Materiale per aspiranti scrittori: il pronto soccorso

Per la serie “anno di m”, non mi sto facendo mancare nulla e quindi lunedì scorso (il 13 aprile) ho passato il pomeriggio e la notte in attesa (come accompagnatrice) al pronto soccorso. Quindi parlo per esperienza diretta.
Se volete scrivere e vi manca l’ispirazione, oppure avete poche idee, vi suggerisco di recarvi al ps della vostra città e stare lì seduto a osservare. Il campionario umano è sorprendente (attenzione: non sto parlando di osservare la sofferenza di chi sta male davvero, non sto pescando nel torbido).
Parlo del contorno. Continua a leggere “Materiale per aspiranti scrittori: il pronto soccorso”

Lavorare al romanzo – (12): La scaletta è necessaria?

“Relatività” – M.C. Escher, 1953

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Lo sapete cosa si dice: “Fate una scaletta! Per scrivere un romanzo come si deve, dovete fare la scaletta”.

La mia esperienza mi dice che la scaletta serve: una scaletta ‘di base’ ci vuole ed è uno strumento che ti permette di impostare la rotta e manovrare per arrivare alla tua meta.

Ma non è da seguire pedissequamente, questa è una buona notizia.
Ma allora posso omettere di scriverla?, sento che state già obiettando.
Credo che gli elementi indispensabili per scrivere un romanzo siano: Continua a leggere “Lavorare al romanzo – (12): La scaletta è necessaria?”

Chiacchiere oziose

Volevo scrivere di scrittura e dell’approccio per scrivere un romanzo, poi ho pensato a una stranezza: tempo fa, quando abbiamo pubblicato i racconti del penultimo gioco letterario, era ottobre scorso e si chiamava “Il gioco degli incipit”, c’erano stati alcuni racconti criticati con forse tanta veemenza.
Gli autori, che io ringrazio sempre perché si mettono in gioco per sostenere le mie iniziative e anche perché si espongono, hanno un po’ patito le parole dette (forse anche quelli che non hanno replicato).

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Come aggirare il “Blocco dello scrittore”

Questo è lo spauracchio di molti scrittori, e prima o poi capita a tutti.
Vorresti tanto scrivere, desideri terminare la stesura del tuo racconto, devi consegnare un articolo, eppure non riesci a scrivere nemmeno due righe.
Ti maceri nella delusione, nella rabbia, ma è ancora peggio: le parole proprio non vogliono uscire. Continua a leggere “Come aggirare il “Blocco dello scrittore””

Quel minuto prima di te – un romanzo di Giovanni Venturi

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Giovanni Venturi è davvero uno scrittore prolifico (non come me che ho smesso per anni e ho pettinato le bambole) e sta scrivendo la serie “Le parole confondono” che comprende tanti volumi.
Quel minuto prima di te“, che sto leggendo in questi giorni, è il volume sette (a questo link la pagina in cui troverete tutti i segreti e i link utili per avere notizie più complete), ma io so che Giovanni sta già scrivendo l’ottavo volume della serie.

D’altronde, come dico sempre io, se tu hai una storia enorme, perché racchiuderla in un solo testo? Fanne una trilogia, una quadrologia o tetralogia, una saga insomma, incatena il lettore e trascinalo nei meandri della tua mente. Continua a leggere “Quel minuto prima di te – un romanzo di Giovanni Venturi”

Dobbiamo ancora scrivere anche se c’è la crisi nel mercato editoriale?

Ogni tanto capitano sotto gli occhi questi articoli e ci soffermiamo a leggerli: “L’editoria è in crisi”, “L’allarme dell’AIE: mercato del libro in difficoltà”, “Editoria in crisi: gli italiani leggono un libro all’anno. Manuali trash e autori-influencer per vendere di più”.
La crisi c’è, dicono tutti, e immagino sia vero. Il 74% degli italiani legge almeno un libro ma il 24/26 % non ne legge nemmeno uno. Quale dato sia peggio non so dire.
Ma i dati si riferiscono ai libri effettivamente letti o a quelli comperati?
Io, ad esempio, non compro libri cartacei da qualche anno: mi sono scoperta una sorta di ‘fastidio’ alle mani a toccare carta ‘invecchiata’. Non apro nemmeno i libri che ho nella libreria. Al momento fruisco solo di ebook della biblioteca digitale, e ora di audiolibri (per la mamma che purtroppo non riesce più a vedere e leggere autonomamente). Continua a leggere “Dobbiamo ancora scrivere anche se c’è la crisi nel mercato editoriale?”

Lavorare al romanzo – undici

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Avevo già provato tempo fa a fare brainstorming (lo so: non è una parola italiana ma ormai, mi dice La Crusca, è entrata nell’uso comune e accettata in tanti ambiti) online, coinvolgendo chi mi legge sui social. Avevo chiesto il nome adatto a una ditta che commercializza e fa manutenzione alle macchine da ufficio. E sono stata accontentata, tanto che ho inserito uno dei nomi suggeriti nel romanzo.

Qualche settimana fa stavo pensando al nome adatto a una mostra di fotografie. Allora ho ripetuto il metodo: ho chiesto ai miei lettori di Facebook (pochi ma buoni). Continua a leggere “Lavorare al romanzo – undici”

L’amore al tempo della fibra – considerazioni

Abbiamo terminato questa breve rassegna di racconti.
Sono soddisfatta della qualità dei testi ma sono anche delusa dalla scarsa partecipazione al gioco.
Una bella occasione persa: poteva uscirne una raccolta di racconti molto interessante.
Anni fa c’era molta più voglia di mettersi in gioco, ora mi pare che si sia perso lo smalto, il coraggio di tentare. Se lo chiamiamo ‘gioco’ è perché sarebbe da vivere in questo modo, come un divertimento.
Ho riletto alcuni dei racconti degli anni scorsi e ho guardato i pdf: anche quello del ‘condominio’ è molto bello. Continua a leggere “L’amore al tempo della fibra – considerazioni”

La potenza di una frase. Nella scrittura e nella vita

Qualche giorno fa, la farmacista ha osservato la mia foto sul mio cellulare poi ha scrutato il mio volto alla ricerca di qualche residuo di ferita, e ha detto: «Complimenti! Due settimane e non si vede niente. Una ripresa eccellente».
Si è mossa per andare a prendere l’antibiotico prescritto, poi si è fermata, ha messo le mani sul banco, mi ha fissata e ha aggiunto: «È proprio vero quello che si dice sempre: che la vita può cambiare in un attimo». Siamo rimaste lì a fissarci per un attimo. Il volto aveva cambiato espressione e gli occhi erano più scuri. Continua a leggere “La potenza di una frase. Nella scrittura e nella vita”

L’amore al tempo della fibra – quinto racconto

Amore mio, cronaca dall’anno 2358

Lei lo guardò con circospezione. «Scusami, qual è la parola che hai usato?»
Gli aveva fatto quella domanda a bassa voce anche se erano da soli, seduti alla panchina di un parco in cui non si vedeva anima viva, perché, pur non avendo mai udito prima di allora quel termine, aveva avuto la sensazione molto forte che fosse qualcosa di “particolare”. Cercò solo di farsi ripetere l’esatta pronuncia.
Lui la ribadì, bisbigliando a sua volta.
Era la stessa che aveva pronunciato prima, quindi non si era sbagliata. Mosse le dita sulla tastiera virtuale in tre dimensioni che il pliabook stava proiettando nello spazio innanzi a sé.
Dopo che lei ebbe sfiorato il tasto di inoltro della richiesta dell’applicazione dizionario il dispositivo produsse uno strano suono acuto, poi eliminò la tastiera e materializzò un rettangolo giallo, il quale iniziò a tremare e a diventare rosso, per poi essere avvolto da un fuoco virtuale che lo consumò.
Fu sostituito, infine, da un messaggio pulsante che riportava la scritta: “Termine inesistente nella madre rete globale”. Continua a leggere “L’amore al tempo della fibra – quinto racconto”

L’alchimista del suono – la mia lettura

È uscito il 23 gennaio, per Fernandel, il libro “L’alchimista del suono” scritto da Maurizio Biancani: un’autobiografia che scorre gli ultimi 50 anni della vita dell’autore e della vita di una società che ormai sembra essere sparita.
Leggere le pagine [de]scritte da Biancani è come mangiare una di quelle caramelle “frizzose” e schioppettine che ti riempivano la bocca di sapore vivace, che ti solleticavano le papille e ti facevano sorridere, ma è anche sognare uno di quei lecca lecca tondi, grandi e coloratissimi che ti addolciscono la bocca.

La carriera di Maurizio è stata guidata dalla ricerca del suono migliore, quello perfetto, quello “alla Biancani”: questa missione lo ha spinto a fondare Fonoprint,  lo studio di registrazione che ha coniato le canzoni più conosciute e cantate degli autori che tutti amano, da Vasco Rossi, che di Biancani dice: “Maurizio è uno di quelli che c’erano sempre. Nei giorni buoni e in quelli storti. Uno che la musica non l’ha solo ascoltata, ma l’ha vissuta, respirata e tenuta insieme, anche quando sembrava tutto un casino. Un amico vero, di quelli che la vita non te li regala per caso“, a Lucio Dalla, a Zucchero, i Pooh. Continua a leggere “L’alchimista del suono – la mia lettura”

L’amore al tempo della fibra – quarto racconto

La cena con i colleghi

 

Era stata una bella lotta ma alla fine aveva vinto lei. I gemelli erano finalmente a letto e poteva godersi un’ora di relax.
Patty andò in cucina, prese un calice e la bottiglia del bianco che Giorgio aveva aperto la sera prima, passò in sala e si sedette sul divano. Controllò l’etichetta: Prosecco Millesimato DOCG. Spero sia ancora frizzante, pensò mentre versava una dose generosa. Aveva cenato solo con prosciutto e formaggio, il pane era finito e aveva aperto un pacchetto di grissini.
Giorgio era uscito a cena con i colleghi, per gli auguri di Natale, e lei era rimasta da sola a occuparsi dei gemelli. Di solito li mettevano a letto insieme: lei si occupava di Luca e lui di Matteo. In due ci voleva poco a calmarli, ognuno leggeva una pagina del libro e in pochi minuti i bambini si calmavano e si addormentavano.
Ormai era fatta. Bevve un sorso. Buono. Si guardò in giro. L’albero aveva ancora le luci spente, si alzò e inserì la spina; le luci iniziarono a balbettare e poi si accesero continuando nel loro gioco di cambi di colore. Accese il televisore e si sistemò per guardare un film.  Iniziò a cambiare canale ma trovò solo dei film già visti, roba vecchia e poco interessante. Spense. Continua a leggere “L’amore al tempo della fibra – quarto racconto”

L’amore al tempo della fibra – terzo racconto

Galeotta fu la fibra

Federico era assorto, mentre osservava lo schermo nero del suo portatile. Era rientrato dal lavoro da poco e aveva aperto la sua casella di posta elettronica come faceva tutte le sere prima della cena o dell’uscita col suo gruppo di amicizie. Si appoggiò allo schienale della poltrona da gamer, rimuginando sullo strano messaggio ricevuto qualche minuto prima da una sconosciuta.
Lui non era un fan dei social, anzi se ne teneva lontano come se fossero impestati per cui ha interpretato la mail come se fosse un tentativo pishing oppure dello spam oppure.… Però gli sembrava inverosimile tutto il contesto.

Ciao Fede,

c’incontriamo su Instagram?

Lou

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Quando la scrittura latita, metti una forchetta nel panettone

 

A volte non si riesce a scrivere, pare che manchino le idee.
Allora qualcuno suggerisce di fare comparire una pistola. Ma non sempre il testo supporta l’introduzione di una pistola: magari non è adatto, non è una storia forte.
Allora io ti dico: se non hai idee, fai comparire una forchetta nel panettone.
Non guardate l’immagine sopra, lì la forchetta è nel piatto. Io intendo ben altro.

Sabato scorso, al supermercato, abbiamo visto un signore  – capito poi che è un nostro vicino, sta nel palazzo di fronte – davanti al box informazioni, o servizio clienti. Era di spalle e non si intuiva cosa stesse mostrando alla responsabile del servizio. Poi lui si è voltato, ci ha riconosciuti, ed è venuto verso di noi tenendo in mano un involto. Continua a leggere “Quando la scrittura latita, metti una forchetta nel panettone”

L’amore al tempo della fibra – secondo racconto

Chiara osservò il cielo coperto attraverso i vetri, infilò le cuffie e premette play. Un pianoforte iniziò a suonare lento, malinconico, ma familiare in un modo che non sapeva spiegarsi. Si era abituata a lasciare che l’algoritmo scegliesse per lei, un po’ come lasciar decidere al destino. Sul display comparve il titolo: “Per te, oggi”. Non ricordava di averla salvata, quella playlist. Eppure, sembrava costruita su misura: una sequenza perfetta di brani che le cadevano addosso come frasi già pensate per lei. Provò a controllare il suo profilo, di solito era lei che aggiungeva le playlist nella sua libreria musicale. Fu allora che capì che c’era qualcuno, da qualche parte, che stava ascoltando insieme a lei quella strana lista anonima. Quei brani sembravano descrivere il suo umore. Decise di aggiungere una sua traccia musicale, una vecchia canzone, e scelse Incontro di Guccini. Dall’altra parte, quasi in risposta al suo brano, qualcuno aveva aggiunto una canzone dello stesso autore. Così propose un nuovo autore, anche in quel caso qualcuno rispose con un brano simile in una sorta di dialogo silenzioso, fatto solo di musica. Si sentì euforica, ma poi fu attraversata da un brivido di paura, e se fosse uno stalker? Decise di scollegarsi. Era ora di pranzo e pensò di fare un salto al take away all’angolo. Scendendo le scale incrociò il suo vicino. Abitava lì da circa un mese: un tipo carino, anche se piuttosto timido. Continua a leggere “L’amore al tempo della fibra – secondo racconto”