LA PORTA SULL’ESTATE

Buona giornata, Internauti.

Bene… della serie ‘solo quelli che mi piacciono’ stavolta un romanzino non recentissimo (1957). Prima di questo ho cassato due recentissimi premi Nebula Hugo ecc. ecc. da cui mi aspettavo molto, invece ho trovato solo delusione. Lasciamo stare e soprattutto niente nomi. Questa mi fa comunque tirare delle conclusioni: sono (anche letterariamente) vecchio.

“La porta sull’estate” di Robert Heinlein avrà anche 65 anni, è innegabile, ma è un libro per me magnifico e affascinate, a cui mi sono affezionato. Credo me lo terrò sulla scrivania per un po’, non so perché ma è possibile mi venga il cruccio di andarci a rivedere qualcosa.

Posso dichiarare senza ombra di dubbio il suo ingresso nella mia specialissima ‘Top 10 assoluta’ (che ne ha necessariamente più di 10, sapete di cosa parlo). Una storia intelligente e scaltra, con descrizioni concrete e spesso di un’ironia graffiante, con un finale all’invero inquieto e toccante.

Consigliato.

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YOGANANDA

Buon inizio di settimana, internauti. Ho scoperto che avevo uno sfasamento nel blog di 8 ore dovuto al fatto che in automatismo di attivazione mi ha piazzato l’orario: Usa occidentale.

Anche qui, al pensiero che l’Italia, nel mondo, non conta proprio un cazzo, decido per il cambio immediato a sanare la situazione. Entro nelle ‘options’ e sistemo: fuso orario dell’Alaska, 8 ore in anticipo. Mi pare la cosa più giusta da fare, al momento attuale. Una protesta forte e simbolica.

Aggiungo una frase di Yogananda, che mi suggerisce in sottofondo un’ottima, soluzione da lunedì mattina.

“Non prendere le cose troppo seriamente: accadrà quel che dovrà accadere. La vita insegue i suoi pensieri sempre imprevedibili”.

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LA SPIA DEI DENDARII

Hola, Internauti.

Sempre della serie metto solo i libri che mi piacciono e non è una recensione… Titolo del libro “La spia dei Dendarii”. Autrice Lois McMaster Bujold, una certezza assoluta nel mio panorama SF. Ormai ne ho letti 6 o 7. Libro a mio parere fantastico, perfetto in tutto. Perdonatemi per oggi, Siccome il mio cervello (oltre alla pigrizia) fatica proprio a mettere in fila quattro parole, per cui…

Lois McMaster Bujold. Vincitrice multiple volte dei premi Hugo e Nebula. Il grosso del suo lavoro comprende tre serie separate: il Ciclo dei Vor, quello di Chalion e quello di Sharing Knife. (cit. Wiki)

L’integrale storia è collocata su una stazione spaziale. Il dottor Ethan Urquhart proviene dal pianeta Athos, pianeta abitato da soli uomini e sul quale la riproduzione viene effettuata artificialmente utilizzando colture di cellule femminili e replicatori uterini, si reca su Stazione Kline. La sua missione è determinata dal pericolo di estinzione del suo popolo a causa del deperimento delle colture di cellule femminili. Il suo compito è di trovare nuove colture di cellule femminili e portarle sul suo pianeta per rigenerare il patrimonio genetico della sua razza. Su Stazione Kline incontra la mercenaria Ellie Quinn, che lo aiuta nel suo compito. Ma la missione viene complicata dalla sua paura delle donne, dall’inaspettato intervento di spie cetagandane e dal mistero della sparizione delle culture di cellule femminili acquistate dal suo pianeta. (cit. Wiki)

Et voilà! Les jeux sont faits.

ANATOMIK

Buongiorno, Internauti. Sempre e comunque della serie ‘solo quelli che mi piacciono’, oggi tocca al francese Serge Brussolo con “Anatomik”.

È la mia seconda lettura di Brussolo, la prima non mi entusiasmato molto, ci ho riprovato e questa ha il suo che di essere. Mi ha dato soddisfazioni. Quindi mi è scappata la solita occhiata su Wiki, doverosa (più per me che per altro, oltre alla pigrizia la mia ignoranza è piuttosto vasta) se devo dire qualcosa su uno scrittore che conosco poco o solo di nome, e mi ritrovo un autore in ‘giro’ da ben più di quattro decenni con all’attivo una serie di opere non indifferente e non solo SF. Buon per me, quando sbatterò di nuovo il naso su Brussolo ne approfitterò sicuramente per approfondire la sua conoscenza.

Veniamo ad Anatomik. Scrittura spedita ed efficace, di certo non un capolavoro, alquanto disorganico ma alla fine se ne può ben apprezzare la trama con il risultato di un romanzo per me più che discreto. Dilettevole (aspettando con il sorriso il successivo ‘escamotage’ per dare un senso alla storia) e fluente. Un plauso soprattutto alla grande fantasia, dai fantasmi spia nonché hacker, agli alieni, al lumacone ininfiammabile. Valutazione: diciamo dignitoso.

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PAESAGGI ALIENI

Buongiorno, Internauti. A questa data astrale su ‘eternal rain’ evasione in massa di Aurinidi molecolari dalla colonia penale alla prima schiarita di Zunercon dopo l’oscuramento forzato. Sulla Terra, Europa, Italy, è San… non mi ricordo. Quest’oggi, per cambiare, un raccontino breve…

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Una base di partenza che è un isolotto pulsante, carico di vegetazione umida, che sale e scende verso il livello del liquido fino quasi a scomparire. Resta sempre fuori una parte minima. Due promontori che fungono da accesso alla spianata, aggravati di flora compatta simile a nera peluria.

Il liquido è grigio trasparente, calmo e leggermente in moto ondulatorio. Galleggiano minuscoli iceberg all’apparenza schiumosi… poi la superficie si estende in unica soluzione come per un pack ghiacciato, ma non può essere ghiaccio, piccole bolle esplodono qua e là e dimostrarne l’inconsistenza.

A sinistra si innalzano due versanti altrettanto schiumosi e biancastri, saturandosi e collegandosi al pack come un unico strato sostanziale.

Centrale, e parzialmente coperto dal secondo e più piccolo versante, la grossa borchia argentata e splendente, forse la porta per uscire e proseguire… inglobata ma ‘sovraesposta’ rispetto alla parete che fa da sfondo e la sostiene. È un ottagonale con un cerchio interno che pare fluire in se stesso.

La parete è un orizzontale bianco laccato ceramico, che pare estendersi da ambo le parti (sia a destra che a sinistra) verso l’infinito. Sopra l’orizzonte, giusto in corrispondenza diametrale con la borchia, il cielo si divide in due parti diviso da una verticale senza fine. La luce proviene da un riquadro, striscia parallela e sottile all’orizzonte, metà per parte. Il cielo sinistro è più scuro, come ricoperto da una tenda velata e apparentemente densa che generalizza “l’oltre”. Il cielo destro, a parte il basso che è una mezza striscia libera da cui luce arancio/giallastra transita come espressa da un sole laterale, sembra una parete solida bucherellata completamente da linee parallele orizzontali di fori microscopici che lasciano scivolare porzioni minime della stessa luce arancio/gialla.

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In effetti sto solamente guardando fuori la porta aperta del mio garage con una bottiglia di Tuborg da tre quarti quasi vuota in mano. Potrei sfruttare la mia propensione al fantasticare per inventare un nuovo lavoro, se rendesse poi qualcosa: il descrittore di paesaggi alieni.

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IL LIBRO DEI SOGNI

Buona giornata, internauti.

Della serie ‘solo quelli che mi piacciono’ approvato pure questo, unico problema: non so in che settore tematico della libreria infilarlo. Libro di Mikkel Birkegaard, “Il libro dei sogni”.  Avvincente davvero e dettagliato, descrittivo senza eccessi ma irreprensibile ed elegante, buonissima tecnica di scrittura e capacità di farti immergere nella visione del protagonista. Lettura fluida… Concludo (stante la mia risaputa pigrizia) postandovi la presentazione presa direttamente dal sito dell’editore Longanesi.

“Nella Copenaghen del 1846 un adolescente indaga sulla misteriosa morte del padre, impiegato del ministero dei libri, l’organismo incaricato di imporre una rigorosa censura su tutte le opere messe all’indice dalle autorità. Posto sotto la protezione di Mortimer Welles, agente di pegno, «razionalista praticante» e restauratore di volumi antichi, il ragazzo comincia un’indagine nei lati più oscuri di una città oppressa da una cupa ossessione per il controllo della cultura e percorsa dai fremiti della rivolta.”

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IT’S MEME DAY

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PROGETTO TERRA

Buongiorno, Internauti.

Oggi se permettete un po’ di autopromozione. Ho fatto il ‘Diario…’ anche per quello, e tra una cosa e l’altra incastro qualcosa di mio. All’occasione vi propongo questo ebook in scarica gratuita su Amazon fino al 5 agosto e, per farvi un’idea, vi lascio con la presentazione ‘ufficiale’ di un grandissimo della SF italiana.

PROGETTO TERRA

Rivisto e aggiornato © MML – 2022. Prima edizione 2010 © Edizioni Diversa Sintonia. Seconda edizione 2011 © EDSebook.

C’è un genere di narrativa che ha, come caratteristica principale, la capacità di creare immagini. È questa una peculiarità che pochi posseggono e che necessita di una grande fantasia e un grandissimo mestiere. Scrivere per immagini, permettere al lettore di vedere la storia, arricchendola di minuziosi particolari, mai stucchevoli, e non trascurando di caratterizzare i personaggi e le ambientazioni.

Un gruppo di ragazzi scanzonati e pragmatici, non facilmente impressionabili, una avventura dietro l’altra, immagini tra l’onirico e il fantascientifico puro, una spruzzatina di horror e di tecnologia, ed ecco quell’oltre tanto più grande di noi da non poter neanche essere immaginato. Alla fine però della storia ci restano gli uomini. Chi vincerà o chi perderà poco importa, in fondo, i più forti sono proprio gli umili, quelli che non vogliono usare la violenza, ma che, se proprio tirati per i capelli, sanno reagire da autentici combattenti senza arrendersi mai.

(Donato Altomare)

IL VIAGGIO DELLA DAUNTLESS

Hola, Internauti. Sempre della serie ‘solo quelli che mi piacciono’, oggi tocca a “Il viaggio della Dauntless” di Jack Campbell.

Non amo granché la Military SF, poi, l’eccezione, ogni tanto salta fuori. Questo è gran bel romanzo, ben scritto, avvincente. Era da un po’ che non andavo in ‘ansia da lettura’. La storia ci mette un attimo a partire, ma poi scorre e affascina, anche se non si fatica a capire come si svolgerà l’azione. Va bene così. Finisce ma lascia un ‘sospeso’, e infatti (dopo una gita a scuriosare su Google) c’è un seguito, che dovrò recuperare: “Fearless – Scontro Mortale”.

Per completezza vi lascio il promo ufficiale:

Tutti i bambini dell’Alleanza hanno studiato a scuola le gesta eroiche di John Geary. “‘Io non sono una leggenda, capitano, o qualsiasi cosa pensiate che sia. Sono un uomo. Non posso fare miracoli.’ ‘Lei è Black Jack Geary, signore!'” Dopo un secolo di combattimenti contro i corporati l’Alleanza è ormai allo stremo, con la flotta bloccata in territorio nemico. L’unica speranza è un uomo che, dopo essere tornato dal mondo dei morti, viene incaricato di portare in salvo la Dauntless, la nave ammiraglia, e la chiave dell’iper-rete per i viaggi interstellari che trasporta. E il capitano John Geary dovrà dimostrarsi all’altezza della leggenda di “Black Jack Geary”.

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IL GIORNO MUORE LENTAMENTE

Buongiorno, Internauti. Sempre della serie ‘solo quelli che mi piacciono’, in una delle mie rare puntate fuori dalla SF (nel tempo ho letto comunque un po’ classici: tutti gli Sherlock, qualche Agatha Christie, Simenon, Fleming, di ‘nuovi’ Cornwell, Highsmith, un paio di Follett e poco altro), oggi tocca a Enrico Luceri con “Il giorno muore lentamente”.

Perché Luceri? Non per caso. Me ne hanno parlato bene a più riprese. Alla prima occasione (con i miei tempi pluriannuali di reazione) in edicola, mi è apparso e l’ho preso. La premessa parte da non molto lontano, valida come accennai in tempi non sospetti per il mio ‘mood’ fanta omnidirezionale, ma anche per i deficit narrativi da recuperare (gialli, thriller, spy) optando maggiormente per gli autori italiani, ormai non più secondi a nessuno. Quindi, a un Vito Introna che seguo da parecchio e ormai giallista di tutto rispetto, un Simone Pavanelli accasato di recente a Mursia dopo il quarto o quinto romanzo, un Alessio Gallerani vincitore di Segretissimo (avevo letto anche altro, di suo, con esito più che positivo), la mia libreria cartacea (ho qualche ebook di Di Marino, Altieri e Macchiavelli) scarna in materia di narrativa ‘reale’ si allargherà in questa direzione. Il posto per Luceri è assicurato.

Già dalle prime pagine Luceri mi si impone come un professionista della scrittura di genere, un inizio preciso e attento a come impostare il narrare con tempistiche è modalità. Proseguendo prendono forma i personaggi, situazione e ambiente. Nell’efferatezza delle azioni, lascia già dedurre il colpevole e lo ‘presenta’ fino a conferma con interludi nello scorrere d’indagine a commistione, fino all’incrociarsi e poi a definirsi del romanzo.

Mi è piaciuto, e quando sbatterò ancora il naso su Luceri, lo prenderò.

PS. Se volete consigliarmi qualche autore autoctono per allargare i miei orizzonti su gialli, thriller, spy, fatelo. Vi ringrazio.

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