Questo è un crocevia di storie, musica, sogni e rimpianti, ma è soprattutto un luogo di redenzione. Ci puoi arrivare a piedi, scendendo per il sentiero che viene dalle colline, ma anche in carrozza, per la strada di Gérgal, o su una chiatta, scendendo il fiume. Ci puoi arrivare per caso, per necessità, per bisogno di parole o incontri.

Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. E’ come se non fosse mai passato nessuno. E’ come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. E’ tempo. Tempo che passa. E basta.
