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Vangelis

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Vangelis
Βαγγέλης
Vangelis nel 2012
NazionalitàGrecia (bandiera) Grecia
GenereNew age[1][2]
Musica elettronica[3][4]
Periodo di attività musicale1961  2022
StrumentoSintetizzatore
Pianoforte
Organo Hammond
Basso
Percussioni
EtichettaRCA
Atlantic Records
Sony Music
Polydor
Warner Bros. Records
GruppiForminx
Aphrodite's Child
Jon & Vangelis
Album pubblicati54
Studio44
Raccolte10

Vangelis (afi: [vaˈɟelis]; in greco Βαγγέλης?), pseudonimo di Evangelos Odysseas Papathanassiou (afi: [eˈvaɟelos oðiˈseas papaθanaˈsiu]; in greco Ευάγγελος Οδυσσέας Παπαθανασίου?; Agria, 29 marzo 1943Parigi, 17 maggio 2022[5]), è stato un compositore e polistrumentista greco.

Dapprima membro del gruppo progressivo Aphrodite's Child con Demis Roussos e Loukas Sideras, Vangelis si diede alla carriera solista in veste di compositore elettronico. Oltre a essere considerato uno dei massimi artisti della space music assieme a Tangerine Dream e Jean-Michel Jarre,[6] e l'artista greco più conosciuto nel mondo,[7] Vangelis è rinomato soprattutto in qualità di compositore di colonne sonore di film, tra le quali si possono citare quelle di Momenti di gloria (1981), Missing - Scomparso (1982), Blade Runner (1983), Antarctica (1983), Il Bounty (1984), 1492 - La conquista del paradiso (1992), Luna di fiele (1992) e Alexander (2004). Vangelis fu anche metà del duo pop di successo Jon & Vangelis assieme a Jon Anderson degli Yes.

Vangelis iniziò a comporre a 4 anni ed è autodidatta per gran parte delle sue conoscenze musicali. Si rifiutò di prendere lezioni e non ha mai avuto una conoscenza base sulla lettura e scrittura di note musicali[8]. Nei primi anni sessanta fondò il gruppo beat The Forminx, che ebbe successo in Grecia.[9] Nel 1967 fondò il gruppo rock progressivo Aphrodite's Child con Demis Roussos e Loukas Sideras.[6] Gli venne offerta la possibilità di diventare tastierista degli Yes, ma rifiutò in quanto riteneva che ciò avrebbe limitato la sua visione.[6]

Vangelis iniziò la sua carriera solista nel 1973 con la composizione delle colonne sonore di due film del produttore francese Frédéric Rossif. Il suo primo album da solista è Earth (1973).[9] Dopo essersi trasferito a Londra, firmò un contratto con la RCA e iniziò a lavorare nel suo studio di registrazione privato Nemo Studios.[6][9] In questi anni produsse gli album Heaven and Hell (1975), Spiral (1977) e China (1979). Le musiche di Heaven and Hell verranno usate nel documentario TV a puntate Cosmo (scritto da Carl Sagan).[6]

La sua traccia Hymne, pubblicata per la prima volta nell'album Opéra Sauvage del 1979, venne riarrangiata nel 1985 da Press Agency (alias di Franco Serafini). Quest'ultima versione verrà usata per decenni dalla Barilla.[7] La multinazionale italiana utilizzerà per un breve periodo, a scopo pubblicitario, anche il tema di Missing - Scomparso, composto dallo stesso Vangelis nel 1982. Le musiche dell'artista greco verranno utilizzate in numerosi programmi come Linea verde, Il Fatto, Geo & Geo e il TG1, confermando il significativo successo che hanno avuto nelle televisioni italiane.

Nel frattempo, nel 1979, Vangelis entrò a far parte del duo Jon & Vangelis assieme a Jon Anderson (cantante degli Yes). La formazione pubblicherà diversi successi da classifica negli anni ottanta per poi sciogliersi agli inizi del decennio successivo.

Vangelis ebbe grande fama soprattutto grazie alle sue eleganti colonne sonore, in cui confluiscono suoni elettronici e orchestrali e dove talvolta figura la voce umana. Nel 1982, vinse l'Oscar per la colonna sonora del film Momenti di gloria di Hugh Hudson.[9] Lo strumentale omonimo è ancora oggi una delle tracce più famose dell'artista: oltre a figurare in numerose colonne sonore di altri film, talvolta a scopo parodistico, rappresenterebbe, secondo molti, gli ideali delle Olimpiadi: verrà infatti riproposto ai Giochi della XXX Olimpiade durante le premiazioni degli atleti.[10] Nel 1982 iniziò la collaborazione con il regista Ridley Scott per il quale scrisse la colonna sonora per Blade Runner, considerata una delle sue opere migliori[6] (ma pubblicata solo nel 1994),[9] e quella di 1492 - La conquista del paradiso del 1992.

Nel 1997, il compositore fu uno dei protagonisti della cerimonia d'apertura dei Campionati del mondo di atletica leggera 1997 di Atene: in più riprese, durante la serata, Vangelis suonò alcuni dei suoi pezzi più famosi accompagnato dall'orchestra e dal coro.[11]

Nel 2001, Vangelis registrò Mythodea, una composizione scritta originariamente nel 1993 e utilizzata dalla NASA come tema per la missione 2001 Mars Odyssey.[12] In uno dei pochissimi concerti della sua carriera, Vangelis si esibì al tempio di Zeus Olimpio di Atene ed eseguì l'intero disco accompagnato da un'orchestra sinfonica e da un coro. Da questo concerto verrà realizzato un DVD che a tutt'oggi rimane l'unica documentazione ufficiale di un'esibizione dal vivo di Vangelis, se si escludono alcune sporadiche apparizioni televisive o un'esibizione trasmessa dalla tv olandese nel 1991 (che però era completamente in playback).[13]

Nel 2002 compose l'orientaleggiante inno del campionato mondiale di calcio 2002.[14] Di questo brano vengono realizzati molti remix, di cui la versione composta col sintetizzatore in Italia è stata utilizzata nelle trasmissioni sportive RAI dedicate all'evento[senza fonte]. Nel 2004 incise la colonna sonora del film Alexander, diretto da Oliver Stone e basato sulla vita di Alessandro Magno. Nel 2007 Vangelis pubblicò un set di 3 CD per il venticinquesimo anniversario dell'uscita di Blade Runner, intitolato Blade Runner Trilogy e la colonna sonora di El Greco, basato sulla vita dell'omonimo maestro ellenico-spagnolo. Nell'autunno del 2008, realizzò la traccia principale per Swiadectwo (intitolato Testimony al di fuori della Polonia), un documentario sulla vita di papa Giovanni Paolo II; il resto della colonna sonora venne invece affidato al compositore polacco Robert Janson.

Nel 2016, dopo 18 anni dall'ultimo lavoro in studio, Vangelis fece uscire il nuovo album, Rosetta, ispirato all'omonima missione spaziale dell'ESA del 2014, in cui la sonda spaziale Philae atterrò sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Vangelis ha tratto l'ispirazione per questo album dalle esperienze e storie che l'astronauta André Kuipers condivideva con lui tramite video chiamata dalla Stazione spaziale internazionale. "Mitologia, scienza ed esplorazione dello spazio sono temi che mi hanno sempre affascinato fin dalla mia infanzia. E sono in qualche modo collegati con la musica che scrivo" ha dichiarato l'artista. L'album venne pubblicato il 23 settembre.[15]

Nel corso della sua carriera, Vangelis collaborò con artisti italiani in qualità di arrangiatore quali Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Milva, Patty Pravo e Krisma. Gli album italiani dove è preponderante il suo influsso sono E tu... di Claudio Baglioni, dove le melodie delle tastiere richiamano quelle già utilizzate dagli Aphrodite's Child, e Concerto per Margherita di Riccardo Cocciante.[senza fonte]

Vangelis morì il 17 maggio 2022 in un ospedale di Parigi nel quale era in cura per una malattia: la notizia venne data dal primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs con un tweet. In seguito, si venne a sapere che il decesso fu dovuto a complicazioni da Covid-19.[16]

Stile musicale

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Artista new age[1][2] e space music[6] specializzato in colonne sonore, Vangelis faceva spesso uso di strumentazioni elettroniche, quali il sintetizzatore,[2] che alternava a quelle acustiche.[17] Si ispirava sovente al rock[17][18][19] e, secondo le parole del giornalista musicale John Schaefer, "non è propriamente classico (...) e, pur adottando l'improvvisazione, non è certamente jazz."[17] Con il passare degli anni, l'artista ha sempre più preso le distanze dalla musica elettronica per concentrarsi sull'orchestra.[18]

Dopo un esordio che risentì della lezione degli Aphrodite's Child: Dragon (1971)[19] pubblicò Earth (1973) che, così come Heaven and Hell (1975) e la colonna sonora di Albedo 0.39 (1976) inseriva elementi rock.[19][20] Con gli album pubblicati dalla metà degli anni settanta, avrebbe composto in prevalenza tracce con elementi pop e jazz,[20][21] che sono state definite "viaggi ipnotici di ritmi assortiti".[20] Il decennio si sarebbe chiuso con album quali il cupo e poco accessibile Beaubourg (1978)[6][22] e Opéra Sauvage (1979), dalle sonorità liriche e orchestrali.[23] Se Chariots of Fire (1982) è in buona parte "melodico, proto-smooth jazz" è caratterizzato da "suoni puliti, lustri stridii elettronici e archi",[24] Antarctica (1983) rappresenterebbe "il picco spirituale dell'artista con la sua armonia radiosa per strati di sintetizzatori, arpe e violini."[18] Con The Mask (1985), preceduto dall'altrettanto sperimentale Invisible Connections, (1985)[18] l'artista avrebbe proposto un disco dalle sonorità ipnotiche e drammatiche.[25] mentre Oceanic (1996) segna una svolta verso brani più meditativi.[26]

Riconoscimenti

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Discografia parziale

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Album in studio

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Nei Jon & Vangelis

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Lo stesso argomento in dettaglio: Jon & Vangelis.

Album in studio

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Con Irene Papas

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Album in studio

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Con Krisma (Chrisma)

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Album in studio

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  • 1976 - Amore
  • 1977 - Chinese Restaurant
  • 1979 - Hibernation

Colonne sonore

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  • 1983 - Elektra (Grecia)
  • 1992 - Medea (Spagna)
  • 2001 - Las Troyanas (Spagna)
  • 2002 - A Vihar (lit. The Tempest) (Ungheria)
  • 2005 - Antigone (Italia)
  • 1983 - R.B. Sque (Regno Unito)
  • 1985 - Frankenstein - Modern Prometheus (Regno Unito, Paesi Bassi)
  • 1986 - The Beauty and the Beast (Regno Unito)
  1. 1 2 (EN) Paul du Noyer, The Illustrated Encyclopedia of Music, Ted Smart, 2003, p. 405.
  2. 1 2 3 Massimo Cotto, Il grande libro del rock (e non solo), BUR, 2011, pp. profilo di Vangelis.
  3. Vangelis, su ondarock.it. URL consultato il 16 dicembre 2025.
  4. Vangelis regalò un’anima tenera alla musica elettronica, su billboard.it. URL consultato il 16 dicembre 2025.
  5. Morto Vangelis, firmò la colonna sonora di 'Blade runner', su repubblica.it, 19 maggio 2022.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 Simon Reynolds, Futuromania - Sogni elettronici da Moroder ai Migos, Minimum Fax, 2020, pp. 56-57.
  7. 1 2 Dove c’è Barilla, c’è Vangelis, su archiviostoricobarilla.com. URL consultato l'11 novembre 2025.
  8. Informazioni tratte dalle note biografiche di Sonya Shelton, inserite anche nel cd "Greatest Hits"
  9. 1 2 3 4 5 (EN) Colin Larkin, Vangelis, in The Encyclopedia of Popular Music, Omnibus Press, 2011.
  10. (EN) David Hassan, ‎Shakya Mitra, The Olympic Games: Meeting New Global Challenges, Routledge, 2016, p. 82.
  11. (EN) Pictures of Athens '97, su elsew.com. URL consultato l'11 novembre 2025.
  12. (EN) Mythodea: Music for the NASA Mission - 2001 Mars Odyssey Vangelis, su allmusic.com. URL consultato l'11 novembre 2025.
  13. Elsewhere: Vangelis concerts, su elsew.com.
  14. (EN) Morto Vangelis: le musiche più celebri, da Blade Runner a Momenti di Gloria, su tg24.sky.it. URL consultato l'11 novembre 2025.
  15. New Vangelis album inspired by ESA's Rosetta mission, su rosetta.jpl.nasa.gov. URL consultato il 16 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2016).
  16. de.euronews.com, https://de.euronews.com/2022/05/19/filmmusik-legende-vangelis-mit-79-jahren-gestorben.
  17. 1 2 3 (EN) John Schaefer, New Sounds, in Spin, giugno 1985.
  18. 1 2 3 4 Scaruffi: Vangelis, su scaruffi.com. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  19. 1 2 3 (EN) Dragon, su AllMusic, All Media Network.
  20. 1 2 3 (EN) Albedo 0.39, su AllMusic, All Media Network.
  21. Eddy Cilìa, Enciclopedia Rock - '90 (quinto volume), Arcana, 2001, p. 570.
  22. (EN) Beauborg, su AllMusic, All Media Network.
  23. (EN) Opera Sauvage, su AllMusic, All Media Network.
  24. (EN) Chariots of Fire, su AllMusic, All Media Network.
  25. (EN) Mask, su AllMusic, All Media Network.
  26. (EN) Oceanic, su AllMusic, All Media Network.
  27. Alexander - About The Filmmakers - Alexander Movie, su alexander-the-great.co.uk. URL consultato il 2 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  • Nick Logan e Bob Woffinden, Enciclopedia del rock, Milano, Fratelli Fabbri Editore, 1977.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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