ancora oggi. Forse merito della produzione, forse di una formula più brillante di quanto sembri. La band non punta alle classifiche, ma a seguire ciò che la ispira in quel momento. Il 1997 è l’ultimo anno utile: il nu metal sta arrivando, il grunge diventa una parola scomoda, il noise rock tornerà a tirature minuscole. Almeno fino all’arrivo dei Chat Pile, ma questa è storia recente.
Gli Entombed intercettano anche un altro filone, che svilupperanno meglio con Uprising: lo stoner rock. Oggi i riff alla Black Sabbath sono ovunque, ma negli anni 90 erano quasi fuori moda. Un’intuizione che rende alcuni brani non lontani dai primi Soundgarden di Ultramega OK. Nello stesso spirito si colgono rimandi a Green River e ancora ai Melvins. Il cantato di Lars-Göran Petrov non viene snaturato: non è un urlo hardcore, non è lo svogliato canto grunge, né indulge in pathos vintage. Trasmette piuttosto disagio, rabbia e frustrazione personali, perfettamente coerenti con la svolta della band e con i testi cantati con trasporto.
Same Difference è dunque un disco di rottura. Il vecchio pubblico abbandona gli Entombed, quello nuovo non è interessato. Risorgeranno nel 2000 con Uprising, recuperando parte del loro DNA death metal, facendosi apprezzare da una nuova fanbase, più vicina allo stoner metal e allo sludge.




